Copertina di Strane case di Uketsu, Einaudi 2026

Può la planimetria di una casa fare paura? Per Uketsu la risposta è sì. Basta uno spazio vuoto tra due pareti, una stanza priva di finestre o una porta collocata nel punto sbagliato per trasformare un’abitazione in qualcosa che non dovrebbe esistere.

Pubblicato in Italia da Einaudi Stile Libero il 16 giugno 2026, nella traduzione di Stefano Lo Cigno, Strane case è un thriller giapponese di 176 pagine che mescola narrativa, disegni, mappe e deduzioni. Un esperimento originale diventato un fenomeno internazionale, ma anche un libro che ha diviso profondamente i lettori: per alcuni è un rompicapo inquietante e innovativo; per altri una storia costruita su ragionamenti forzati e spiegazioni poco credibili.

Ed è forse proprio questa spaccatura a renderlo interessante.

Una casa perfetta, almeno in apparenza

In una zona tranquilla nei dintorni di Tokyo, una giovane coppia in attesa del primo figlio trova una casa in vendita. È luminosa, vicina alla stazione e circondata dal verde. Sembra il luogo ideale nel quale cominciare una nuova vita.

Osservando la planimetria, però, emerge qualcosa di inspiegabile: uno spazio vuoto nascosto tra due pareti, senza porte né finestre. A questa prima anomalia se ne aggiungono altre. Compaiono ambienti disposti in modo illogico, doppi accessi, stanze isolate e passaggi che sembrano progettati più per nascondere che per accogliere.

I potenziali acquirenti si rivolgono così a uno scrittore specializzato in occulto. Con l’aiuto di un esperto di architettura, l’uomo comincia ad analizzare ogni dettaglio dell’edificio. Quella che inizialmente appare come una semplice stranezza immobiliare si trasforma in un’indagine sui precedenti proprietari della casa, scomparsi senza lasciare traccia, e su un segreto rimasto sepolto per anni.

Il punto di forza: trasformare lo spazio in un incubo

L’intuizione più efficace di Strane case consiste nel prendere qualcosa di ordinario come la piantina di un’abitazione e renderlo disturbante.

Le planimetrie non sono semplici illustrazioni inserite tra le pagine, ma elementi indispensabili per seguire l’indagine. Il lettore viene invitato a osservarle, confrontarle e cercare ciò che non torna. Una parete troppo spessa, una finestra assente o una stanza senza accessi diventano possibili indizi.

La casa smette così di essere un rifugio. Si trasforma in un corpo chiuso, con stanze simili a organi e corridoi che sembrano custodire una memoria malata. L’inquietudine non nasce da una presenza soprannaturale che compare improvvisamente, ma dalla sensazione che ogni muro possa essere stato costruito per uno scopo preciso e terribile.

Anche la forma del romanzo rappresenta uno dei suoi aspetti più originali. La narrazione procede attraverso dialoghi, documenti, testimonianze, mappe e ipotesi. Il risultato si avvicina più a un’indagine visiva o a una sceneggiatura che a un thriller tradizionale. Per alcuni lettori questo rende il libro veloce, accessibile e coinvolgente; per altri finisce per impoverire la scrittura e lasciare poco spazio alla profondità dei personaggi.

Dove la costruzione comincia a scricchiolare

Proprio il meccanismo che rende Strane case particolare costituisce anche il suo limite maggiore.

Le conclusioni tratte dalle planimetrie appaiono talvolta troppo rapide. Da un’anomalia architettonica i protagonisti arrivano a ipotizzare scenari estremi senza possedere prove sufficienti. Per accettare il gioco è necessario sospendere parecchio l’incredulità e seguire le regole stabilite dall’autore. Chi entra in questo patto narrativo può lasciarsi trascinare dal mistero; chi cerca deduzioni realistiche rischia invece di restare fuori dalla porta.

Chi si nasconde dietro la maschera?

Uketsu è uno degli autori più enigmatici della scena letteraria giapponese. La sua vera identità non è mai stata rivelata. Nei video e durante le apparizioni pubbliche indossa una tuta completamente nera, una maschera bianca e utilizza una voce alterata digitalmente.

Prima di arrivare in libreria si è fatto conoscere attraverso YouTube, pubblicando racconti horror e filmati surreali nei quali oggetti quotidiani, disegni e ambienti apparentemente normali assumono lentamente qualcosa di sbagliato. Proprio da un suo video dedicato alla planimetria di una casa è nato il progetto che sarebbe poi diventato Strane case.

È possibile entrare nel suo universo attraverso il canale YouTube ufficiale di Uketsu, dove si trova anche il video dedicato alla strana casa da cui ha avuto origine il fenomeno.

Un libro da portare in vacanza oppure da lasciare sullo scaffale?

Strane case è breve, visivo e costruito per alimentare la curiosità. Può essere una lettura estiva adatta a chi ama gli enigmi, il thriller giapponese e gli esperimenti narrativi capaci di rompere la struttura tradizionale del romanzo.

Non è invece la scelta più indicata per chi cerca personaggi complessi, una prosa ricca o una ricostruzione investigativa rigorosamente credibile.

Il suo valore risiede soprattutto nell’idea e nella capacità di trasformare lo spazio domestico in una minaccia. I suoi difetti emergono quando quella stessa idea viene spinta fino a conclusioni che non tutti i lettori sono disposti ad accettare.

Geniale oppure sopravvalutato? Inquietante oppure poco plausibile? Strane case non offre una risposta valida per tutti. Lascia piuttosto una porta aperta, invitando ogni lettore a entrare e formulare il proprio giudizio.

Sempre che, osservando la planimetria, quella porta esista davvero.

Scheda del libro

Titolo: Strane case
Autore: Uketsu
Traduzione: Stefano Lo Cigno
Editore: Einaudi Stile Libero
Data di pubblicazione: 16 giugno 2026
Pagine: 176
Genere: thriller, mystery, horror psicologico
Scheda ufficiale: Giulio Einaudi editore

Di Emanuela Ferrara

Emanuela Ferrara è una scrittrice horror torinese. Ha pubblicato Cronache Oscure e Il rumore sotto Berlino. Sul canale YouTube Echi Notturni conduce Parole nel Buio, format di interviste dedicato ad autori, registi, musicisti e nuove voci del panorama indipendente. Per Mondospettacolo scrive di letteratura, cinema di genere, musica, festival e cultura horror, con particolare attenzione alle realtà emergenti.

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