“Il Mediterraneo è impetuoso e nero”: così si apre uno dei momenti più intensi di Tempi moderni, la raccolta di Loretta Tedeschi edita da Controluna Edizioni. Poche pagine dopo, la stessa penna che ha immaginato un vascello scosso dalla tempesta racconta un pomeriggio di caffè tra amiche o il pelo bagnato di un cocker sull’asfalto di una città in pioggia. È in questo continuo cambio di registro che questa raccolta della scrittrice bresciana trova il proprio equilibrio, non un unico tono sostenuto per cento pagine, ma un alternarsi di scene minute e squarci più drammatici, tenuti insieme da uno sguardo attento e mai artificioso. I componimenti nascono dall’osservazione diretta, quella di chi si ferma davanti a una vecchia casa cantoniera che fa ombra a un cassone di rovi appassiti, a un anziano che affetta la cipolla per il pranzo, a un naufragio letto sui giornali e trasformato in immagine poetica. Tedeschi non cerca l’evento eccezionale, preferisce restituire la trama sottile di gesti quotidiani, lasciando che sia il lettore a riconoscervi qualcosa di proprio. Il lessico è concreto, privo di artifici retorici pesanti, costruito per lo più su versi brevi che si susseguono senza fretta. Colpisce la capacità di tenere insieme la sfera intima, l’amore, la paura, la nostalgia, e quella più ampia della natura e del paesaggio montano, che qui non è mai semplice sfondo ma presenza viva, quasi un personaggio silenzioso che accompagna ogni pagina. Tempi moderni è una raccolta che chiede una lettura senza fretta, magari una poesia alla volta, per lasciare che ogni immagine si depositi prima di passare alla successiva. Un lavoro maturo, che conferma una voce già riconoscibile nel panorama della piccola editoria di poesia italiana.

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