TEMPLE FACTORY

presentano

A MATTER OF FEELINGS

© 2026 La Buca Recording Club  |  ℗ 2026 Temple Factory

Tracklist: Forty Days / Don’t Stress Me Out / Rebel / Million Stars / Passenger / Melody for Death / Come Back Home / I Wish My Love Could Grow / Drug Dose / Time Is Over

Streaming: https://open.spotify.com/album/4xzqglORyCBsVrWbQqxPsJ

Un nuovo disco è anche una nuova promessa dal vivo. “A Matter of Feelings” porta i Temple Factory in un territorio sonoro più articolato rispetto al passato: brani che esplodono, brani che sussurrano, brani che chiedono ascolto. Come si traduce tutto questo in un concerto? Come si porta sul palco un disco che parla di morte, di amore e di ritorno?

Quali brani del nuovo disco sentite già pronti per il live, e quali invece vi aspettate di dover riarrangiare o scoprire dal vivo?

In teoria i brani dovrebbero rimanere tali e quali al disco però stiamo valutando alcune modifiche riguardo ad alcuni arrangiamenti. Spesso nei live conviene sacrificare qualcosa di tecnico per ottenere un impatto più diretto e immediato. Abbiamo comunque qualche mese di tempo per valutare.

La scaletta di un concerto è un racconto. Come costruite la tensione narrativa tra i brani vecchi e i nuovi, tra i momenti energici e quelli più intimi?

L’idea di fondo è sempre stata quella di creare un abbassamento della tensione verso la metà della scaletta; riteniamo sia positivo per il pubblico ascoltare qualche brano più lento e pensiamo che sia una scelta che permette di mantenere alta l’attenzione degli ascoltatori. Per il resto la scaletta ha poche esigenze e non sempre rimane invariata. Sicuramente diamo priorità ai brani nuovi ma non mancheranno canzoni più vecchie che hanno sempre avuto un ottimo impanno dal vivo.

“Rebel” sul palco deve avere un impatto immediato, fisico. “Passenger” o “Melody for Death” richiedono invece un tipo di ascolto diverso. Come gestite queste dinamiche in un live?

Tendiamo sempre a dare il massimo dell’energia quando siamo in live, a prescindere dalla canzone che stiamo eseguendo. Ovviamente le dinamiche cambiano molto da brano a brano ma gli arrangiamenti assicurano già questa altalena dinamica. Noi dobbiamo limitarci fare esecuzioni che siano più precise possibile.

Avete già una data live in programma dopo l’uscita del disco? E qual è il contesto ideale in cui immaginate di suonare “A Matter of Feelings” — club, festival, teatro?

Date certe ad oggi no; abbiamo una mini turné in organizzazione ma non prima dell’autunno quindi siamo in attesa che gli organizzatori diano inizio alla programmazione post-estate. Quanto al dove suonare non siamo nella condizione di poter fare i preziosi: qualunque posto vorrà concederci un palco sarà ben accetto!

C’è un momento di un vostro concerto passato che ricordate come una svolta — quello in cui avete capito che la cosa funzionava davvero sul palco?

Siamo tutti concordi nel ritenere che il punto si svolta è stato il primo concerto che abbiamo fatto. Presentavamo il nostro primo disco e avevamo ancora la vecchia formazione ma è stato un bellissimo spettacolo; il pubblico era numeroso e molto partecipe. Abbiamo capito che offrivamo un repertorio che poteva funzionare e abbiamo deciso di continuare. Speriamo che sia così anche per la presentazione di questo nuovo lavoro! A presto comunque avremo modo di comunicare le date dei nostri live e speriamo di vedervi numerosi!

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