A dieci anni dal suo ultimo lungometraggio, Rock the Kasbah del 2015, Barry Levinson dirige The Alto Knights – I due volti del crimine, avendo come protagonista Robert De Niro che già fu al suo servizio in Sleepers, Sesso & potere e Disastro a Hollywood, rispettivamente datati 1996, 1997 e 2008.
Vito Genovese e Frank Costello, acerrimi rivali e due vite consacrate ai crimini di mafia: due facce della stessa medaglia cui rende bene la doppia interpretazione di De Niro nelle vesti di entrambi.

Il lungometraggio di Levinson poggia le basi sulla storia e sugli scontri fratricidi nell’ascesa ambiziosa di prendere il comando della “famiglia” fondata da Lucky Luciano, in cui i due mafiosi erano i luogotenenti. Alla sceneggiatura Nicholas Pileggi, che ha firmato un paio di script di indimenticabili gangster movie di Martin Scorsese, ovvero Quei bravi ragazzi e Casinò, dei quali fu protagonista proprio De Niro. The Alto Knights – I due volti del crimine ha inizio nel Maggio del 1957, quando Vito Genovese invia il suo sicario e autista di fiducia Vincent Gigante, incarnato da Cosmo Jarvis, ad assassinare Frank Costello. Questo accadimento ha segnato un evento storico per la criminalità americana, definendo un mondo in declino, ma il film punta ad evidenziare anche le differenze tra i due gangster.

Costello era diventato una sorta di uomo d’affari che si muoveva a proprio agio pure nel mondo della politica americana; mentre Genovese , roso dall’invidia nei confronti del rivale, era in cerca di riscatto dopo anni travagliati, parte dei quali trascorsi in carcere e lontano da New York. Intrigante De Niro in questo doppio ruolo, che altresì ricorda Tom Hardy che si era “disgiunto” interpretando entrambe le parti dei fratelli Kray, nel 2015, in Legend di Brian Helgeland. Due gangster londinesi che erano entrati in contatto con la mafia americana, soprattutto con Meyer Lanski e Angelo Bruno; e questi ultimi, per uno strano caso del destino, fecero già parte della storia raccontata sempre da Barry Levinson nel suo Bugsy, del 1991.

The Alto Knights – I due volti del crimine è interessante nell’intenzione di raccontare i due boss Frank Costello e Vito Genovese attraverso lo stesso Robert De Niro in quella che riassume la tematica del doppio, con l’uno che contiene la parte speculare dell’altro. Il film invece si protrae in una narrazione troppo verbosa, che tende a svilire quanto di buono c’era sulla carta. Ci si aspettava dunque di più considerando i calibri in gioco, tra regista, sceneggiatore e l’attore newyorkese, che non aggiungono al film quel sapore allegorico alla “gangster style”, famoso cocktail degli anni del proibizionismo, in voga soprattutto nella malavita italiana.
