The equalizer 2 – Senza perdono: Denzel Washington torna a fare giustizia

Ci sono due tipi di dolore a questo mondo: il dolore che fa male e quello che ti cambia.

In azione su un treno in corsa già prima che appaiano i titoli di testa di The equalizer 2 – Senza perdono, provvede a ricordarcelo il Robert McCall dai torbidi trascorsi che avevamo conosciuto nel 2014 in The equalizer – Il vendicatore.

Il Robert McCall che, incarnato nuovamente dal due volte vincitore del premio Oscar Denzel Washington, altro non è che l’evoluzione cinematografica del protagonista di Un giustiziere a New York (che, però, era bianco), popolare telefilm risalente agli anni Ottanta, epoca che fece del machismo e del liberatorio sentimento di vendetta uno dei maggiormente gettonati ingredienti della Settima arte destinata al grande pubblico.

Il Robert McCall che, impegnato nel primo film a difendere una ragazza minacciata da una banda di feroci malavitosi russi, fa qui conoscenza con il giovane Ashton dalle fattezze di Miles Whittaker, appassionato di pittura; man mano che si rende conto, insieme all’ex collega Dave York alias Pedro Pascal, del fatto che qualcuno si sta dedicando all’eliminazione di tutti i loro compagni di lavoro.

Quindi, mentre Bill Pullman e Melissa Leo tornano a vestire i panni di Brian e Susan Plummer, è su un’idea di base in un certo senso analoga a quella che ha caratterizzato Mission: impossible – Rogue nation che si focalizza lo script ancora una volta concepito dal Richard Wenk regista dell’horror Vamp.

Uno script che, in ogni caso, non sembra discostarsi molto dalla struttura su cui aveva poggiato quello del capostipite, messo in piedi attraverso lenti ritmi di narrazione orchestrati tra presentazione dei diversi personaggi e feroci uccisioni.

E, tra un’aggressione a bordo dell’automobile guidata dallo stesso McCall e lo scontro conclusivo che, in maniera affascinante, si svolge nel mezzo di una tempesta in una zona marittima che è stata fatta evacuare dalle forze dell’ordine, di ossa rotte e cadaveri da lasciare a terra ve ne sono in abbondanza; con tanto di ironia e battute ad effetto finalizzate a rafforzare nello spettatore la sensazione di soddisfazione da giustizia compiuta.

Sebbene, già autore del precedente, riuscitissimo capitolo, il buon Antoine Fuqua sembri accontentarsi di concretizzare tramite The equalizer 2 – Senza perdono un guardabile e poco più che sufficientemente godibile sequel… comunque funzionale ai fini dell’intrattenimento action.

 

 

Francesco Lomuscio