The new Pope: due Papi per Sorrentino

The New Pope

Sequel dello spirituale The young Pope, The new Pope, presentato in anteprima alla recente Mostre del Cinema di Venezia numero 76 e, di recente, alla stampa romana, arriverà il 10 Gennaio 2020 sulla piattaforma Sky nella sezione Sky Atlantic.

Si può ben dire per questa ennesima opera di Paolo Sorrentino, non fosse altro per l’enorme profusione di mezzi e luoghi e per la splendida fotografia di Luca Bigazzi, che continua giustamente a mietere premi ovunque. Come avvenuto a Venezia, durante la presentazione romana sono stati mostrati gli episodi 1, 2 e 7 (con inevitabile riassunto spoiler per i giornalisti in sala). Tuttavia, evitiamo accuratamente di anticipare troppo, se non quello che si può intuire dal trailer della serie.

La storia riparte da Pio XIII in coma, curato amorevolmente da una suora che, durante la spugnatura del pontefice nudo steso su un letto, ormai considerato un santo, si lascia lentamente andare ad una specie di estasi per stendersi poco lontano dall’ignaro pontefice (Jude Law) e, eccitata, abbandonarsi ad una masturbazione. Si apre in questo modo, con una sigla provocatoria tempestata di novizie attorno ad una luminosa croce e sottolineata da una colonna sonora tutt’altro che ecclesiastica la nuova serie, che nelle prime due puntate proiettate (un vero capolavoro, potrebbero già da sole essere un perfetto film cinematografico) vede il Segretario di Stato Voiello (un leggendario Silvio Orlando ormai padrone anche della lingua inglese) e la scelta di far salire al ponteficato un nuovo Papa, considerato il coma irreversibile di Pio XIII. La prima scelta cade su un imprevisto Papa di transizione che apre le porte del Vaticano al popolo e inizia a regalare i tesori della Chiesa. Ma non vi sveliamo oltre di questa significativa storia tramite cui Sorrentino ha voluto, a modo suo, rievocare un altro Papa dal breve ponteficato e  colpito in seguito da una morte misteriosa.

The New Pope

In breve, il compito di Voiello sarà quello far salire al soglio pontificio Sir John Brannox (John Malkovich), un aristocratico inglese moderato, affascinante e sofisticato che prenderà il nome di Giovanni Paolo III. Il nuovo Papa sembra perfetto, ma cela fragilità e segreti. E capisce subito che sarà difficile prendere il posto del carismatico Pio XIII: sospeso tra la vita e la morte, Lenny Belardo ormai per tutti è un Santo.

Onestamente vi è poco da aggiungere, se non sottolineare tutti gli accenni e le manie di Sorrentino o le sue fissazioni (vedi le cover dei tre cellulari del cardinale Voiello con il Napoli). Senza dubbio, comunque, l’obiettivo è raggiunto e la serie è splendida: i misteri del Vaticano, gli omosessuali, i fin troppo espliciti riferimenti all’eros con ammiccanti novizie, un legame da sempre indissolubile con la Chiesa cattolica votata al celibato e alla castità, che è stata sempre indicata, invece, come luogo di perdizione per via della sua travagliata storia. La vicenda raccontata è di pura finzione, ma i richiami alle recenti figure reali papali come Benedetto XVI e Francesco I permettono a Sorrentino di esplorare a suo modo il potere della Chiesa, la corruzione con la quale, anche recentemente, si è macchiata. Per non parlare dei terribili episodi di pedofilia. Tutta la storia, gli argomenti, i luoghi, le splendide scenografie e i costumi ci donano un’opera notevole, che alcuni definiscono capolavoro annunciato, mentre altri più critici (come chi scrive) fanno notare l’astuzia del regista che viene dalla città più geniale del mondo, in grado di vendere qualsiasi cosa. E diciamoci la verità: vendere agli americani HBO e a tutto il mondo The new Pope, la storia di due Papi al centro di  oscure trame del misterioso Vaticano ci fa pensare a Totò che vendeva la fontana di Trevi al turista americano. Un capolavoro artistico, appunto !

 

 

Roberto Leofrigio