In collaborazione con Tucker Film, CG Entertainment (www.cgtv.it) rende disponibile in blu-ray – con il rispettivo trailer quale contenuto speciale – nella collana Far East Film The outlaws e The roundup, primi due capitoli di una saga intitolata in patria Beomjoidosi e incentrata sul detective Ma Seok-do, interpretato dal Ma Dong-seok internazionalmente denominato Don Lee e noto per aver presenziato in opere del calibro de Il gangster, il poliziotto, il diavolo, Train to Busan e il marveliano Eternals.

un personaggio appartenente al cinema sudcoreano e che, protagonista di un poker di lungometraggi (attualmente è in lavorazione il quinto), mettendo in pratica il proprio istinto e un incorruttibile senso della giustizia dinanzi a svariati crimini rientra senza alcun dubbio tra le figure cinematografiche dei paladini della legge appartenenti alle forze dell’ordine che annoverano, tra gli altri, lo statunitense ispettore Callaghan di Clint Eastwood e il nostro commissario Tanzi di Maurizio Merli.


The outlaws (2017)

Seul, 2004. Le strade della città sono in subbuglio per quanto sta accadendo tra alcune bande rivali sino coreane, intenzionate a farsi la guerra per il dominio dei quartieri della metropoli. Ma Seok-do (Dong-seok), caparbio detective della polizia dalla corporatura robusta, non intende lasciare spargere altro sangue e decide di portare questa indagine a conclusione ricorrendo alle sue note maniere forti per poter ottenere ciò che desidera; fino a rendersi conto del fatto che ciò che sta affrontando non è soltanto una lotta contro il crimine, ma anche una faccenda personale che lo eleva ad unica figura in grado di porre fine a tutto ciò.

Adrenalinico e avvincente thriller poliziesco ispirato ad una storia vera, quello diretto dall’esordiente Kang Yun-seong è un lungometraggio che sfoggia tutto l’estro creativo della cinematografia coreana del XXI secolo, sempre pronta a sbalordire fan e spettatori attraverso risvolti narrativamente originali. Inoltre, come avviene sempre nel cinema sudcoreano, emerge una descrizione ironica del modo dilettantesco in cui la legge viene gestita a Seul, tanto che il rude Seok-do di Dong-seok risulta essere figura essenziale a riguardo, nonostante degli evidenti difetti di carattere (facilmente irascibile e rozzo nei suoi metodi spicci).

Ma è proprio questa la carta vincente di The outlaws, che pone come contraltare morale alla brutale criminalità locale questo singolare protagonista: imperfetto sì, ma al posto giusto e al momento giusto. Quindi un personaggio che ritenere adatto al film di Kang Yun-seong è poco.


The roundup (2022)

Seul, 2008. Stavolta il detective Ma Seok-do (Dong-seok) deve intraprendere una missione particolare: estradare in Vietnam un uomo trattenuto dalla legge, salvo però scoprire che nel mezzo di tutto ciò vi è una faccenda ben più pericolosa. Infatti, un micidiale assassino di nome Kang Hae-sang (Son Suk-ku) sta lasciando nel frattempo una scia di sangue dietro di sé, e la cosa sembra collegata alla missione che Seok-do deve svolgere in Vietnam, a Ho Chi Minh. Da questo momento, per il rude uomo di legge comincia una serrata caccia all’uomo, inarrestabile e senza pietà, con lo scopo di salvare anche stavolta la vita di persone innocenti.

Sequel diretto da Lee Sang-yong e che tiene testa al precedente capitolo, The roundup mette nuovamente Dong-seok al centro dell’attenzione, tra momenti action e combattimenti violenti, ricorrendo anche a quell’immancabile vena dark ironica che già nel capostipite si era fatta notare. Un secondo capitolo che poggia su un plot più semplicistico, ma non per questo registicamente meno ispirato; anzi, tra una sequenza e l’altra, non si può fare a meno di provare la giusta impressione di assistere ad un prodotto d’intrattenimento ricco di inventiva, tipico del cinema sudcoreano, e che non dimentica di approfondire determinate realtà criminali nel mezzo dei propri fotogrammi.

In tutto ciò il Ma Seok-do di Dong-seok uniforma sempre più la propria caratterizzazione di uomo di legge dai metodi spicci, non esente da un pizzico di imbranataggine in superficie e da una punta di sensibilità umana nel profondo delle sue “pesanti” azioni.

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