Diretto da Macon Blair, The toxic avenger è il reboot dell’omonimo film della Troma firmato nel 1984 da Lloyd Kaufman in coppia con Michael Herz e cui hanno fatto seguito tre capitoli.

Peter Dinklage, noto al grande pubblico per aver vestito i panni di Tyrion Lannister nell’acclamata serie televisiva Il trono di spade, interpreta Winston Gooze, un abitante di Saint Roma che ha un figliastro, Wade, incarnato da Jacob Tremblay, e fa le pulizie nell’industria chimica di Bob Garbinger, ovvero Kevin Bacon.

Quando scopre di essere affetto da un tumore che lo porterà alla morte in pochi mesi, si rivolge disperato al proprio datore di lavoro, ma viene ingannato dallo stesso che gli aveva promesso in un primo momento un sostegno economico per le cure. Quindi decide di vendicarsi provocando un incendio nello stabilimento chimico in cui presta servizio, ma rimane vittima di un incidente con i rifiuti tossici che lo mutano in una creatura repellente quanto letale; e diventa spietato quando si rende conto che dei criminali attentano alla vita di suo figlio, trasformandosi dunque nel “Vendicatore tossico”. Ma, ripartendo dal principio, la Troma, la più famosa casa di produzione indipendente americana, fondata dai citati Herz e Kaufman ha tracciato un solco indelebile nella cinematografia di genere attraverso film ricchi di splatter e nudità realizzati con bassissimi costi, tanta fantasia, irriverenza e politicamente scorretto. Il lungometraggio che rappresenta al meglio la factory e che ha segnato l’immaginario collettivo è proprio The toxic avenger, senza dimenticare Tromeo and Juliet, Sgt Kabukimen N.Y.P.D e Terror firmer.

L’iconico e mostruoso eroe giustiziere armato di mocio nell’originale indossava un tutù da ballerina a causa di un crudele scherzo da parte di alcuni bulli culminato nella caduta dell’allora imbranato Melvin di Tromaville alias Mark Torgl in un bidone di liquami tossici. L’analogia con la pellicola odierna sta nella medesima “mise”, ma senza che questa sia giustificata da un evento particolare, risultando un’inutile e fastidiosa forzatura di script. A risultare inefficace, poi, è anche la mutazione che avviene frettolosamente, mentre nel capostipite si poteva ammirare una lenta e progressiva degenerazione di Melvin che si apprestava a diventare un mostro ributtante. La sequenza che più si avvicina ad omaggiare il film originale è quella del massacro all’interno del fast food, però mancano le nudità e, in generale, tutta la scorrettezza propria della Troma, che viene timidamente rievocata nella scena più splatter del film durante l’esibizione di una sgangherata band di punk composta da criminali.

Il messaggio allegorico proprio della Troma riguardante l’ecologia, ove al centro viene messo lo stabilimento chimico di Garbinger, si mantiene saldo e nel The toxic avenger di Blair viene aggiunto il sottotesto politico e sociale che evidenzia come la corruzione corroda dall’interno individui e collettività. L’incarnazione di tale degenerazione è Bob Garbinger, cui presta il volto un Kevin Bacon qui però sottotono, poiché le sue qualità artistiche non vengono valorizzate e non emerge il suo proverbiale carisma. Parimenti si può citare anche un irriconoscibile Elijah Wood nei panni del fratello deforme del magnate dell’industria chimica di Saint Roma, un ruolo poco incisivo destinato all’oblio. Nel complesso, The toxic avenger lascia spazio alla malinconia, ripensando all’indipendente emancipazione della pellicola originale, alla sua follia, alla voglia di libertà d’espressione, all’irriverente goliardia con scene di nudità selvaggia e splatter a go go che nel 2025 sembrano invece offendere una morale imposta dal solito sistema del politicamente corretto in cui Peter Dinklage, con la sua minuta figura di padre vedovo, amplifica una deriva inizialmente più drammatica piuttosto che incline all’indomito spirito della Troma. Snaturandone il senso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner