The wife- vivere nell’ombra: una storia tutta al femminile

La pluripremiata e talentuosa attrice Glenn Close è la protagonista di un’avvincente storia d’amore in The wife – vivere nell’ombra, diretto da Björn Runge.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da Meg Wolitzer, il film racconta la storia della devota e fedele moglie di un famoso scrittore newyorkese che, dopo aver sopportato molti tradimenti, decide di lasciare il marito (Jonathan Pryce) alla vigilia della consegna del Nobel a Stoccolma. La sofferta e improvvisa decisione porta non solo al riesame della relazione amorosa, ma svela pericolosi segreti.

Il regista svedese Runge, vincitore dell’Orso d’Argento per il miglior film europeo al Festival di Berlino nel 2003 con Daybreak, riflette con questo nuovo lungometraggio sulle difficoltà  della vita coniugale e sulle personali ambizioni di una donna in una società ancora prettamente maschilista.

The wife – vivere nell’ombra è la struggente storia di una donna disposta a sacrificare il proprio talento per amore, quel sentimento irrazionale e devastante, passionale e totalizzante di cui pochi sono capaci.

Il film racconta una vicenda tristemente nota, sempre attuale, seppur spesso dimenticata. Infatti, molte sono state le donne nella storia che hanno dovuto usare pseudonimi maschili per pubblicare le proprie opere: le sorelle Bronte nell’Ottocento usarono il cognome maschile Bell; la stessa Joanne Rowling, autrice dei romanzi fantasy su Harry Potter, nell’Aprile del 2013 ha pubblicato un romanzo poliziesco con lo pseudonimo di Robert Galbraith.

Nonostante la sceneggiatura non risulti particolarmente brillante e l’abuso di flashback appesantisca lo sviluppo narrativo, The wife – Vivere nell’ombra si regge sulla perfetta alchimia e sulle meravigliose interpretazioni dei due protagonisti.

Tutta la sofferenza e la profonda passione del loro complesso rapporto si avverte negli sguardi silenziosi, nelle smorfie del viso, nei quasi impercettibili gesti.

Insomma, The wife- vivere nell’ombra si rivela una struggente storia d’amore di ingiustizia sociale, ma anche di un’immensa e profonda passione.

 

 

Anastasia Mazzia