The year of the plague, Await further instructions e Terrified: ultracorpi, fanta-assedi casalinghi e fenomeni paranormali al Trieste Science+Fiction Festival

Giornata particolarmente intensa quella del 3 Novembre dell’edizione 2018 del Trieste Science+Fiction Festival, apertasi con la co-produzione tra Spagna, Messico e Belgio The year of the plague, ovvero un omaggio al cinema di fantascienza e di avventura degli anni Settanta e Ottanta con lo sguardo chiaramente rivolto, però, al super classico fifties L’invasione degli ultracorpi.

Da un romanzo di Marc Pastor, sotto la regia di Carlos Martín Ferrera ne è infatti protagonista il nerd Victor alias Ivan Massagué, il quale, appena lasciatosi con la fidanzata, viene improvvisamente ricontattato dalla stessa perché, a quanto pare, le persone attorno a lei cominciano a comportarsi come se avessero perso tutti i propri ricordi e le loro emozioni.

Una situazione che lo costringe ad improvvisarsi eroe influenzato dai film e dalle serie televisiva che hanno influenzato la sua vita.

Ma, se la prima parte della oltre ora e mezza di visione è dedicata in particolar modo alla presentazione dei diversi personaggi (tra cui una Lola dalle fattezze della Miriam Giovanelli di Dracula 3D) e, in generale, l’abbondanza d’ironia – con divertente frecciatina verbale rivolta ai remake – finisce per renderla molto più vicina alla commedia che alle tragiche vicende fantascientifiche da grande schermo, la seconda testimonia l’eccessivamente lento incedere di un’operazione che non sembra riuscire mai a decollare realmente, fino all’epilogo.

Canada e Ungheria insieme hanno proposto, invece, His master’s voice di György Pálfi, basato sul testo La voce del padrone di Stanislaw Lem, anticipando il documentario svizzero Genesis 2.0 di Christian Frei e Maxim Arbugaev, atto ad affrontare riscaldamento globale e genetica nel raccontare di scienziati interessati alla clonazione di mammut nelle remote isole della Nuova Siberia, l’americano Jonathan di Bill Oliver, con un doppio Ansel Elgort, e la sonorizzazione dal vivo a cura di Godblesscomputers del capolavoro danese della fantascienza delle origini A trip to Mars di Holger-Madsen, datato 1918.

Prima della proiezione dell’intramontabile cult del trash Scontri stellari oltre la terza dimensione (Starcrash) di Luigi Cozzi e della chiusura all’insegna dell’horror, con il britannico Await further instructions di Johnny Kevorkian e l’argentino Terrified di Demián Rugna, in assoluto due dei migliori titoli visti in questa edizione della kermesse.

Ricordando non poco l’idea alla base dell’episodio Un gioco da bambini del mitico telefilm L’ora del mistero, il primo inscena una famiglia che si trova a lottare per la sopravvivenza dal momento in cui, a Natale, la propria casa finisce sigillata da una misteriosa sostanza sigillante mentre in tv compare la scritta “Restate in casa e attendete ulteriori istruzioni”.

Tra atmosfera di paranoia, dita mozzate e tensioni interne al nucleo protagonista, all’insegna di un coinvolgente elaborato dall’impianto teatrale che, chiaramente ispirato al cinema di David Cronenberg, sfocia in un delirio finale ricco di effetti speciali richiamante, in un certo senso, Tetsuo di Shin’ya Tsukamoto.

Ed è dal vecchio cortometraggio Tiene miedo girato in vhs dal regista stesso che prende le mosse il secondo, introdotto da un decisamente inquietante incipit in cui Walter, interpretato da Augustín Rittano, trova la moglie nuda e ricoperta di sangue che, fluttuante sopra la vasca da bagno, sbatte di continuo e in maniera violenta la testa contro il muro.

Un’immagine che incute non poco terrore nel condurre all’interno di quella che, tra minacciose voci, oggetti che si muovono e apparizioni, si trasforma progressivamente in un’indagine sul paranormale destinata a tirare in ballo un commissario e appositi esperti in materia.

Con efficaci, cupe e sinistre atmosfere rafforzate dall’ottima fotografia di Mariano Suárez e, soprattutto, la capacità di trasmettere paura evitando di scimmiottare in maniera banale successi hollywoodiani quali Insidious e The conjuring.     

 

Francesco Lomuscio