Tolo Tolo: Checco Zalone diventa regista

Tra i film più attesi dell’inizio del 2020 vi è, senza dubbio, Tolo Tolo, quinto lungometraggio interpretato dal celebre comico pugliese Checco Zalone (al secolo Luca Medici), il quale si è cimenta, stavolta, anche nella regia.

E, come di consueto, anche in questo caso Tolo Tolo prende spunto dai più spinosi temi di attualità per dare vita ad una storia tutta sua, in cui non ha paura di osare, di “giocare sporco” o di esagerare con battute e situazioni, al fine di tracciare un più esaustivo affresco della società italiana d’inizio XXI secolo. Affresco esagerato quanto basta, ovviamente.

Costretto a fuggire dall’Italia e sommerso dai debiti dopo aver dichiarato il fallimento del proprio ristorante, Checco parte alla volta della Nigeria intenzionto ad iniziare una nuova vita. Ma le cose si complicano immediatamente e, quando il villaggio in cui vive viene attaccato, si trova costretto a fuggire ed a intraprendere un lungo cammino insieme a molti altri migranti, alla ricerca di un futuro migliore.

Particolarmente degno di nota, tra l’altro, è proprio il momento in cui, mentre nel villaggio si sa scatenando il putiferio (tra esplosioni e sparatorie), lo stesso è intento a parlare al telefono e a preoccuparsi del fatto che in molti, in Italia, lo stiano cercando a causa dei suoi numerosi debiti.

Un messaggio, questo contenuto in Tolo Tolo, che arriva indubbiamente forte e chiaro. E lo fa in modo del tutto naturale, senza inutili buonismi o facili moralismi in cui situazioni del genere possono scadere.

Quindi, se nel film Checco Zalone ha previsto un numero decisamente inferiore di gag rispetto ai quattro precedenti interpretati, una sceneggiatura complessivamente pulita e lineare e bizzarri inserti di animazione completano l’opera e per far sì che il tutto funzioni. A prova del fatto che il golden boy del cinema italiano, a quanto pare, non delude mai.

 

 

Marina Pavido