Torna in dvd La casa 3 di Umberto Lenzi

Distribuito nelle sale cinematografiche nell’estate del 1988, torna a rivivere su supporto dvd La casa 3, sotto il marchio Mustang Entertainment (www.cgentertainment.it).

Ma, sebbene successivo di un anno al mitico La casa 2 di Sam Raimi, è bene sapere che non si tratta affatto di una continuazione di quel mix di splatter e humour tramite cui il geniale cineasta di Detroit fornì un sequel/remake al suo celebratissimo esordio gore, concludendo poi la trilogia tramite lo spassoso L’armata delle tenebre.

Uscito all’estero, infatti, con il titolo Ghosthouse, altro non è che un lungometraggio horror made in Italy che, come anche i successivi La casa 4 di Fabrizio Laurenti e La casa 5 di Claudio Fragasso, la Filmirage del compianto Joe D’Amato alias Aristide Massaccesi mise in piedi nel tentativo di continuare a sfruttare il potenziale commerciale dei due cult raimiani.

Del resto, in scena abbiamo tutt’altro che l’Ash di Bruce Campbell armato di motosega per squartare demoni nello sperduto cottage in mezzo ai boschi, in quanto la circa ora e mezza di visione in questione prende il via da un radioamatore che, intercettato il disperato grido di aiuto di qualcuno che sembrerebbe stia per essere ucciso, segue le coordinate del segnale e si ritrova insieme alla sua fidanzata in una villa nei pressi di Boston.

Villa dove approdano anche quattro ragazzi in vacanza con il camper, tutti pronti a rimanere nel posto nonostante il custode dell’abitazione gli abbia consigliato di andare via e, come da regola dello slasher tipicamente anni Ottanta, tutti pronti a finire uccisi in maniera fantasiosa (nel mucchio, anche una ragazza divisa in due parti).

Perché, ovviamente, sulla dimora grava una vecchia maledizione, legata in questo caso alle apparizioni del fantasma di una misteriosa bambina di nome Henrietta (proprio come la posseduta chiusa nella cantina del citato La casa 2), perennemente accompagnata da un inquietante pupazzo raffigurante un pagliaccio.

E la presenza di quest’ultimo testimonia, in un certo senso, un’influenza proveniente anche da Poltetergeist – Demoniache presenze di Tobe Hooper; man mano che, sotto pseudonimo Humphrey Humbert, Umberto Lenzi confeziona il tutto con la consueta mano di artigiano della nostra celluloide di genere (ricordiamo almeno Milano odia : la polizia non può sparare e Incubo sulla città contaminata nel curriculum), che si dirigeva allora sul viale del tramonto.

Quella stessa celluloide di cui furono due dei volti simbolo il Donal O’Brien che ricopre il ruolo del sopra menzionato custode e la Lara”Tenebre”Wendel che interpreta la compagna del protagonista nel piuttosto sanguinolento La casa 3, non privo neppure di una bizzarra sequenza destinata a tirare in ballo la morte in persona.

 

 

Francesco Lomuscio