Blue Swan Entertainment continua a deliziare i seguaci irriducibili delle produzioni di genere estere meno celebrate dalle nostre parti aggiungendo al proprio catalogo home video Devils stay – Il risveglio del male e On the hunt – La sua caccia.
Il primo proveniente dalla Corea del sud, il secondo dagli Stati Uniti, grazie alla label sono infatti entrambi disponibili su supporto dvd italiano per consentirci di scoprire due distinte vicende in fotogrammi rientranti l’una nell’horror e l’altra nel filone action.
Devils stay – Il risveglio del male (2024)

Il sacerdote cristiano coreano Ban, interpretato da Lee Min-ki, aiuta il cardiologo Cha Seung-do alias Park Shin-yang ad affrontare nel corso di tre giorni eventi soprannaturali per salvare la propria figlia Cha So-mi, ovvero la Lee Re dello zombie movie Peninsula, deceduta durante un esorcismo ma che il padre sospetta non sia effettivamente morta, credendo che il suo cuore batta ancora.
Primo lungometraggio diretto dal Moon-Sub Hyun in precedenza autore soltanto della mini serie televisiva Akmong Sunsaeng, datata 2016, è dalla Corea del sud che proviene la coltre ora e mezza di visione in questione, storia horror a base di questioni funebri un po’ come l’Exhuma – La tomba del diavolo di Jang Jae-hyun, sfornato nel 2024 dallo stesso paese. Anche se, in realtà, fu nel 2020 nel periodo della pandemia dovuta al Covid-19 che era entrato in produzione Devils stay – Il risveglio del male (ma con il titolo Three days), a suo modo manifestante vaghissimi echi del cinecomic Constantine di Francis Lawrence nel portare in scena Ban impegnato insieme a Cha Seung-do a scoprire la verità su quanto sta accadendo alla ragazza e cercare di portarne in salvo, magari, almeno l’anima.
Ovviamente, però, non siamo nell’ambito del blockbuster ultra-spettacolare a stelle e strisce; sebbene, altamente movimentata, l’operazione non manchi affatto di capacità di intrattenimento e, tempestata di situazioni inquietanti e addirittura disturbanti, trasmette non poca sensazione di nervosismo allo spettatore.
On the hunt – La sua caccia (2026)

Nicky Whelan veste i panni di Tammy Fenton, ex operativa delle forze speciali che si vede costretta a tornare in azione dal momento in cui sua figlia Miley alias Maia Sky viene rapita da una spietata organizzazione dedita al traffico di esseri umani.
Con un cast comprendente anche il Cam Gigandet di Never back down – Mai arrendersi e, nel ruolo di cattivo, il Til Schweiger del tarantiniano Bastardi senza gloria, On the hunt – La sua caccia si propone chiaramente in chiave di risposta al femminile al già cult di produzione bessoniana Io vi troverò di Pierre Morel, con protagonista Liam Neeson. Al timone di regia il prolifico specialista in b-movie Jared Cohn (Hold your breath e Little red rotting hood nel lungo curriculum) fornisce qualche flashback relativo al passato militare di Tammy spezzando la linearità della oltre ora e venti di visione, del tutto incentrata sulle ricerche per ritrovare la ragazza messe in atto dalla donna; la quale si fa aiutare nell’indagine da un ex commilitone senza immaginare, però, che la fitta rete criminale in cui si sta infiltrando si estenda dalle strade di Los Angeles ai più alti livelli del potere.
Perché non sono certo personaggi puliti soltanto in apparenza a risultare assenti in questo serratissimo lungometraggio d’azione che, con notevole spargimento di cadaveri, arriva a tirare in ballo perfino il dark web. Risultando meno scontato del solito in fatto di risvolti rispetto ad analoghi revenge movie e simili… per approdare oltretutto ad un epilogo che lascia in maniera evidente la porta aperta ad un eventuale sequel.
