Entrambi datati 2025, Worldbreaker e Rosaio sono i due nuovi titoli di genere che vanno ad aggiungersi al catalogo dvd di Blue Swan Entertainment, in continua espansione.

Se il primo, produzione statunitense, s’inserisce nel filone post-apocalittico sfiorando l’horror, il secondo, co-produzione tra Colombia e Stati Uniti, rientra pienamente in quest’ultimo genere.


Worldbreaker

Una voce narrante provvede ad introdurre la oltre ora e mezza di visione in questione rendendoci immediatamente consapevoli del fatto che ci troviamo dinanzi ad una vicenda futuristica… e poco dopo apprendiamo che chi sta parlando è un padre dal volto del Luke Evans di Dracula untold impegnato a conversare con la figlia Willa, incarnata dalla Billie Boullet della serie televisiva Scuola di streghe. I due sono nascosti su un’isola e in lotta per la sopravvivenza in quanto cinque anni prima un portale interdimensionale ha dato accesso a mostruose creature aracnidi capaci di trasformare i comuni mortali in breaker, aggressivi esseri simil-zombi – tanto che continuano a camminare anche una volta decapitati, perché bisogna spappolargli il cervello per annientarli – ad eccezione delle donne; tra cui la mamma capo militare della giovane protagonista, rimasta a combattere sul campo per cercare di evitare che gli invasori distruggano la Terra.

Una mamma guerriera cui concede anima e corpo Milla Jovovich, tutt’altro che nuova a ruoli fisici considerando che vanti in filmografia prodotti action quali Monster hunter, Ultraviolet e, soprattutto, la saga Resident evil. Una Milla Jovovich qui immersa in una cupa atmosfera e calata in un contesto che appare in un certo senso in qualità di variante del plot di A quiet place – Un posto tranquillo di John Krasinski, ma con maggiore concessione all’azione e agli scontri. Sebbene, in realtà, sia in maniera principale su lenti ritmi di narrazione che il tutto viene costruito, visto che al timone di regia Brad Anderson – autore, tra l’altro, di Session 9, L’uomo senza sonno e Vanishing on 7th street – sfrutta sì il genere, ma privilegiando il rapporto padre-figlia al fine di concretizzare quella che è a tutti gli effetti una storia di formazione.


Rosario

“La via del Palo è segnata dal sacrificio. Come in tutte le religioni, anche nel Palo esistono luce e oscurità”. È questa didascalia ad anticipare l’apertura nella Brooklyn del 1999, dove, con le fattezze di Emilia Faucher, la giovanissima Rosario suggerita dal titolo, facente parte di una famiglia di immigrati latinoamericani, sta festeggiando il giorno della sua prima comunione. E ci si sposta poi ai giorni nostri, dove assume i connotati di Emeraude Toubia e scopriamo essere diventata un’agente di borsa di successo di Wall Street che, appreso che la nonna Griselda alias Constanza Gutierrez è deceduta, si reca nel suo appartamento e, mentre all’esterno una tempesta di neve la costringe a rimanere al chiuso, finisce catapultata in un autentico incubo ad occhi aperti.

Infatti, proveniente dall’universo dei cortometraggi, l’esordiente dietro alla macchina da presa Felipe Vargas poggia su uno script a firma di Alan Trezza – sceneggiatore di Sotterrando la mia ex di Joe Dante – che non rappresenta altro che un esile pretesto per poter tirare in ballo situazioni inquietanti e spaventose apparizioni. Perché, man mano che troviamo in scena anche il David Dastmalchian di Late night with the devil: In onda con il diavolo nei panni di un vicino di casa dell’anziana defunta e il veterano Paul Ben-Victor in quelli del portiere dello stabile, avvolto dai cupissimi toni garantiti dalla fotografia privilegiante dominanti verdastre a cura di Carmen Cabana Rosario sguazza tra allucinazione e realtà in mezzo a vermi, insetti, morti che si rifanno misteriosamente vivi e perfino liquidi vomitati in pieno volto. All’insegna di un movimentato spettacolo in fotogrammi da raccapriccio che, a base di forze sovrannaturali, rappresenta uno dei rarissimi esempi di horror incentrati sulla religione del Palo.

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