Tra i vip impazza la gattomania… ma per i mici abbandonati ci sono I Giardini di Frost di Paola Carrus

Il numero di gatti presenti nelle case degli italiani ha superato da un pezzo quota 7,3 milioni, aumentando anche in periodo di pandemia e dimostando quanto questo affascinante felino sia amato. Tanto più che gli adorabili mici entrano in punta di piedi nelle abitazioni e nei cuori di chi li adotta diventando ben presto veri e propri membri della famiglia, amatissimi e molto coccolati.

La passione smodata per i gatti ha da sempre caratterizzato anche i vip del mondo della musica, del cinema e della tv che mai si farebbero mancare la compagnia di un amico pelosetto con baffi e codina. Tra i “gattari” più famosi della storia del rock c’è senza dubbio il mitico Freddie Mercury dei Queen, che custodiva un grosso numero di gatti ai quali era attaccatissimo. Tra questi la sua favorita Delilah, una bellissima micetta alla quale il talentuoso Freddie ha addirittura dedicato una canzone contenuta nell’album Innuendo.

Anche l’indimenticabile Anna Magnani era conosciuta per la sua straripante passione per i gatti, che la portava quotidianamente ad effettuare salvataggi di tanti randagi in giro per Roma. Aveva un debole per la sua Choupette l’originale stilista Karl Lagerfeld, che alla gatta ha lasciato parte del suo patrimonio, consentendole di vivere ancora con un maggiordomo nel lusso smodato. Adora i gatti il Papa emerito Benedetto XVI Joseph Ratzinger e, come dicevamo, tanti personaggi del mondo dello spettacolo. Anna Falchi, ad esempio, che ha due gatti che adora: il birmano Grisu e la pechinese Lana. Ilary Blasi, che va pazza per i suoi due Canadian Sphynx chiamati Donna Paola e Alfio, Alessandro Borghese che ha il suo Tokyo, ma anche Cher, la regina del burlesque Dita Von Teese che ai suoi gatti Count Bartholomew e Aleister Von Teese, ha aperto un profilo social. Evan Rachel Wood, Taylor Swift, Kim Kardashian, Ian Somerhalder, Morrissey, Russel Brand, James Franco, Nad Sylvan, gli animalisti Alain Delon e Brigitte Bardot, Chiara Francini… Ciò nonostante, l’emergenza abbandoni non si ferma e, soprattutto per colpa della mancata sterilizzazione, sono ancora tantissimi i gattini abbandonati e bisognosi che vagano per la strada. Così diventa fondamentale la presenza di volontari, appassionati o semplici “aiutanti”, che si danno da fare per salvare la vita di queste creature sfortunate, assicurando loro cure, medicine, un tetto, e cercando per loro la migliore adozione per fargli provare finalmente il calore e l’amore di focolare domestico. Tra questi c’è sicuramente Paola Carrus, da anni impegnata contro il randagismo e gli abbandoni, lei che ha salvato da una fine amara centinaia di micini. Recentemente Paola ha deciso di migliorare ed incentivare la sua attività sul territorio costituendo il Circolo I Giardini di Frost, dove, grazie anche alla generosità di chi se la sentirà di donare pochissimi spiccioli, tanti gattini potranno trovare la salvezza e magari anche un amorevole adottante.

 

Paola, di sicuro I Giardini di Frost rappresentano un’ottima possibilità per tante persone che desiderano aiutare i gattini bisognosi. Cosa puoi dirci a questo riguardo?

Da quando ho intrapreso questo percorso attraverso il mio Circolo, ho iniziato a pensare a come potevo coinvolgere più persone possibili in questo progetto, pensando che non tutti, fisicamente, sarebbero potuti essere in grado di aiutare, nonostante lo avessero voluto. Così ho pensato che con un piccolo aiuto economico potevano sentirsi utili e parte del progetto.

 

Con i soldi raccolti si riescono a fare molte cose in più e ad intervenire quando ce n’è davvero bisogno. Tu come ti sei organizzata?

Avevo già creato un gruppo Facebook qualche tempo prima della nascita del Circolo, che ha come scopo quello di divulgare appelli per adozioni, smarrimenti etc.
quando ho deciso di lanciare una raccolta fondi. Ho pensato che non tutti avrebbero avuto la possibilità economica per poter effettuare una donazione, e non volevo che nessuno si sentisse escluso, quindi ho pensato di fare la raccolta fondi, chiedendo di donare 1 solo euro mensile per ciascuno. In questo modo ognuno può donare, sentendosi utile concretamente, con poco sforzo si può raggiungere un buon risultato. Il mese scorso, per esempio, con la raccolta di questi fondi abbiamo potuto far sterilizzare due gatte e provvedere al mantenimento di altri due cuccioli.

 

Sono sempre di più le persone che scelgono il gatto come animale da compagnia. Ma quali sono le regole per fare la scelta migliore e soprattutto per saper gestire bene il gatto soprattutto i primi tempi dell’adozione?

Quando si decide di prendere un gatto, che sia cucciolo, o adulto poco cambia, bisogna avere la pazienza di dare al gatto il tempo necessario che gli occorre per potersi abituare al nuovo ambiente. Non tutti i gatti hanno lo stesso carattere, quindi , ci sarà chi impiega più o meno tempo. L’errore più comune che viene fatto è quello di forzare questo processo, ovvero essere invadenti, non dare tempo al nuovo arrivato di scoprire l’ambiente circostante coi modi e i tempi a lui più consoni. Ricordiamoci sempre che il gatto è un animale altamente sensibile, che non dà la propria fiducia facilmente. Anche quando convive con noi per anni, basta pensare a come reagisce se lo dobbiamo prendere per dargli una compressa, nel caso stesse male. Una tragedia!

 

Non si finisce mai di ribadire quanto sia indispensabile la sterilizzazione per i gatti. Vuoi aggiungere anche tu qualche parola in proposito?

La sterilizzazione è fondamentale per la lotta al randagismo, ed è l’unica via per il benessere psicofisico del gatto, in quanto aiuta a prevenire molte patologie potenzialmente mortali e altrettante comportamentali. Senza contare la trasmissione di alcune malattie molto serie come la Felv o la Fiv, che si contraggono attraverso l’accoppiamento, o a causa di lotte tra gatti. Chiaramente, capire se si hanno le facoltà economiche per mantenere un animale è la prima cosa da ponderare nel momento in cui si decide di prenderne uno con sé, anche perchè la sterilizzazione avviene una volta nella vita. Ma potrebbe accadere che , successivamente, il nostro gatto necessiti di cure mediche, quindi va fatta una scelta davvero consapevole e dettata dal buon senso. Bisogna sempre avere un veterinario di fiducia, ed eventualmente rivolgersi ad Associazioni di zona, in caso in cui si necessiti di aiuto.

 

Il tuo Circolo è dedicato a Frost, un gatto al quale sei rimasta particolarmente legata. Vuoi parlarci un po’ di lui?

Frost era un gatto davvero particolare, lui non mostrava mai diffidenza o aggressività verso i trovatelli che arrivavano, anzi, li accoglieva come fossero suoi figli. Aveva una sensibilità spiccata per qualunque cosa lo circondasse, e, nonostante la sua mole (essendo un Maine Coon era davvero enorme), era tanto delicato nei modi e nei movimenti. Non ha mai soffiato nemmeno ai cani, ed è stato un ottimo maestro per me, poiché osservandolo ho capito tante cose sul comportamento di questi meravigliosi piccoli felini. Ci manca moltissimo…

 

Come mai, a parte i motivi più ovvi, hai deciso di creare il Circolo I Giardini di Frost?

Io non amo definirmi volontaria, perchè le vere volontarie sono quelle che corrono a destra e sinistra giorno e notte per i recuperi e le catture, affrontando anche situazioni complesse. Io sono semplicemente una persona che ama questi animali e che nel suo piccolo vuole essere d’aiuto per quei gatti meno fortunati. Per questo ho creato il Circolo, per aiutare le volontarie che, spesso, si trovano in difficoltà. Perchè non ci sono tante strutture dove i gatti possono essere stallati in sicurezza, in attesa di essere adottati. Posso dire a chi volesse intraprendere l’attività del volontariato in questo ambito che sono necessari, oltre alla passione, molta pazienza, uno stomaco bello duro (si vedono anche cose molto brutte quando si recupera un gatto investito, ad esempio), essere pronti ad affrontare, freddo, pioggia, sole ed essere impegnati anche nei giorni di festa se la situazione lo richiede. E capire che si avrà a che fare anche con molta ignoranza sull’argomento, quindi un po’ di studio non guasta mai.

 

Susanna Marinelli