“La divina futura” è il nuovo capitolo della carriera di Cirillo, dove mito e spiritualità si fondono in un’epopea visionaria. Arcangeli, miti antichi e una lotta cosmica formano il tessuto di un romanzo che invita a superare paura e oscurità per salvare sé stessi e il mondo.

Bentrovato, Rinaldo. Quali emozioni prevalgono all’interno del romanzo “La divina futura”?
Tantissime emozioni, è impossibile annoiarti nel leggerlo, questo è un breve commento fatto da un lettore di romanzi. Ma quello che rende più magico è il surreale che si immerge nel reale.
Nel romanzo si parla di “prove iniziatiche” e “visioni mistiche”. Quanto è importante oggi, secondo te, riscoprire il significato del percorso interiore?
È importantissimo e necessario per crescere ed imparare a vivere intelligentemente.
Il romanzo si conclude con una battaglia cosmica tra bene e male. È una metafora della condizione umana oggi?
Certo è quello il mio messaggio, oggi purtroppo sta prevalendo il male.
I protagonisti si muovono tra realtà e dimensione spirituale, mentre i loro corpi restano in coma. Cosa rappresenta per te questa separazione tra corpo e anima?
Che entrambe esistono ma non ce ne rendiamo conto, l’anima ci parla è chi cosciente di questo lo rende eccezionale.
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