Trenta estati fa Zio Tibia propose in prima tv La casa 2

Il 24 Agosto 1990 venne trasmesso in prima visione sulla tv italiana La Casa 2. Il film, precisamente, fu in prima putrevisione su Italia 1 nella trasmissione contenitore Venerdì con Zio Tibia.

“Maltrovati! Ah! Ah! Ah! Lo Zio Tibia si scusa per la palla. Mh, mh, mh, è che è lieto di offrirvi una bella seratina da fare accapponare la pelle anche al vostro criceto. Eh! Eh! Eh! Dunque, si comincia con un pluripremiato capolavoro del terrore, La casa 2, un’altra prima grande putreviosione tv. Seguirà il consueto appuntamento con il telefim Venerdì 13 dal titolo L’ombra che uccide. Mmm. Ah! Ah! Ah! Un bel programmino a denominazione di orrore controllata … e allora ah ah ah! Ciak! si muore!”

In pochissimi, però, ricordano che, a causa di un’improvvisa legge relativa all’impedimento di programmazione tv in prima serata di film vietati ai minori, La casa 2, a differenza di quanto annunciato sui giornali, non venne mandato in onda alle 20.30 per poi essere seguito da L’ululato di Joe Dante, bensì subito dopo L’occhio del gatto di Lewis Teague, messo al suo posto in prime time.

Ma ora facciamo qualche passo indietro. Quando La casa (Evil dead) venne rilasciato, nel 1982, diventò immediatamente un successo commerciale, spaventando e divertendo il pubblico al tempo stesso. Inoltre, fu ben accolto dalla critica, che lo ritenne fin dall’inizio uno dei migliori film horror di tutti i tempi. Dopo La casa, il successivo film di Raimi, il mix di dramma e commedia poliziesca I due criminali più pazzi del mondo, prodotto e co-scritto nel 1986 da Joel ed Ethan Coen, si rivelò un fiasco al botteghino e, temendo che la sua carriera potesse presto bloccarsi a causa della tiepida accoglienza, il buon Sam decise di tornare alla baita nel bosco e dare un sequel del suo esplosivo esordio. Un sequel che avrebbe superato il film originale, trasformandosi in un classico di culto e diventando uno dei film horror più popolari mai realizzati. L’audacia assoluta de La casa 2 lo rende un’esperienza cinematografica indimenticabile per chiunque lo guardi. Ma quali sono i motivi di tanto successo?

 

SEQUEL O REMAKE?

Il co-sceneggiatore Scott Spiegel e Sam Raimi realizzarono la sceneggiatura de La casa 2 mentre si trovavano in un’abitazione che i due condividevano con i fratelli Coen, Holly Hunter, Kathy Bates e Frances McDormand a Los Angeles, ed ebbero così tante idee folli per il sequel che spesso scoppiarono a ridere mentre lo scrivevano.
Partendo da zero e allontanandosi dal tono un po’ più serio del primo film, La casa 2 è in realtà più un remake, una rivisitazione del film originale. Un horror talmente imbevuto di ironia da stemperare il raccapriccio nella risata liberatoria. Il regista, pur mantenendo le caratteristiche di geniale inventiva nelle inquadrature che avevano decretato il successo del primo capitolo, conferendo una sensazione di déjà vu, calca la mano sul lato umoristico della vicenda, trasformando lo splatter in una sorta di fumetto con attori in carne ed ossa.

Il lungometraggio inizia a grosso modo come il suo predecessore, con una coppia di ragazzi che arriva in una baita montana per un tranquillo weekend, ma che rapidamente si trasforma in un giro “da paura” sull’ottovolante: un minuto il pubblico ride ad alta voce, un momento dopo salta per lo spavento in un susseguirsi di sequenze incredibili dove ogni eccesso diventa motivo di risata, oltre che di divertito disgusto. Non c’è stato nessun altro film, prima o dopo, che abbia infuso con successo commedia e horror così abilmente come La casa 2, se escludiamo i primi esperimenti di Peter Jackson, Splatters – Gli schizzacervelli su tutti. Un’esperienza cinematografica indimenticabile per chiunque lo guardi.

 

IL LIBRO DEI MORTI

All’inizio del film, si rivela il folclore del pericoloso libro jettatorio  e un narratore, la cui voce proviene da un magnetofono, spiega con dovizia di particolari il retroscena al pubblico:
“Narra la leggenda che fu scritto dagli spiriti delle tenebre: Necronomicon Ex Mortis, Libro dei morti. Il libro serviva ad indicare i passaggi verso i mondi demoniaci dell’aldilà. Fu scritto molto tempo fa, quando i mari divennero rossi di sangue. E fu con quel sangue che venne scritto il libro. Nell’anno 1300, il libro scomparve “.

Il Libro dei Morti ha fornito un portale agli spiriti maligni non morti provenienti da un’origine sconosciuta per invadere il nostro mondo. Nel corso della storia ci sono stati molti libri demoniaci che hanno ispirato terrore nell’umanità, tra cui il Codex Gigas della vita reale, noto anche come Bibbia del diavolo.

Il concetto del Necronomicon è stato creato dall’autore Howard Phillips Lovecraft. Ha introdotto per la prima volta la mitologia nel suo racconto Il cane, pubblicato nel 1924. Per anni la gente ha pensato che il libro fosse reale, e anime curiose hanno affollato librerie e biblioteche cercando di ottenere una copia del Necronomicon. Questo fatto, da solo, testimonia il potere dell’abilità narrativa di Lovecraft.

Ne La casa 2 recitare l’antico testo all’interno del libro – rilegato in pelle umana – libera un demone kandariano in questo mondo, seminando il caos. La cosa grandiosa dell’utilizzo del Libro dei Morti è che da l’opportunità a Raimi di introdurre le forze demoniache, ma anche di fornire un modo per sconfiggere il male, perché all’interno di esso è presente un incantesimo che può rimandare le inarrestabili forze demoniache al proprio mondo.

 

ASH WILLIAMS

Ash Williams, buffo, simpatico, eroico sbruffone, passato da goffo commesso di un supermercato ad emulo di Lancillotto nel volgere di un paio di pellicole, ha raggiunto uno status iconico ed è diventato uno dei personaggi di punta del cinema horror e della cultura pop degli ultimi quarant’anni, entrando a gran merito nell’immaginario fantastico. Interpretato con trasporto da Bruce Campbell, che ci regala una performance esagerata, emozionante da guardare, perché è così avvincente e profonda che non si può fare a meno di sentirne l’intensità.

C’è una buona sezione del film in cui Campbell è l’unico attore sullo schermo, che combatte da solo le forze demoniache all’interno della cabina, sostituisce la sua mano posseduta con una motosega, usa un un fucile a doppia canna segato per combattere i demoni e, dopo essersi preparato per la battaglia, recita esclamazioni come “Groovy”!

Trascinato nel finale del film in una sorta di Medioevo fantastico, Ash ricompare come autentico eroe della terza pellicola della serie: L’armata delle tenebre, diretta dallo stesso Raimi nel 1992, una farsa orrorifica medievale dove la straordinaria immaginazione del regista si lascia andare ad ogni genere di citazione (per esempio, il “Klaatu Barada Niktu” di Ultimatum alla Terra diventa una formula magica per impedire la risurrezione dei morti) ed effetto visuale. Armato di fucile a canne mozze e sega a motore, il cavaliere Ash sconfigge un’intera armata di scheletri (omaggio a Ray Harryhausen e alla sua stop motion) e conquista la bella del luogo.

Campbell e Raimi erano amici d’infanzia, lo stretto legame e la fiducia che i due hanno l’uno per l’altro è evidente sullo schermo perché il cineasta si è sempre fidato del suo buon amico, tanto da permettergli di portare il film sulle spalle.

Ash Williams, il personaggio creato da Campbell, è così memorabile che è stato interpretato in fumetti, videogiochi e, di recente, nel 2015, resuscitato dallo stesso Bruce nella serie televisiva chiamata Ash vs Evil dead. Bruce Campbell è uno dei pochi attori del settore che ha avuto la fortuna di interpretare un personaggio che la gente ancora ama, tanti anni dopo l’uscita del primo film.

Tra l’altro, decenni prima che Marvel e DC dominassero l’industria cinematografica coi loro cinecomic, Raimi stava mettendo in mostra il suo talento nel dare vita ai fumetti nei propri film. E la trilogia di Evil dead e Darkman sono i primi esempi delle influenze dei fumetti nel suo lavoro, possedendone lo stesso avvincente stile di narrazione; non è stata quindi una sorpresa che la Columbia Pictures lo abbia poi assunto per dirigere i tre Spider-Man con Tobey Maguire.

 

GLI EFFETTI SPECIALI

Ne La casa 2, una delle componenti visive più notevoli è rappresentata dai movimenti acrobatici della camera di ripresa. Il direttore della fotografia Peter Deming ha spiegato perché il lavoro della cinepresa nel film è così dinamico: “Io e Sam veniamo dal Super 8. Lui ha fatto film in Super 8, io ho fatto film in Super 8. Quando si realizzano film in questo formato non c’è quasi nulla che non si possa fare con la fotocamera, e in un certo senso continuavamo a seguire questa filosofia anche se stavamo girando in 35 millimetri”. Raimi ha utilizzato la fotocamera 35 millimetri più grande e più pesante, proprio come il formato Super 8 più piccolo, creando scatti che altri registi potrebbero considerare impossibili. E raramente hanno girato La casa 2 a ventiquattro fotogrammi al secondo; la maggior parte delle volte la fotocamera scattava a ventidue o ventuno, accelerando leggermente l’azione per dare alle scene un tocco in più.

Oltre a creare immagini accattivanti, il lavoro più importante per qualsiasi regista è ottenere grandi interpretazioni dai suoi attori, e Raimi si è assicurato che ognuno di essi sul set corrispondesse alla performance esagerata. Con una combinazione di inventiva, il lavoro di ripresa e la solida recitazione guidata da Raimi sono le ragioni per cui La casa 2 continua a stupire ancora oggi gli spettatori.

Ciò che mancava alla produzione in termini di risorse quando si trattava di effetti speciali è stato più che compensato dalla pura creatività. Le tecniche create per La casa 2 non erano mai state viste prima in un film dell’orrore, inclusi i mostri; da un bulbo oculare volante che atterra nella bocca di un personaggio alla mano tagliata di Ash che attacca chiunque sia nel suo raggio d’azione. Uno degli effetti più divertenti e memorabili del film è, infatti, proprio quello consistente nella mano di Ash posseduta che inizia ad attaccarlo.

L’equipaggio degli effetti speciali ha ottenuto le varie sequenze della mano in diversi modi: nel primo ha creato un arto finto che veniva azionato da un telecomando; nel secondo i membri del team utilizzavano la propria mano attaccata ad un moncone reciso; nel terzo utilizzavano l’animazione in stop motion per altri scatti. Una volta che le tre le tecniche sono state unite insieme è apparso tutto fluido e divertente allo stesso tempo.

Henrietta, la moglie posseduta in agguato nella cantina del seminterrato, ha avuto un ruolo importante nel film. Il personaggio è stato interpretato dal fratello minore di Raimi, Ted, e tra tutti coloro che lavoravano sul set ha vissuto il momento più difficile durante le riprese. Ted indossava un costume in lattice dalla testa ai piedi, e durante le riprese, che si sono svolte in North Carolina, la temperatura esterna era di cento gradi; all’interno del set, con le luci accese, la temperatura raggiungeva i 110 gradi. Le scene di Henrietta sono state girate di notte, quando faceva più freddo, ma durante le pause tra le riprese Ted ha dovuto indossare una maschera per l’ossigeno e bere enormi quantità di Gatorade per evitare il surriscaldamento. Ted sudava così tanto all’interno del costume che c’è una scena nel film in cui Henrietta si gira verso la camera e un’enorme quantità di sudore fuoriesce da un buco nel costume sopra l’orecchio. Ha fornito comunque una grande performance nei panni del diabolico demone in cantina.

La sequenza conclusiva del film, quando l’enorme demone sfonda la finestra della cabina afferrando Ash e trascinandolo fuori, verso l’ignoto, è stata compiuta dall’equipaggio costruendo prima il braccio dell’albero. Alcuni membri della troupe degli effetti speciali sono usciti a scattare fotografie di diversi tipi di alberi come riferimento e hanno costruito a mano un braccio di albero di sedici piedi con un telaio di alluminio fissato ai cavi e ricoperto di corteccia artificiale. L’enorme faccia del demone che appare alla fine era lunga tredici piedi e ci sono volute tre persone per azionare il mostro meccanico, che non ha mai funzionato nel modo previsto dalla troupe degli effetti speciali; quindi Raimi ha usato una lente anamorfica per distorcere l’immagine e coprire le carenze degli effetti speciali.

Molti degli artisti degli effetti speciali che hanno lavorato a La casa 2 avrebbero poi preso parte a film come Beetlejuice – Spiritello porcello, Scuola di mostri, Angels e Benvenuti a Zombieland, ma il loro risultato più popolare e più visto è, senza dubbio, quello conseguito nella pellicola di Raimi.

Nota: alcune immagini presenti in questo articolo provengono dal settimanale Tv sorrisi e canzoni e dal mensile Ciak.

 

Daniela Asmundo