Tutti i ricordi di Claire: Catherine Deneuve è un’elegante donna di provincia

È il primo giorno d’estate a Verderonne, una piccola città nella provincia francese dell’Oise. E Claire Darling (Catherine Deneuve), al risveglio, si convince che è anche l’ultimo della sua esistenza. Capelli bianchi, eleganza innata, l’anziana signora decide che è il momento di chiudere con il passato. Un passato turbolento che l’ha vista soffrire per la perdita, in circostanze tragiche, di figlio e marito.

La convinzione di essere alla fine la spinge ad allestire nel giardino della sua decadente casa di campagna un mercatino in cui sono messi in vendita in modo indistinto tutti gli oggetti accumulati durante una vita agiata e appariscente di cui ogni giorno si è circondata. Lampade, suppellettili, quadri, libri diventano l’immagine di una routine lontana e sbiadita e, mentre affollano il giardino nelle mani degli offerenti, una Claire che sembra aver perso la testa vede inesorabilmente scivolare via, con loro, la sua intera e lunga esistenza.

Sono i barlumi di una follia che portano la figlia della donna, Marie (Chiara Mastroianni), a tornare in quella casa da cui era fuggita per provare ad aiutare una madre che la detesta e che non vede da vent’anni.

Ispirandosi al romanzo americano Faith bass darling’s last garage sale di Lynda Rutledge, la regista Julie Bertuccelli trasferisce la storia del suo Tutti i ricordi di Claire nella piccola e borghese realtà della provincia francese e costruisce un racconto dove il presente si interseca inevitabilmente con il passato. Un passato che prende forma attraverso il ricordo.

La storia di Claire diventa così occasione per riflettere sull’importanza della memoria che, portando il passato nel presente, plasma le immagini di una vita. Ma Julie Bertuccelli non rinuncia nemmeno a inserire in questa riflessione uno sguardo sul rapporto difficile, precario e indissolubile tra una madre e una figlia.

Nella storia Catherine Deneuve, nelle vesti di Claire madre e moglie, domina su tutto e impone la sua raffinata presenza in ogni spazio di un racconto che, abbandonandosi alla forma onirica, con delicatezza e, insieme, con forza, diventa la sintesi del drammatico bilancio di un’esistenza in fondo comoda ma turbolenta.

 

 

Valeria Gaetano