Tutti parlano di Jamie il musical: la recensione

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Dopo il clamoroso successo ottenuto dal suo debutto nel West end londinese e in contemporanea con cinque paesi nel mondo, debutta in Italia Tutti Parlano di Jamie il musical, manifesto di una generazione nel segno dell’inclusività.

Nato dal documentario della BBC del 2011 Jamie: Drag Queen at 16, storia vera dell’adolescente Jamie Campbell che nel paesino di Sheffield nel Nord dell’Inghilterra combatte con il sorriso la sua battaglia contro i pregiudizi, il pluripremiato musical Tutti Parlano di Jamie ha debuttato nel 2017 all’Apollo Theatre di Londra, raccogliendo un successo di pubblico e critica tale da diventare presto anche un film targato Fox e uscito nel settembre 2021 sulla piattaforma Amazon Prime Video.

Per vestire gli scintillanti panni di Jamie nella sua controparte “italiana” è stato scelto Giancarlo Commare, attore rivelazione delle ultime stagioni televisive e cinematografiche, dalla serie Skam Italia al film Maschile singolare, passando per Il Paradiso delle Signore e prossimamente nella serie Sky Original Romulus 2 e in quella di Rai1 Rinascere, dove interpreterà Manuel Bortuzzo. Con lui sul palco, nel ruolo della madre Margaret, Barbara Cola e, nei panni di Hugo, alias la drag queen Logo Chanelle,  l’attore e doppiatore Marco Mannella. Ludovica Di Donato nei panni della migliore amica di Margaret e Lisa Angellilo in quelli della severa insegnante di Jamie. Infine Pritti, l’amica del cuore di Jamie e il bullo della scuola, Dean, sono interpretati da Benedetta Boschi e Flavio Marullo.

Quella di Jamie è una storia di formazione moderna, per una generazione alla ricerca della sua “vera” identità, che vuole affermare se stessa al di là del genere, dell’orientamento sessuale e delle convenzioni sociali. Una storia molto vicina a quella di Billy Elliot, ambientata in piccolo paese, sicuramente più impermeabile al cambiamento rispetto ad una metropoli, all’interno del quale si vuol portare una rivoluzione “gentile” nei cuori di chi vi abita.

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Tutti parlano di Jamie racconta quindi le vicende di Jamie, un adolescente abbandonato dal padre che vive una vita serena e spensierata nella tranquilla Sheffield. Va a scuola, come tutti i ragazzi della sua età, ma, a differenza loro, coltiva un sogno ambizioso: essere libero di esprimere se stesso come Drag Queen. Questo lo porterà a scontrarsi con gli altri, ma soprattutto, con se stesso. Fortunatamente, durante il suo percorso potrà contare su un’amica fidata, una madre comprensiva, una “zia” energica e una guida spirituale che lo introdurrà nella subcultura Drag.

Lo spettacolo mette in scena, nel classico stile del Musical Theatre, un testo brillante e commovente allo stesso tempo, con canzoni e coreografie originali che spaziano tra diversi generi. Giancarlo Commare è una piacevolissima scoperta, si muove a suo agio tra tacchi e passi di danza, entra nel personaggio e dimostra una discreta caratura vocale. Tutto il cast è all’altezza della prova, sia dal punto di vista squisitamente recitativo che performativo. Il trio di Drag poi sono una meraviglia, capaci di essere spalle comiche senza cadere nel macchiettistico.

La produzione italiana è l’unica autorizzata dall’originale anglosassone a mettere in scena una versione dello spettacolo completamente nuova dalle scene ai costumi, dalle coreografie alla regia, senza però intaccare l’integrità di musica e testo. Per l’occasione sono state messe insieme le figure artistiche più rappresentative del settore e le più adatte ad un musical come Tutti parlano di Jamie, ossia il collaudato cast creativo delle produzioni del Teatro Brancaccio: i costumi sono stati affidati a Francesca Grossi, le scenografie sono firmate dal pluripremiato Alessandro Chiti, la direzione musicale è del Maestro Dino Scuderi e le coreografie di Laccio. La regia, infine, è affidata a Piero Di Blasio, già regista de La Piccola Bottega degli Orrori, che per primo ha creduto nel progetto, gestendo anche i rapporti tra la produzione inglese e quella italiana. Chi vedrà lo spettacolo, a prescindere resterà piacevolmente sorpreso e si innamorerà di ognuno di quegli “strani” personaggi.

 

Dario Bettati