Tutto l’estremismo della Demented Gore Production in dvd con Tales from deep hell e Grand Guignol madness

Digitmovies continua a diffondere i lavori della indipendente Demented Gore Production di Davide Pesca rendendo disponibili su supporto dvd Tales from deep hell e Grand Guignol madness, entrambi diretti dallo stesso.

Costituito da una sequela di piccoli episodi intrisi di brutalità e misticismo, il primo, cui fa da cornice un cortometraggio dichiaratamente ispirato a Haze – Il muro di Shin’ya Tsukamoto, apre con un peep show portato a livelli insostenibili, per poi addentrarsi sempre più in un clima di violenza e follia attraversate da erotismo nel tirare in ballo l’inimmaginabile.

Con inclusi passaggi in bianco e nero, si va infatti da seni strappati e torture sugli occhi, che sembrano rimandare a Lo squartatore di New York di Lucio Fulci, ad una scalpatura chiaramente influenzata dal capolavoro sottovalutato Maniac di William Lustig.

Per poi passare a bulbi oculari autoestirpati a mani nude, una partita a scacchi culminante in un’impressionante performance di body art estrema e un segmento, Two sisters, che richiama fin dal titolo il cinema horror orientale d’inizio terzo millennio, ma qui con aggiunta di cannibalismo.

Al servizio di puro sperimentalismo gore in fotogrammi che, accompagnato nella sezione extra del disco da una galleria fotografica, una presentazione del film da parte del regista stesso, i trailer di Tales from deep hell e di altri suoi precedenti lavori, due diversi showreel riguardanti la Demented Gore Production e dieci minuti di approfondimento a cura di Samaang Ruinees, a causa anche del quasi nullo ricorso alla parola si presenta in qualità di operazione che ricorda in un certo senso lo sconosciuto ai più Sexandroide, diretto nel 1987 da Michel Ricaud.

Il Sexandroide che tentò di rievocare i fasti del Grand Guignol, teatro parigino specializzatosi tra il 1897 e il 1963 in spettacoli macabri, cruenti e grotteschi, autentico antenato dello splatter cinematografico, e al quale, inizialmente, come è facile intuire doveva ispirarsi proprio Grand Guignol madness.

Un’opera, quest’ultima, simile a Tales from deep hell e che parla chiaro fin dalla didascalia di apertura: “Orgasmo e agonia hanno la stessa voce. Il suono del lamento causato dalla sofferenza è pressoché identico al gemito causato dal piacere”.

A fare da filo conduttore è stavolta una turista che, in visita a Parigi, viene rapita da un sadico scienziato intento ad usarla come cavia per testare paure e ossessioni umane rappresentate in sei brevi racconti.

Racconti anche in questo caso quasi privi di dialoghi e che vanno da una cam girl alle prese con una maledizione che ne colpisce la bellezza ad uno shooting fotografico al liquido rosso. Passando per un ecologista in lotta per il pianeta in modo decisamente drastico, tre sensuali concorrenti di un talent show che arrivano a sfidarsi senza esclusione di colpi e una ragazza che, in seguito a varie delusioni amorose, decide di gestire a modo suo una nuova storia sentimentale.

Tra torture porn con probabili suggestioni provenienti dalla saga Saw e rapporti sessuali che finiscono nel sangue; fino al bianco e nero di Muscles, che, in omaggio a David Cronenberg e al sopra menzionato Tsukamoto, inscena un sollevamento pesi decisamente sofferto.

Il Muscles di cui troviamo la versione a colori nei contenuti speciali del supporto, insieme ai corti La setta di madre terra e Infected, una photogallery, trailer vari della Demented Gore Production, otto minuti di backstage, dieci di intervista a Pesca e ventidue di approfondimento da parte del già citato Ruinees.

 

Francesco Lomuscio