Le fiction televisive italiane hanno sempre il potere di catturare l’attenzione del pubblico, offrendo storie avvincenti che rispecchiano varie sfaccettature della società. Due di queste serie che hanno recentemente fatto il loro debutto sono “La Preside”, con Luisa Ranieri nei panni di Eugenia Liguori, e “A Testa Alta”, con Sabrina Ferilli nel ruolo di Virginia Terzi. Entrambe le fiction hanno conquistato il pubblico, ma è “La Preside” che emerge come un’opera più “empatica”, non solo grazie all’interpretazione di Ranieri ma anche per la profondità della storia vera da cui è tratta.

“La Preside”: la storia di Eugenia Carfora

“La Preside” è una fiction basata sulla vera storia di Eugenia Carfora, una dirigente scolastica di Caivano che ha scelto di lavorare in un ambiente difficile, caratterizzato da alta dispersione scolastica e degrado sociale. La trama si concentra sulla sua lotta per migliorare le condizioni della scuola e dei suoi studenti, rendendo il racconto non solo attuale ma anche carico di ispirazione. Luisa Ranieri, con la sua innata napoletanità e carisma, trasforma il personaggio di Eugenia Liguori in un esempio di coraggio e determinazione. La sua interpretazione è stata acclamata sui social con commenti come “brava da togliere il fiato” e “attrice immensa”.

La colonna sonora della fiction, in particolare la sigla dal titolo: “Non mi basti mai” interpretata dai due giovani attori Alessandro De Martino e Aurora Venosa – protagonisti della serie tv nei ruoli dei fratelli gemelli Tano e Jessica D’Amore – richiama le atmosfere di Napoli, aggiungendo un ulteriore livello di autenticità e coinvolgimento. Un accenno di amore non vissuto tra la Preside Liguori e il Prof. Leoni arricchisce la trama, donando al pubblico un desiderio di vedere una seconda serie.

“A Testa Alta”: una storia di inganno e redenzione

D’altra parte, “A Testa Alta” si sviluppa attorno ad un intreccio di giallo e scandalo personale. Virginia Terzi, interpretata da Sabrina Ferilli, si trova a fronteggiare le conseguenze di un caso di revenge porn che minaccia di distruggere la sua reputazione e il suo progetto scolastico. La serie esplora temi complessi come il tradimento, il riscatto e la lotta per la dignità personale.

Nonostante il successo di pubblico e il discreto share, il finale di “A Testa Alta” ha ricevuto qualche dissenso per alcune scelte narrative, ritenute a quanto pare poco romantiche e piacevoli. Sebbene l’interpretazione di Ferilli sia stata apprezzata, con molti spettatori che sperano in un seguito, lo sceneggiatore ha dichiarato che un secondo capitolo non è previsto, almeno per il momento.

Chi vi è piaciuta di più?

In sintesi, mentre entrambe le fiction offrono intrattenimento di qualità, “La Preside” emerge come un’opera più completa e significativa. La performance di Luisa Ranieri, assieme alla sua rappresentazione di una storia vera e commovente, rende questa serie particolarmente meritevole di lode. La speranza è che la Rai consideri una seconda stagione per continuare a esplorare le avventure di Eugenia Liguori e la sua missione educativa.

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