Nel mondo del teatro contemporaneo, “Ubi Maior” si distingue per la sua intensa esplorazione dei conflitti familiari e morali. In questa intervista esclusiva, abbiamo il piacere di ascoltare Leo Gassmann e Barbara Begala, protagonisti di un’opera che affronta le sfide emotive delle relazioni umane. Sotto la direzione di Enrico Maria Lamanna e la scrittura di Franco Bertini, i due attori ci parlano della loro esperienza sul palco e del potere dell’arte di riflettere la complessità delle relazioni familiari. 

Leo, sei il giovane schermidore Tito, un personaggio la cui vita è stravolta da un segreto familiare. Quali sono le sfide che hai affrontato per entrare nel ruolo?

 Interpretare Tito è stata un’esperienza profondamente personale. Ho dovuto esplorare diversi aspetti emotivi e fisici per rappresentare autenticamente il conflitto interiore del personaggio. La mia formazione teatrale mi ha aiutato, ma anche esperienze personali hanno arricchito la mia performance.

Barbara, hai descritto “Ubi Maior” come una commedia brillante e ricca di colpi di scena. Come riesce il dramma a mescolare tensione e umorismo?

La scrittura di Franco Bertini e la regia di Enrico Maria Lamanna creano un equilibrio perfetto tra momenti drammatici e momenti di leggerezza. Questo rende lo spettacolo accessibile e coinvolgente, permettendo al pubblico di connettersi emotivamente con la storia.

 Leo, qual è il messaggio principale che speri il pubblico possa portare con sé dopo aver visto “Ubi Maior”?

 Spero che gli spettatori riflettano sulla complessità delle relazioni familiari e sull’importanza del supporto reciproco, soprattutto nei momenti di crisi. La fedeltà ai propri principi può essere difficile, ed è fondamentale trovare un equilibrio tra le proprie aspirazioni e le aspettative altrui.

Barbara, che tipo di reazione hai visto nel pubblico durante le rappresentazioni?

La risposta del pubblico è stata straordinaria. Ho notato un coinvolgimento autentico. “Ubi Maior” sembra davvero colpire nel segno, risuonando con le esperienze personali di molti.

Ultima domanda, c’è un elemento specifico della produzione che ti ha colpito particolarmente?

 Personalmente, recitare al fianco di mia madre è stato un elemento molto significativo. Questa esperienza ha aggiunto una dimensione personale alla mia interpretazione, rendendo la storia ancora più toccante.

Ubi Maior è un’opera che invita a riflettere su temi universali come la famiglia, la lealtà e l’identità. Con l’energia e l’abilità degli attori, preparatevi a un viaggio emotivo che sicuramente rimarrà nel cuore e nella mente degli spettatori. Non ci resta che andare a Teatro!

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