
Basta un autobus deviato da un guasto meccanico, un centimetro di margine tra la vita e la disgrazia, perché tutto cominci a vacillare. È da questo quasi incidente che parte “Il Codice del Caso”, romanzo d’esordio di Luana Rodriquez pubblicato da Etabeta. Marco, il protagonista, non fa in tempo a tirare un sospiro di sollievo che il mondo intorno a lui comincia a comportarsi in modo strano: oggetti spostati, numeri che ritornano, persone che sembrano sapere già cosa sta per succedergli. Il romanzo costruisce con pazienza il sospetto che la parola “caso”, quella che usiamo per tranquillizzarci ogni giorno, abbia smesso di significare qualcosa. Rodriquez sceglie un ritmo che alterna capitoli di avanzamento della trama a brevi pause quasi saggistiche, frasi isolate che restano in testa più a lungo della scena che le circonda. È una scelta che rende il libro adatto tanto a chi cerca la suspense quanto a chi preferisce fermarsi a riflettere tra un capitolo e l’altro. Il romanzo non ha paura di prendersi il tempo necessario per costruire l’inquietudine, senza per questo perdere la tensione che tiene incollati alla pagina. Un esordio che promette bene, capace di trasformare un tema complesso come quello del libero arbitrio in una storia che si legge con la curiosità di chi vuole sapere come va a finire, senza mai sacrificare la sostanza per l’intrattenimento puro. Chi cerca romanzi capaci di intrattenere senza rinunciare alla sostanza troverà in queste pagine un equilibrio raro per un esordio.