Un brano che nasce da una storia reale e si trasforma in qualcosa di più ampio. Una narrazione musicale che non cerca effetti facili ma punta dritto alle emozioni e alla riflessione, mantenendo una forte identità sonora e un equilibrio tra delicatezza e intensità.

Partiamo da “Willy ragazzo di oggi esile corpo, grande coraggio”: quanto è stato difficile trasformare una storia così forte in una canzone senza perdere delicatezza?

Da sempre tentiamo di tenere le antenne puntate sul mondo per raccogliere e raccontare le storie dei nostri tempi. La vicenda di Willy ci toccò profondamente perché incarnava i nostri tempi: un giovane ragazzo pieno di luce e desideri cerca di spegnere una rissa ma viene travolto dal buio della violenza e della forza bruta, con dietro uno sfondo malcelato di razzismo. Come raccontiamo nella canzone, però, la luce e il sorriso di Willy vincono sul bullismo e sulla cattiveria dei suoi assassini che nulla possono contro la sua tenerezza, la sua innocenza, la solidarietà e l’empatia, valori che difendiamo in un tempo cosi smarrito come quello che sta attraversando il mondo in questa epoca dove la parola -ponte e intermediazione- è zittita dalla prepotenza del più forte, sia come individuo sia come Stato.

Nel brano si sente un’anima corale molto forte. Quanto è stato naturale coinvolgere realtà come i Nomadi e il coro gospel in questo percorso?

Come accade con tutti i feat dei Crifiu, quelle con Yuri e Massimo dei Nomadi e con Sherrita Duran sono collaborazioni figlie degli incontri che questo lavoro ci dona quotidianamente. La musica ci permette di conoscere grandi artisti e grandi persone. È stato per noi naturale far ascoltare il brano ai Nomadi che con grande nostra gioia hanno accettato l’invito, arricchendo la canzone. Essendoci poi nel brano una parte gospel abbiamo contatto Sherrita, cantante afroamericana tra le più rappresentative del genere: anche lei, con il suo coro, ha subito abbracciato il progetto e fatto volare il brano ad altitudini magiche ed oniriche.

C’è un equilibrio interessante tra melodia e messaggio. In alcuni passaggi però sembra quasi che il testo voglia dire tanto tutto insieme: è stata una scelta istintiva o ci avete lavorato molto?

Curiamo i dettagli dal punto di vista musicale e testuale fino a trovare la forma migliore che la canzone può avere, quella che meglio sintetizza l’idea stessa. Il nostro lavoro di produzione ha a che fare con il tempo, un atteggiamento forse fuori moda in questa epoca, ma che permette di far migliorare la canzone che muove dall’idea iniziale, nata nei giorni dell’accaduto, per prendere forma coralmente con un primo provino e con continui affinamenti in studio. Quando abbiamo realizzato il brano abbiamo subito pensato a chi, come ospite, potesse arricchirlo e farlo ancora più evocativo e così la presenza di Yuri e Massimo e di Sherrita hanno completato il lavoro. All’istinto, alla scintilla iniziale, quindi, segue un lavoro collettivo, di squadra, di comunità.

Guardando avanti, questo singolo apre a un nuovo momento per voi oppure è un tassello coerente con il vostro percorso?

Per nostra indole cerchiamo di attraversare i tempi raccogliendo il meglio che più ci ispira e facendolo con una nostra identità e dignità, pensando che mescolare i generi -dal pop alla world music, dal rock all’elettronica e alle melodie del Mediterraneo- sia il nostro stile. Il brano apre la seconda parte del nostro album Community che volutamente presentiamo in due capitoli. Il vol. 1 uscito qualche mese fa a cui seguirà il vol. 2. Avevamo così tanti brani per noi degni di finire in un disco che avremmo prodotto un lavoro con più di 18 brani. Per questo abbiamo deciso di rilasciarlo in digitale in due momenti diversi ma, dando valore al cd, chiavetta usb e vinile, abbiamo stampato tutti i brani del primo volume e buona parte del secondo sui supporti fisici. È un album ricco di ospiti, che parla di community facendo community, dai Nomadi a Sherrita, dai Modena City Ramblers agli Apres la Classe, Antonio Amato e Consuelo Alfieri dell’Orchestra de La Notte della Taranta, Lucio Fabbri della PFM, Pierdavide Carone, Michele Cortese, Zouratié Koné dal Burkina Faso. Un disco che è un invito a coniugare i verbi al plurale, a dire noi al posto di io, a riscoprire il valore dell’Altro, della collettività, il significato della fratellanza e della solidarietà. Il brano Willy, inoltre, anticipa il Community Tour 26 che ci porterà in giro con un nuovo spettacolo live. Per tutti gli aggiornamenti basta seguire il nostro sito ufficiale www.crifiuweb.com e le nostre pagine social su www.facebook.com/crifiuwww.instagram.com/crifiu_official –  www.youtube.com/Crifiuwww.tiktok.com/@crifiuofficial oltre ad ascoltare i brani su tutte le piattaforme digitali. Ci vediamo in giro.

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