Un viaggio indimenticabile: Nick Nolte nel primo film in lingua inglese di Til Schweiger

Un viaggio indimenticabile è interpretato dal pluri-nominato all’Oscar Nick Nolte nei panni di Amadeus, un uomo da poco rimasto vedovo e la cui forte personalità, il fascino e il senso dell’umorismo non sono sufficienti a mascherare i devastanti sintomi dell’Alzheimer. Scritto e diretto dall’acclamato attore e cineasta teutonico Til Schweiger e basato sul suo precedente film tedesco di successo, Honig im kopf, questo commovente dramma generazionale segna il suo debutto alla regia in lingua inglese.

Non essendo più in grado di vivere da solo, Amadeus si trasferisce a malincuore dal figlio Nick (Matt Dillon) che abita alle porte di Londra insieme alla moglie Sarah (Emily Mortimer) e alla vivace figlioletta di dieci anni, Tilda (l’esordiente Sophia Lane Nolte, nella vita figlia dell’attore). Nonostante lo sconvolgimento e il caos che derivano dall’arrivo di Amadeus in un clima familiare già teso, tra il nonno e la nipotina si instaura un legame speciale. La pazienza e l’affetto di Tilda per Amadeus diventano il suo più forte legame con la vita e la persona che era.

Quando Amadeus esprime il profondo desiderio di rivisitare i luoghi dei suoi ricordi più belli, Tilda prende una decisione coraggiosa. Sfuggendo ai suoi genitori, lo accompagna in un imprevedibile viaggio a Venezia, che trasformerà non solo le loro vite, ma l’intera famiglia.

Un viaggio indimenticabile vede come protagonisti anche Jacqueline Bisset e Greta Scacchi, insieme a Eric Roberts, Julian Ovenden e lo stesso Til Schweiger.

Coadiuvato dalla sua giovane figlia, che si cala perfettamente nei panni della nipote, un eccellente Nolte dimostra che buon sangue non mente e, insieme a lei, tiene banco, contornato anche da un ottimo Dillon in giusto equilibrio con Emily Mortimer.

Un viaggio indimenticabile

Le premesse per una commedia dal sapore agrodolce ci sono tutte. Prima o poi, nella vita tutti i figli devono affrontare le malattie dei padri fino alla loro scomparsa, un tema molto bello e toccante, in particolare per un morbo terribile come l’Alzheimer. Ma, se nella prima parte del lungometraggio tutto sembra filare liscio in un perfetto binario cinematografico, lo spettatore italiano resta a dir poco stupito all’arrivo del nonno e della nipotina nel nostro paese, prima in Trentino e, infine, nella magica Venezia.

Ad un certo punto, la storia di Un viaggio indimenticabile sembra smarrirsi, anche perché gli italiani vengono posti in fantasiosi costumi che, dalla polizia fino alle comparse, sembrano usciti da un film degli anni Cinquanta, mentre la nipote/figlia Nolte scatta fotografie utilizzando l’ultimo modello di iPhone.

Ma i difetti non sono riducibili solo a questa scarsa cura dei “dettagli”, in quanto tutta l’operazione, ad un certo, sembra precipitare, sebbene i Nolte riescano ancora a commuoverci, facendoci superare l’incessante sequela di luoghi di comuni sul nostro paese (i tedeschi, a quanto pare, ci vedono ancora “spaghetti e mandolino”, come nella fantozziana gita in montagna in Trentino).

Un viaggio indimenticabile

Un vero peccato per un attore come Nick Nolte in un ruolo davvero degno di un premio. Il titolo inglese recita Head of full of honey, ovvero “Una testa piena di miele”; o, forse, una testa troppo piena di miele per il regista, che fallisce totalmente nel cercare di dare un’identità al film, sebbene nella prima ora sembrava esservi riuscito.

Senza dubbio, per il nostro paese le note negative sono troppe, ma rimane, in ogni caso, l’amaro per un film mieloso che voleva essere il classico road movie e buddy movie con nonno e nipotina, coinvolgendo solamente in parte.

Un bel cast sprecato, un film pur sempre da vedere per gli amanti di Nolte e una nota di merito per la sua spettacolare giovane figlia, degna erede cinematografica.

 

 

Roberto Leofrigio