Un viaggio ne “La California” di Cinzia Bomoll

“La gente della California ha un modo tutto suo di vedere le cose; forse perché è un posto di frontiera, selvaggio, dimenticato da Dio, un posto in cui tutto è intrecciato, sbornie, vite, destini. La California è fatta così, sopra ha un cielo troppo pesante, sotto una terra troppo bassa che ti cattura, ti soffoca, non ti fa scappare più. In provincia queste cose sembrano sempre storte: sembra tutto perfetto, come un campo di grano prima della mietitura, e per voi, così arroganti da pensare di essere già dentro una tragedia, stava arrivando quel tempo”.

La bellissima voce di Piera Degli Esposti, scomparsa ahimè da un paio d’anni, narra le vicende che danno vita al thriller drammatico La California di Cinzia Bomoll, uscito nelle sale nel novembre del 2022 dopo esser stato presentato fuori concorso alla Festa del Cinema di Roma ad ottobre dello stesso anno. Il film può essere considerato un po’ il testamento spirituale della grande attrice e regista bolognese, che ne firma anche la toccante sceneggiatura insieme alla stessa Bomoll ed a Christian Poli. Ambientato nella frazione di Casale California, situata a pochi chilometri da Castelfranco Emilia, Modena, patria dei tortellini che infatti così spesso vengono mostrati sullo schermo facendo venir fame anche ai meno famelici, il film racconta la storia di due gemelle figlie di una notte di sesso che si troveranno ad affrontare una situazione soffocante e più grossa di loro.

Yuri il punk, un allevatore di maiali, mette incinta giovanissima Palmira, che partorisce due gemelline, Ester ed Alice. Spinti dal padre di lei, Abner, i due si sposano per riparare al danno, ma la loro vita scorre senza amore e con tresche clandestine di entrambi i coniugi, mentre le sorelline crescono e divengono due ragazze, sempre insieme, come tutte le gemelle, ma molto diverse caratterialmente. Ester è oscura, dark, sfrontata, affascinante, con tendenze al suicidio e nessun problema a trovare ragazzi. Alice è più timida ed introversa, ama i colori e la musica grunge, vomita ogni qual volta prova a baciare un ragazzo ed è ancora vergine, nonostante sia attratta da un bello straniero che gestisce l’alimentari del paese. Dopo che Ester farà un grave torto alla sorella le due si allontaneranno, per ritrovarsi di nuovo vicine, però, nel momento del bisogno, quando Ester si trova, suo malgrado, invischiata con dei tipi loschi del luogo.

La California ci porta nella calda e noiosa provincia modenese con le note di The House of the Rising Sun dei The Animals, brano epico del 1964 che accompagnerà i momenti salienti di tutto il film. La narrazione si apre come se fosse una sorta di fiaba, raccontata da uno strano personaggio femminile ammantato in veli neri che per buona parte del film non si capisce se sia reale o immaginario. Le protagoniste indiscusse della pellicola sono loro, le gemelline Ester ed Alice, di cui seguiamo la vita fin dalla nascita, per vederle bambine e poi ragazze, interpretate dalle cantanti modenesi Giulia e Silvia Provvedi, in arte le Donatella, qui per la prima volta sullo schermo. Attorno a loro, la scrittrice, produttrice e regista bolognese Cinzia Bomoll compone un cast quantomeno variegato e singolare, che vede nei panni di Yuri il punk, padre delle due gemelle, un crestatissimo Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, l’attore e regista cileno Alfredo Castro in quelli di Allende, Andrea Roncato che interpreta il nonno ex partigiano Abner, e le cantanti Angela Baraldi e Nina Zilli nei panni rispettivamente di una parrucchiera ed una barista. Va da sé che, anche solo per vedere tutto insieme questo coacervo di personalità, valga la pena guardare questo interessante prodotto Made in Italy.

La storia divaga tra la commedia, il dramma ed il thriller, e si tratta di una sorta di vero e proprio coming of age delle due protagoniste, che però si ritroveranno alla fine su due binari molto diversi. Si parte da Ian Curtis dei Joy Division ed il dark per Ester e da Kurt Cobain dei Nirvana ed il grunge per Alice, per poi sovvertire tutto, scambiarsi le parti e le identità, in un gioco di doppelganger che lascia tutti senza alcuna certezza. Le due sorelle Provvedi, sebbene un po’ monoespressive, riescono comunque a convincere nel ruolo delle due ragazzotte di provincia che sognano una vita diversa e che invece dovranno fare i conti con un’amara realtà che le porterà in un gioco molto più grande di loro. In una realtà sonnacchiosa in cui pare non succedere mai nulla avverranno tante cose tutte insieme che hanno dell’incredibile, ed il dramma si tingerà di giallo. Una terra, questa California, posta nel nulla sterminato dei campi e dei capannoni emiliani, tra massaie comuniste che fanno i tortellini cantando gli inni partigiani e vecchietti che passano le loro giornate, con la pioggia e col sole, seduti fuori dal bar con in mano un bicchiere di amaro e lo sguardo assente puntato nel vuoto. E ovunque quella sensazione canicolare che fa venir voglia di scappare il più lontano possibile, se si pensa che oltretutto siamo all’ombra di una grande fabbrica di plastica che inquina l’aria e contamina il cibo. Ed ecco qui Ester ed Alice, ed il loro sogno costante, da perseguire insieme, quello di andare via, nella California, quella vera, però, dove c’è sì il sole, ma anche qualche opportunità in più che stare dietro ai maiali del padre o ai vaneggiamenti politici della madre.

Il rapporto tra le sorelle, respingente ed attraente allo stesso tempo, è senza dubbio il fulcro assoluto di questa storia, senza il quale difficilmente si sarebbe potuti giungere allo spiazzante epilogo. La loro scoperta dell’amore, del sesso, del desiderio di qualcun altro che non siano loro stesse, le porterà a commettere dei grossi passi falsi che mineranno dall’interno un rapporto che sembrava indissolubile, granitico, imperituro. Quando in un rapporto, anche se di sangue, si insinua la gelosia, tutto si incrina, comincia a perdere colpi, fino a crollare miseramente.

Sicuramente una buna fetta di questo film è autobiografica. Cinzia Bomoll è cresciuta in luoghi affini, ha vissuto queste realtà, e sa raccontare la provincia emiliana molto bene, nel suo profondo. Ma in questo progetto di emilianità ce n’è molta di più: quella delle gemelle Provvedi, modenesi, e dei bolognesi Piera Degli Esposti, Andrea Roncato, Lodo Guenzi e Angela Baraldi. La California è un film dalle profonde radici geografiche, che non potrebbe essere estrapolato da lì e portato da un’altra parte, perché solo in quelle zone ha ragione di esistere. Le storie delle vite dei singoli personaggi si incrociano quindi fra di loro, unite da quel filo rosso rappresentato da Ester e Alice, pulsando ovunque voglia di cambiamento e di riscatto sociale, di affetti veri, di persone con cui parlare e che sappiano veramente ascoltare. Sono dunque molti gli spunti di riflessione ai quali ci spinge La California, che dietro la patina da thriller nasconde un cuore pulsante ben più intenso e doloroso. Si affondano le radici nella nostra storia, nella memoria di un tempo che fu che a guardarlo adesso pare lontano anni luce da noi, ma che di fatto corrisponde agli inizi degli Anni Novanta, quando l’assenza del cellulare rendeva tutto estremamente diverso ed i rischi erano senz’altro più pericolosi di adesso….almeno un certo tipo di rischi. La voce di Piera degli Esposti aleggia su tutto e tutti, come un fantasma, un po’ benevolo ed un po’ indifferente, onnisciente, onnivedente.

Va quindi vissuto come un viaggio On the Road, La California, tra il sogno di un miraggio lontano e la realtà di un presente apparentemente senza futuro, immobile. Un viaggio costellato di sogni quasi tutti infranti, di fame d’amore, di cambiamento, semplicemente di vita. È coraggiosa l’operazione di Cinzia Bomoll, qui al suo terzo lungometraggio, che esula da una caratterizzazione ben precisa per perdersi in trame e sottotrame che danno a questo film molti odori e sapori diversi, come gli odori delle spezie che si mescolano nelle narici quando percorri i vicoletti di un suq orientale. Utilizzando l’Emilia, terra di cantanti, scrittori, poeti ed artisti di vario genere, come una tavolozza di colori, la regista disegna il suo affresco che vira dai toni del grigio e del beige fino al rosso più scarlatto, passando per il nero ed i colori pastello. Prende vita così, sulla tela, un vero e proprio caleidoscopio di immagini, parole e sensazioni che rendono la visione di questa pellicola molto intensa, empatica, coinvolgente, un arazzo che ben miscela insieme vari generi cinematografici riuscendo a dare loro corpo ed organicità ed a non cadere mai nella banalità e nello stereotipo.

Il film è attualmente disponibile sulle piattaforme Amazon Prime Video, Apple TV, Google Play Film, YouTube e CHILI, ed in dvd CG Entertainment.

https://www.imdb.com/it/title/tt3485924

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