Specializzato nel genere comico e nella commedia, Akiva Schaffer dirige Una pallottola spuntata, quarto capitolo di un franchise leggendario il cui primo film risale al 1988, campione d’incassi e di risate con la brillante regia di David Zucker e con protagonista il mai dimenticato Leslie Nielsen nei panni del tenente Frank Drebin, che idealmente passa il distintivo di detective più pasticcione a suo figlio impersonato da Liam Neeson.

L’attore ha interpretato tantissimi ruoli in titoli di culto come Schindler’s list – La lista di Schindler, Rob Roy, Darkman e Batman begins solo per citarne alcuni, ed è anche noto per aver dato vita a Bryan Mills, un ex agente segreto della Cia protagonista della trilogia di Taken. Un ruolo, quest’ultimo, che probabilmente ha solleticato l’idea di traslare un duro dedito ai regolamenti di conti, determinato e letale, nei panni di Frank Drebin Jr., le cui scazzottate invece sono pura parodia.

Liam Neeson plays Frank in The Naked Gun from Paramount Pictures.

Una pallottola spuntata di Akiva Schaffer però non suscita l’effetto desiderato e non è questo il suo punto di forza; semmai il cruccio è non trovarvi difetti. Il nuovo capitolo della serie passa il testimone di padre in figlio, infatti nel film figura anche Ed Hocken Jr., portato in scena da Paul Walter Hauser, il cui genitore era il fidato capitano che, interpretato da George Kennedy, affiancava il tenente Drebin nelle sue disavventure. Una delle sequenze più divertenti e pungenti del lungometraggio risiede proprio in una peculiare commemorazione dei padri che sono trapassati, tra cui si aggiunge e spicca il Detective Nordberg alias O.J. Simpson, ex campione di football americano e assurto alle cronache perché sospettato di duplice omicidio e scomparso nel 2024, mentre nel film suo figlio ha il volto di Mosè Jones.

Paul Walter Hauser plays Ed and Liam Neeson plays Frank in The Naked Gun from Paramount Pictures.

Questo tassello di Schaffer sembra arrivare fuori tempo massimo e propone una comicità demenziale che, però, non graffia come un tempo, quando non si lesinava una satira irriverente e coraggiosa anche nei confronti di importanti capi di Stato. Pamela Anderson, ammirata di recente per la bella interpretazione nel film di Gia Coppola The last showgirl, che ha sancito il suo riscatto, si vede assegnare il ruolo di Beth , la femme fatale che ammalia Frank Drebin Jr.; e, nonostante il suo fascino vada di pari passo con la bravura, le gag che la vedono protagonista insieme a Liam Neeson hanno nel complesso un sentore di déjà-vu. Invece la parentesi soprannaturale che li coinvolge in un week-end in montagna, che da copione doveva essere un inserto da commedia horror demenziale, non convince: non tanto per l’idea in sé che sembra originale, ma per la frettolosa messinscena che svilisce l’ispirazione creativa quando poteva avere un’impronta memorabile e fa apparire la situazione fuori contesto.

Al contempo anche l’indagine poliziesca, seppur aggiornata ai nostri giorni virando in maniera estrema su congegni tecnologici in grado di manipolare la mente delle persone con il villain di turno dai connotati di Danny Huston, raggiunge una deriva fantascientifica fine a se stessa. Sebbene le idee nell’insieme possedessero il potenziale per funzionare, è maturata la sensazione che Akiva Schaffer nel sequel di Una pallottola spuntata – che vanta anche un cameo di Priscilla Presley – abbia viaggiato col freno a mano tirato,soprattuttorispetto alle versioni di David Zucker, di cui ricordiamo anche L’aereo più pazzo del mondo e Per favore ammazzatemi mia moglie. Il regista non ha osato abbastanza e, quando dà l’impressione di farlo, la resa non convince, facendo inoltre chiudere l’indagine di Frank Drebin Jr. troppo in fretta e senza acuti, fruttando ben poche risate.

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