La scrittrice triestina Valentina Simeone esordisce nella letteratura fantasy con un romanzo che non si sofferma solo sugli intrighi politici, sugli elementi straordinari e, in un certo senso, estranei alla nostra quotidianità: il fulcro della sua storia sembra essere l’amore, la forza primordiale che muove gli uomini tanto quanto la guerra. Poi, c’è il fascino della Fonte, un’energia che supera il concetto di divinità e che entra in connessione solo con chi essa sceglie davvero. Le atmosfere della città sospesa di Syldria affascinano il lettore per tutto il corso del romanzo; non c’è mai banalità, poiché ogni passo mostra un’altra faccia della stessa medaglia, intreccia abilmente i punti di vista e tiene vivo il desiderio di scoprire quali saranno le sorti di Jolene. Se si potesse descrivere l’intero romanzo con una singola parola, questa sarebbe di certo “autentico”: ogni scena vuole mettere in evidenza la necessità di alcune scelte che, a volte, vanno contro la propria volontà. Ed è proprio il tormento interiore a dare l’impulso vitalistico ai personaggi. Valentina Simeone scrive un esordio degno di nota, inserendosi perfettamente nel panorama fantasy italiano contemporaneo.

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