Dal camice bianco del laboratorio ai set glamour: la storia di una biologa e fotomodella che ha trasformato la scoliosi in forza e i pregiudizi in opportunità
Ciao Vanessa, benvenuta! Dal camice bianco da tecnico di laboratorio alle luci dei set fotografici come fotomodella sexy: Per prima cosa, presentati ai nostri lettori e poi: qual è stato il “click” (scusa il gioco di parole) che ti ha fatto passare dal microscopio alla macchina fotografica?
Ciao, sono Vanessa e ho 27 anni.
Ho studiato al liceo classico e, inizialmente, sognavo di diventare medico. Tuttavia, per diverse circostanze, mi sono ritrovata a studiare Biologia, e ho capito che il topo da laboratorio era quello che effettivamente mi sarebbe piaciuto fare. Ho sempre preferito valorizzare il mio lato culturale rispetto a quello estetico, ma dopo il diploma e la laurea ho deciso di dedicarmi anche ad altri aspetti della mia vita.
Sono sempre stata una grande sportiva e, fin da bambina, ho desiderato entrare nel mondo del teatro e del cinema. Per questo motivo, quest’anno ho iniziato un corso di recitazione.
Il mio rapporto con la fotografia è nato quasi per caso: ho iniziato scattando foto con alcune amiche che aspiravano a diventare fotografe, quasi per gioco, fino a incontrare professionisti con cui ho iniziato a collaborare in modo più serio e professionale.
In laboratorio affronti analisi precise e scientifiche, mentre come modella posi con grazia e sensualità. Come concili queste due vite così diverse? C’è un trucco da “dottoressa sexy” che applichi in entrambi i mondi?
In entrambi i mondi io applico sempre l’intelligenza, perché penso sia l’arma che vince contro tutto. E penso che sia stato anche il complimento migliore che ho ricevuto durante un set: «sexy e intelligente».
Essere una fotomodella sexy richiede vulnerabilità e forza. Raccontaci un momento sul set in cui ti sei sentita particolarmente esposta, ma che alla fine ti ha reso più sicura di te stessa.
Il momento in cui mi sono sentita più esposta è stato durante uno dei miei primi shooting glamour/topless, dove mi vergognavo molto di mostrare il mio corpo per via della scoliosi (motivo di bullismo a scuola), ma che alla fine mi ha dato solo dei punti di forza.
Hai mai usato le tue conoscenze scientifiche in uno shooting? Magari un tema “chimica dell’attrazione” o qualcosa di altrettanto creativo?
Non ho mai fatto shooting da scienziata sexy, ma ammetto di averci pensato e di volerne realizzare qualcuno in futuro.
I tuoi follower impazziscono per i tuoi look audaci. Qual è il tuo outfit “segreto” – quello che indossi solo per te stessa – che ti fa sentire una vera diva anche durante una giornata in laboratorio?
Il mio outfit segreto è la semplicità: trucco leggero e vestiti abbastanza larghi, per dar vita alla mia personalità quotidiana lasciando nascosta quella provocante dei set fotografici, dando un po’ di stupore a chi mi conosce. Mi piacerebbe molto apparire su qualche copertina che possa far vedere che, nonostante i miei set (che creano sempre molto chiacchiericcio), in realtà c’è una persona valida dietro e che l’apparenza inganna.
Progetti futuri? Un calendario sexy, una collaborazione con un brand di moda “scientifica”, o magari un libro sul tuo doppio ruolo?
Per ora sto portando avanti entrambi i percorsi con passione. Mi piacerebbe realizzare degli shooting a tema scientifico-sexy e, perché no, finire su una copertina importante che dimostri che si può essere belle, sensuali e allo stesso tempo preparate e intelligenti.
Per chiudere con un sorriso: se potessi dedicare una posa iconica a tutte le donne che si sentono “troppo tecniche” per essere belle, quale sarebbe e che messaggio ci lasceresti?
La posa migliore è seduta su una sedia con una gamba accavallata all’altra e con le mani rivolte quasi a toccarsi il viso: posa sensuale e professionale che fa capire l’eleganza ma senza lasciar trasparire nulla di più, dando modo alle persone di interessarsi.
Il messaggio che lancerei è quello di essere sempre se stesse, perché tanto la gente avrà sempre da criticare e la vita è una sola: quindi perché non godersela facendo ciò che ci fa stare bene?
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