Venezia 73. Conferenza: Michael Fassbender e Alicia Vikander su “La luce sugli oceani”

A Venezia sono sbarcati due attori amatissimi, Michael Fassbender e la neo premio Oscar Alicia Vikander. Nella conferenza stampa di oggi hanno raccontato il loro nuovo film, La luce sugli oceani (leggi la trama e la recensione in anteprima), in compagnia del regista Derek Cianfrance e dell’attore australiano Jack Thompson.

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Ci parla dell’adattamento del film?

Derek Cianfrance: “Ero stufo di me stesso e delle mie idee, ho passato un anno leggendo sceneggiature e romanzi e avevo difficoltà a capire. Subito ho visto la potenzialità di questo libro, il faro che getta luce. L’uomo del faro e la moglie avevano un segreto, come un ragazzo che viene dal Colorado. Volevo dipingere le famiglie con nessuno intorno, ho cercato per un anno di avere i diritti”.

Alicia Vikander come riesce a mantenere il suo essere scandinavo? Fassbender avrebbe preso la stessa decisione del personaggio?

Michael Fassbender: “Per me la sua azione era giusta”.

Alicia Vikander: “Io sono cresciuta in Svezia e la mia cultura si vede nel mio lavoro. Si scopre di più di se stessi quando si va all’estero. Il mio paese ha fatto bellissimi film, ma è molto piccolo. Ho avuto la possibilità di andare all’estero e parlare in inglese. Ci sono vari modi di raccontare le storie, ci sono modalità di narrazioni. Cerco di trarre ispirazioni anche da altri paesi”.

Fassbender: “È una situazione difficile perché due persone si innamorano e vanno su quest’isola privata. Isabel non riesce a fare un figlio e questo isolamento li mette in una posizione in cui il loro rapporto inizia a decadere. Isabel avrebbe dovuto avere una vicina, Tom qualche amico. Quando hanno preso questa decisione era un momento molto particolare, alla fine bisogna essere contenti con la propria decisione e se riesci a viverci. Lui ha capito alla fine che fa un danno alla madre della bambina e la sua decisione finale pesa su questo”.

Cianfrance: “Questo è un film sulla verità e sull’amore. Tom sa sempre la differenza tra quello che è giusto o sbagliato. È infinitamente morale e fa si che riesca a sopravvivere alla guerra. Lui vive in questa situazione di non esistenza, quindi è triste. Isabel arriva ed è in lutto per la mancanza dei suoi fratelli ma è viva. Ridà vita a Tom che vive nella sua testa e riesce a far battere il suo cuore. Questo mi interessava del personaggio di Isabel. Questo dilemma tra verità e amore è una scelta di cuore con le emozioni. Nessuno di questi personaggi è cattivo o buono, nessuno vuole fare del male, ma decidono con le emozioni e ci sono delle conseguenze”.

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Nel film è molto forte il tema della maternità. Secondo lei si è madre partorendo un film o crescendolo e la stessa domanda per il regista?

Vikander: “No non sono una madre, non ho figli. Credo che la più grande sfida in questo film sia proprio questa perché questo desiderio di maternità nella donna che interpreto è condiviso da molte donne. Ho sempre cercato di utilizzare l’immaginazione per capire le emozioni del personaggio. Io non ho ancora avuto un figlio, conosco l’argomento degli aborti spontanei ma non se ne parla troppo. Ci sono persone che possono capire questo mistero, mi chiedo sempre come sarà mio figlio un giorno e la mia famiglia. Delle persone possono pensare che io non sappia cosa significhi la maternità, Derek e io ne abbiamo parlato molto. Le donne sul set hanno condiviso le loro esperienze personali”.

Cianfrance: “Io non ho avuto l’esperienza della maternità, ma amo molto mia madre. Mia suocera quando è nato mio figlio mi ha detto che sarei stato infelice per il resto della vita perché lo avrei amato anche a 40 anni quando si trasferirà in un altro paese. L’esperienza della paternità ti travolge con un grande amore espresso nel film. Entrambe sono madri, sia chi partorisce sia chi cresce. Entrambe sono grandi madri, questo fa parte dell’impossibilità di questa domanda. Mi è piaciuto moltissimo lo stile del libro, senza eroi ne cattivi. Hannah è la madre biologica, questo film è una meditazione sull’essere genitori e su ciò che accade quando perdi un figlio”.

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Come giudicate i vostri personaggi e cosa ha rappresentato per voi questo film con un aggettivo?

Vikander: “Ho letto il copione, mi sono reso conto che l’adattamento di Derek rispetto al libro era eccezionale. I personaggi c’erano e mi è piaciuto molto di poter parlare di persone reali in una vita reale. Questo desiderio di famiglia e del vivere il lutto è molto importante. Le persone devono imparare a perdonare, vivono grandi emozioni e si vergognano. Attraverso la tua vita dai voce a questi personaggi. Vuoi fare del bene, ma in certi casi ti rendi conto che non è così. Non ho trovato risposta a queste domande, ho amato questi personaggi”.

Fassbender: “Ho amato molto Tom quando ho letto la storia, mi sembrava un uomo d’altri tempi. Per la sua forza, la sua lealtà… potrei usare comodamente buona parte del suo coraggio. Ci sono alcuni elementi della storia d’amore, ma in realtà parla della vita. Una delle più grandi tragedie della vita. Ho parlato dei danni che la guerra ha causato. Era come se tom non avesse molte possibilità di scelta, ma aveva due gambe che funzionavano ancora. Ci siamo focalizzati sulla guerra e la morte. Questi problemi di aborti spontanei… le decisioni non vengono prese in modo sano e la gente commette degli errori, se c’è una cosa da imparare è la questione del perdono. C’è anche lo scenario dell’emigrazione.

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Quanto è lecita la maternità ad ogni costo nel rispetto di una nuova vita?

Fassbender: “Direi che devo chiedermi cosa posso offrire al bambino”.

Vikander: “Quando inizia la storia Isabel non ha fatto parte della guerra, ma ha perduto delle persone. Trovo che sia una cosa così bella che mantenga questa forza vitale, i genitori cominciano a chiudere le finestre della casa. Viste le conseguenze della guerra lei ha capito qual è la cosa principale a cui lei può aggrapparsi. Lei deve mettere in piedi i pezzi della sua vita ed andare avanti. Lei vuole una vita nuovo con lui e questo ha un grandissimo significato. Tom sta per prendere una decisione molto sbagliata, ma sembrano vivere in un Eden e l’isola è una gabbia emotivo. Lui è in grado di contenerla grazie all’amore, si può farsi accecare dall’amore. C’è un immensa forza nel volere un bambino, ne abbiamo parlato se fosse una cosa giusta o sbagliata”.

Come a vita?

Vikander: “Avevo sentito che Michael voleva fare la parte di Tom e sapevo che era un grande attore. Ho cercato di fare del mio meglio, volevo giocare questa partita. C’è stato anche chi mi ha spinto dopo la telefonata di Derek. Lui mi ha detto che gli attori falliscono in alcuni casi, ma voleva che ce la mettessero tutta”.

Fassbender: “Io ero terrorizzato. Alicia era così affamata in un certo senso, è bellissimo vedere un attore non ancora conosciuto nell’industria e vedere questa oppotunità. La fame dei giovani attori emergenti ci fa andare avanti ed ho dovuto davvero rispondere ed esserci quanto lo era lei. Derek è una persona molto esigente, tu pensi di aver scoperto qualcosa e ti fa un altro ciak da 35’”.

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