
In un tempo in cui la guerra, pur sembrando lontana, torna a bussare alle porte dell’Europa e del Mediterraneo con un’eco sempre più assordante, TANTO ORMAI sceglie di portare in scena l’angoscia dell’attesa, l’impotenza, la paura e il silenzio. Lo spettacolo, firmato da Damiano Lepri e Adriano Gardumi con la regia di quest’ultimo, ha debuttato ufficialmente a Roma il 23 e 24 luglio sul palco del Teatro Vascello, nell’ambito del Roma Fringe Festival 2025, raccogliendo una calorosa accoglienza da parte del pubblico e della critica. Questa sera, (lunedì 28 luglio),inoltre, lo spettacolo vola in finale per il noto festival romano, in scena al Vascello alle 19.
Nata durante una residenza artistica presso Asteria Guest&Artist House, nel cuore di Roseto Valfortore – uno dei Borghi più Belli d’Italia, dove lo scorso 3 luglio era stato presentato in anteprima al pubblico, la pièce teatrale è stata prodotta da Acqua Salata Produzioni. Così TANTO ORMAI ha visto la sua prima nazionale negli scorsi giorni con una novità. Particolarmente significativa, in questa nuova tappa del progetto, è stata, infatti la collaborazione con il giornalista e documentarista Valerio Nicolosi, la cui voce – registrata e trasmessa da una radio presente in scena – ha contribuito a definire l’atmosfera bellica sospesa e inquieta dello spettacolo.
<<Il teatro può e deve raccontare la guerra, a mio avviso>> ha dichiarato Nicolosi, << Per tanto tempo, dal Secondo Dopoguerra, noi italiani ed europei abbiamo visto la guerra come qualcosa di lontano, qualcosa che non ci apparteneva più, qualcosa di finto, che vedevamo solo in film e telegiornali. Invece, con l’invasione su larga scala della Russia ai danni dell’Ucraina ci siamo risvegliati, in qualche modo, da quello stato di torpore in cui eravamo caduti nonostante la guerra in Kossovo e in Bosnia, quindi nell’ex Jugoslavia, delle quali ci eravamo dimenticati. E poi, oggi, c’è un’altra guerra vicinissima a noi oggi, il genocidio in corso a Gaza. Anche quella la vediamo lontana poiché riguarda un paese arabo dall’altra parte del Mediterraneo. Ma è un posto che io personalmente conosco benissimo e il Sud Italia è più vicino a Gaza che a Mariupol’, luogo di cui abbiamo raccontato tanto in merito all’assedio russo. Il teatro è fondamentale, così come tante altre forme d’arte, perché può raccontare la guerra sotto diverse forme. Io che sono un giornalista la guerra la racconto attenendomi necessariamente alla realtà. Invece il teatro, come il cinema, possono raccontarci la guerra sotto altri punti di vista, possono creare un racconto che sia veritiero e che, al tempo stesso, possa farci riflettere. Il teatro serve proprio a questo: a raccontare storie, che oggi purtroppo riguardano anche la guerra, e a farci riflettere>>.

La regia di TANTO ORMAI a cura di Gardumi è affiancata da Mery Calamita in qualità di aiuto regia. A calcare il palco del Vascello, sono stati Damiano Lepri, Jacopo Dragonetti e Luca Di Sessa, attori interpreti dello spettacolo. Protagonisti, questi ultimi, del racconto di una paralisi generazionale attraverso la storia di tre giovani chiusi in un appartamento, mentre fuori infuria una guerra mai nominata ma sempre più vicina. Una tragicommedia surreale e tesa, che alterna dialoghi brillanti a momenti di stasi e disperazione.
<<TANTO ORMAI vuole incarnare quella suprema paura del fare, e alla fine di non fare assolutamente nulla>>, afferma il regista Adriano Gardumi – Questi personaggi sono vittime di una malattia oggi fin troppo diffusa: l’ignavia, la paralisi, l’indifferenza. Come un raffreddore d’estate che ci colpisce all’improvviso e ci blocca nel caldo afoso dell’impotenza>>.
Nato da un’idea per il cinema e tratto da un cortometraggio in piano sequenza, TANTO ORMAI ha trovato la sua forma definitiva a teatro, grazie anche al lavoro sviluppato durante la residenza a Roseto. In quel contesto, immerso nella quiete e nella bellezza dei Monti Dauni, la compagnia ha potuto confrontarsi con gli abitanti del borgo, raccogliere stimoli e costruire una messa in scena autentica, coesa, profondamente relazionale.
<<Roseto ci ha dato tempo>> racconta la compagnia in merito al periodo di residenza artistica in Puglia, <<Tempo per comprendere, costruire, fidarci. Il silenzio, la semplicità dei gesti quotidiani, l’ascolto condiviso con la comunità hanno reso possibile questo processo. Un’esperienza rara, che porteremo con noi scena dopo scena>>.
Con il debutto al Roma Fringe Festival 2025, TANTO ORMAI si affaccia ora sul panorama teatrale nazionale, confermandosi come un progetto capace di intrecciare creazione e ascolto, politica e intimità, parola e presenza. Lo spettacolo è pronto a proseguire il suo percorso, restando fedele alle sue origini e continuando a interrogare il presente con urgenza e poesia.

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