Valeria Graci, attrice, comica e conduttrice amatissima dal pubblico, farà tappa Giovedì 23 aprile al Teatro Puccini di Firenze alle ore 21:00. Presenterà il suo spettacolo “Volevo essere io”, un viaggio teatrale che unisce ironia e autenticità in un monologo intimo e sorprendente, scritto insieme a Francesca Zanni (regista). Attraverso risate, confessioni e provocazioni, Graci si racconta senza filtri, esplorando il tema dell’identità e l’urgenza di essere sé stessi. Con il suo stile inconfondibile, Valeria affronta con grazia e forza le sfide dell’autenticità, del ruolo femminile e della libertà personale, mettendo al centro la persona dietro il personaggio. Questo spettacolo promette di emozionare e far riflettere, incoraggiando il pubblico a trovare la propria versione migliore, oltre le maschere sociali. Valeria invita tutti a questo incontro teatrale, che parla di identità, autodeterminazione e piccoli miracoli quotidiani, in un mondo in continua evoluzione.

INTERVISTA A VALERIA GRACI

Benvenuta Valeria Graci su “Mondospettacolo”. Giovedì 23 Aprile 2026 al Teatro Puccini di Firenze con lo spettacolo “Volevo essere io” in cui racconta il Suo percorso personale e artistico con ironia e profondità. Quali sono stati i momenti più significativi della Sua carriera che ha scelto di condividere con il pubblico, e come questi hanno contribuito alla Sua crescita personale e professionale?

Lo spettacolo “Volevo essere io” è chiaramente una narrazione di tutto ciò che è accaduto nella mia vita, sia nel bene che nel male. Inizio raccontando dal momento in cui sono nata, descrivendo come ho vissuto e sognato fino ad arrivare ai giorni nostri. Raccontando la mia vita, descrivo anche una società che è cambiata, evolvendosi e a tratti regredendo, dagli anni ’80 fino ad oggi. Sicuramente, i momenti più significativi della mia carriera sono quelli legati alla crescita personale, sia come donna che come individuo. Questo percorso ha portato alla mia realizzazione personale e anche a quella artistica. Tutto ciò che ho sognato è gradualmente diventato una realtà tangibile nel corso degli anni.

Il Suo monologo tocca temi importanti come l’autenticità e la libertà di essere sé stessi. Come crede che il Suo spettacolo possa aiutare il pubblico a riflettere su queste tematiche, e quale messaggio spera che gli spettatori portino con sé dopo aver visto la Sua performance?

Ho deciso di raccontare la mia storia in maniera molto onesta, a tratti persino cruda. Non ci sono sempre stati momenti facili nella mia vita personale ed artistica, ma ho scelto di condividerli perché credo che possano abbracciare un po’ tutto il pubblico. Ognuno, poi, può cogliere ciò che più lo rappresenta. Ho raccontato molte cose in modo divertente, toccando vari temi. La libertà di essere sé stessi è una conquista che si ottiene col tempo, con la maturità e la consapevolezza. La mia storia di oggi non è la stessa di quando avevo vent’anni, ma ho sempre cercato di essere vera, in tutto e per tutto, senza filtri. Nell’era dei social, dove tutto sembra perfetto, io ho scelto di raccontare le crepe in modo autentico, senza vergogna. Questo è ciò che faccio nel mio spettacolo e sui miei social, cercando sempre di portare verità e autenticità. Alla fine dello spettacolo, ciò che mi colpisce di più è l’interazione con il pubblico. Molti mi scrivono sui social o mi mandano email, e alcuni giovani portano ancora letterine a teatro. La cosa che mi emoziona è quando mi dicono che si sono riconosciuti in me, che hanno vissuto esperienze simili. Questa autenticità arriva al cuore delle persone e restituisce tanto, perché il pubblico non può essere ingannato. Per me, era un dovere raccontare la verità nei confronti di me stessa e della mia storia. Ho voluto portare qualcosa di diverso sul palco, senza retorica, senza puntare il dito o parlare male di qualcosa. Ho semplicemente raccontato un’esperienza nel modo più veritiero possibile, ma con un tocco romanzato, cercando sempre di mantenere una chiave spiritosa ed esilarante, ma anche con sfumature più profonde. Questo il pubblico lo percepisce sempre, ed è per me un grande dono.

Nel Suo show, Lei affronta anche stereotipi e aspettative sociali. In che modo il teatro e la commedia possono essere strumenti efficaci per smontare questi stereotipi e favorire una maggiore comprensione e accettazione delle diversità.

Nella parte finale dello spettacolo, racconto come la vita di ognuno di noi, dei nostri figli e delle nuove generazioni sia cambiata. Questo perché la società è mutata, i mezzi di comunicazione sono diversi rispetto agli anni ’80, e anche la moda, la televisione e la musica si sono trasformate. Noi, cresciuti negli anni ’80, siamo cambiati insieme a tutto questo. Alcuni sono migliorati, altri forse no, ma non sta a me dirlo. Nel mio racconto porto l’evoluzione, o forse l’involuzione, ma sarà il pubblico a deciderlo. La nostra società è cambiata e noi dobbiamo adattarci a queste nuove realtà. Nella parte finale, una delle frasi più impattanti è: Oggi, cosa fanno le bambine con le bambole?” Oggi si truccano e le loro mamme gestiscono profili social, diventando vere e proprie imprenditrici.” Questo è ciò che sta accadendo ora, è uno degli aspetti più attuali del nostro tempo. Tuttavia, per comprendere appieno il mio messaggio, bisogna vedere lo spettacolo dall’inizio alla fine. Tengo a precisare che non parlo espressamente di diversità, non punto mai il dito contro nessuno. Metto semplicemente in rilievo ciò che mi appartiene e riguarda tutti, lasciando al pubblico la scelta di riflettere su un tema piuttosto che su un altro. Anche quando affronto il tema della violenza domestica, lo faccio senza retorica, vittimismo o giudizi. Racconto ciò che ho vissuto, un momento della mia vita che, seppur doloroso, mi ha resa la donna e la madre che sono oggi. Ho un figlio di 15 anni e mezzo, e affrontiamo insieme l’adolescenza con i suoi conflitti. Essere genitori oggi è complicato, e lo è ancora di più con un figlio maschio. Il lavoro da fare è doppio, triplo, ma possiamo farcela, ognuno con i propri tempi e il proprio stato d’animo. Vi aspetto a teatro!

PER INFO:

https://www.teatropuccini.it/valeria-graci/

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