A tre anni da Barbarian, del 2022, Zach Cregger torna alla regia con Weapons, il cui punto di partenza è una notte che vede i bambini di una stessa classe sparire nel nulla, tranne uno Alex Lilly, incarnato da Cary Christopher.

La maestra all’indomani trova infatti soltanto lui seduto tra i banchi di scuola e, nel frattempo, le indagini di polizia appurano che diciassette fanciulli sono tutti scomparsi dalle loro abitazioni alla stessa ora.

L’intera comunità di provincia è sconvolta dall’accaduto, interrogandosi su chi o cosa sia responsabile della loro sparizione, gettando la città nell’incubo. Weapons ha una trama ad incastro suddivisa in sei capitoli, ognuno dei quali si rifà ad un protagonista della storia, che si ritrova coinvolto in questo misterioso caso che andrà a farsi sempre più oscuro, intricato e sinistro. La maestra elementare Justine Gandy, che ha il volto di Julia Garner, reduce dal ruolo di Silver surfer ne I Fantastici quattro – Gli inizi oltre che nell’horror Wolf Man, è messa all’indice dalla piccola comunità di provincia, che insinua che non possa non sapere cosa sia accaduto ai suoi alunni, o, peggio, ipotizza che potrebbe essersi macchiata di chissà quale delitto.

Uno dei più attivi e convinti della colpevolezza di Justin è Archer Graff, ovvero Josh Brolin, un costruttore edile padre di uno dei bambini scomparsi, il quale viene poi brutalmente aggredito da un individuo in preda ad un’inquietante follia. Si inizia così a percepire che la vicenda prende una direzione tetra, mentre i capitoli si susseguono, ma non in maniera cronologica, in un modus operandi quindi tutt’altro che innovativo. Ci si addentra in un thriller dalle forti inclinazioni psicologiche che vorrebbe puntare il focus sul dolore di una perdita, ma sembra si voglia rendere tutto più complicato del necessario. A completare le tessere del mosaico saranno il poliziotto Paul alias Alden Ehrenreich, il ladruncolo tossicodipendente James, dalle fattezze di Justin Abrams, il preside Marcus impersonato da Benedict Wong e, infine, Alex Lilly, con il quale si chiude in maniera idealmente circolare una trama inutilmente intricata.

La struttura vuole dunque essere ambiziosa, ma la trama non avvince e ne viene svilita qualsiasi velleità di riuscita, complice anche una durata di quasi due ore e dieci minuti che risulta oltremodo eccessiva. Si possono annoverare suggestioni da lungometraggi come Gretel e Hansel di Oz Perkins, ma il film di Zach Cregger riesce ad inquietare solamente quando entra in scena una casa tenebrosa e perturbante situata ai margini della cittadina. Al netto di un montaggio efficace e di una regia che si dimostra dinamica e solida per un film che tecnicamente sfodera buone qualità, Weapons non convince. E l’orrore in cui tracima avrebbe probabilmente regalato scene gore e splatter di sublime incanto per i palati più avvezzi al genere, ma si ha l’impressione che l’horror nella sua immediata e brutale essenza stia rischiando di prendere direzioni diverse.

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