Un anno dopo il primo atto, del 2024, arriva nelle sale Wicked parte 2, ancora una volta diretto da Jon M. Chu e sceneggiato da Winnie Holzman e Dana Fox.

Prima di cominciare a parlare di Wicked parte 2, però, è doveroso fare un riassunto del precedente lungometraggio, che iniziava a ritroso, ossia partendo proprio dalla fine della protagonista, Elphaba Thropp (Cynthia Erivo), la perfida Strega dell’Ovest.

Questa donna che vola su una scopa e che ha la pelle verde come nessun altro nel mondo di Oz è stata appena sconfitta da Dorothy Gale, la quale sta tornando vittoriosa alla Città di Smeraldo per comunicarlo al Mago di Oz (Jeff Goldblum). Anche il resto del Regno deve conoscere la lieta notizia, così Glinda la buona (Ariana Grande) comincia a farlo dalla terra dei Mastichini, uno dei popoli che hanno sofferto di più per colpa delle streghe malvage. Ma quando uno dalla folla chiede a Glinda se fosse vero che conosceva Elphaba, che era addirittura un tempo sua amica, la buona e popolare strega decide di dire di sì e di rimembrare tutto il passato. Dopo questo prologo la narrazione si sposta dunque nel passato, partendo dalla nascita di Elphaba. Una bambina la cui vita è stata difficile fin dal primo istante, per via del suo innaturale colore verde che l’ha fatta odiare e temere da tutti, perfino da una parte della sua famiglia. Si era ormai abituata ad una vita in disparte, tant’è che, quando era arrivato il momento di iscriversi all’Università, Elphaba non aveva proprio presentato la sua candidatura, consapevole che non l’avrebbero mai accettata. Così si era limitata ad accompagnare sua sorella Nessarose (Marissa Bode), non immaginando che a volte il destino può cambiare in un attimo. Grazie a quell’incontro e ad un involontario utilizzo della magia viene notata da Madame Morrible (Michelle Yeoh) la quale la convince ad iscriversi all’Università di Shiz. Un barlume di speranza per Elphaba, anche se la salita è appena cominciata. È subito costretta a dividere la stanza con la bella e vanitosa Galinda. Una convivenza che inizialmente sembra impossibile, ma col tempo le due diventano amiche, e inoltre Elphaba diventa sempre più talentuosa nell’utilizzo della magia, tanto da essere convocata dal Mago di Oz alla Città di Smeraldo. La nostra protagonista chiede a Galinda (che ormai è diventata Glinda) di accompagnarla. L’incontro con il Mago non è solo un riconoscimento per il suo talento, ma anche l’occasione per parlargli delle discriminazioni e deportazioni che stanno subendo gli animali parlanti di Oz. L’incanto dei colori e della fama della Capitale però svanisce presto. Elphaba e Glinda scoprono che il misterioso Mago di Oz non è dotato di alcun potere magico.

È un comune prestigiatore atterrato anni fa ad Oz dal Kansas, e che tramite le sue illusioni è riuscito ad ottenere il potere assoluto, mentre Elphaba è in grado di saper leggere ed usare gli incantesimi dell’Orripilario. In quel momento appare anche Madame Morrible, che svela tutti gli altarini. La persecuzione degli animali è tutta opera sua e del Mago, perché Oz sta attraversando una crisi senza precedenti e il popolo ha bisogno di un nemico da odiare per far sì che l’attuale sistema vada avanti. Il Mago e Morrible chiedono ad Elphaba di unirsi a loro in tutto ciò, ma lei prontamente rifiuta e, rubando il libro magico, vola via su una scopa, decisa a combattere per i diritti degli animali e per la verità. Ed eccoci dunque all’inizio di Wicked parte 2. Come accennato alla fine del precedente atto, Glinda ha deciso di unirsi ai due maghi malvagi. Hanno deciso di farla diventare la Strega buona di Oz per contrastare le azioni e la fama della perfida Elphaba. Purtroppo per loro Glinda continua a non dimostrare alcun talento magico, ma questo forse non è davvero un problema. Come per il Mago di Oz, si può apparire magici al popolo anche solo tramite l’illusione. A fare le vere magie ci penserà Madame Morrible. Elphaba viene etichettata ovunque come malvagia, ma lei si limita solo a diffondere la verità, senza però alcun vero successo. Glinda prova a convincerla a tentare nuovamente la carta della diplomazia con il Mago di Oz. Inizialmente accetta, ma, quando capisce che si tratta dell’ennesimo inganno (oltre a una serie di nuovi contrasti, tra cui quello con la sorella Nessarose), decide di accettare il ruolo di Malvagia Strega dell’Ovest che le viene continuamente affibbiato. Il destino è già scritto, ora che è arrivata Dorothy nel regno di Oz? Tutto quello che abbiamo appena letto e ciò che avverrà dopo è da tempo conosciuto da coloro che hanno già visto in passato a teatro il celebre musical composto da Stephen Schwartz (musiche e testi) con libretto di Winnie Holzman. Questo spettacolo è, a sua volta, una versione più leggera, colorata e naturalmente melodiosa del romanzo Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta di Gregory Maguire, che aveva reimmaginato in maniera più drammatica e politica uno dei più grandi capolavori della letteratura fantasy, ossia Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum, unendo elementi dell’altrettanto maestoso lungometraggio del 1939, come il colore verde della Strega (una novità tutta targata Victor Fleming).

Ma questa versione del Il Mago di Oz, al contrario del film con protagonista Judy Garland e del romanzo originale, è conosciuta soprattutto nel mondo anglosassone. Molti in Italia si sono dunque approcciati per la prima volta al mondo di Wicked solamente un anno fa, con l’uscita del primo capitolo, anche grazie alla sontuosa e decisamente inclusiva versione italiana; perché, per merito del doppiaggio (non solo dei dialoghi ma anche delle canzoni) a cura di Ermavilo e Virginia Brancucci, Wicked parte 1 si è rivelato indimenticabile e fruibile a tutti (in particolar modo a coloro che hanno disabilità visive). Il primo atto è stato largamente apprezzato anche dai neofiti, perché si trattava alla fine di una storia del tutto nuova. Se si escluse il “prologo a ritroso”, Wicked parte 1 si può considerare un racconto riuscito perché non aveva ancora intaccato minimamente le parti narrate nel libro di Baum o nel lungometraggio di Fleming. Discorso diverso per Wicked parte 2, perché, con l’arrivo di Dorothy e l’apparizione di altri protagonisti della storia originale, la sceneggiatura (identica a quella teatrale) doveva fare i conti con quest’ultima. E inizialmente Wicked parte 2 sembra fin troppo contraddittorio con l’opera che milioni di persone amano fin dal 1900, ma fortunatamente, alla fine, tutti i nodi vengono al pettine. Il finale di questo secondo atto è coerente sia con Baum che, soprattutto, con Fleming, ma la musica è diversa rispetto al primo. Sembra che le canzoni migliori siano già state cantate un anno fa, Per di più, le emozioni si sono decisamente ridotte, sia perché ci si aspettava una storia meno edulcorata (soprattutto per quel che riguarda il personaggio di Nessarose), sia anche perché due ore e trentotto minuti sono risultate davvero troppe per raccontare pochissimi eventi rispetto al film precedente. Viene da pensare che questa storia si sarebbe potuta condensare benissimo in un solo lungometraggio, ma la necessità di mettere le canzoni dello spettacolo originale ha allungato notevolmente il minutaggio finale. Inoltre, per quanto colorata e musicale, questa saga di Wicked non può essere messa sullo stesso livello della versione di Victor Fleming, e non per un discorso legato alla nostalgia. Wicked è una versione con intento palesemente politico, al contrario del lungometraggio del 1939, che più di tutti ha mostrato le intenzioni ufficiali di Frank L. Baum: una storia scritta unicamente per deliziare i bambini di oggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner