X – Men: Dark Phoenix, l’atto finale

La saga degli X – Men, iniziata nel 2000, volge al termine con l’attesissimo capitolo X – Men: Dark Phoenix, scritto e diretto da Simon Kinberg.

Nel corso di una missione nello spazio, la mutante Jean Grey sopravvive miracolosamente ad un’entità cosmica che le conferisce poteri incredibili. Quando torna sulla Terra, Jean dovrà fare i conti con i suoi nuovi poteri e i suoi demoni interiori. Le sue azioni creeranno una frattura fra gli X-Men proprio quando dovranno affrontare un nemico molto pericoloso.

X – Men: Dark Phoenix è un lungometraggio molto umano e drammatico che vuole riflettere sui concetti di destino e identità. Il gruppo di supereroi, infatti, è eterogeneo, ma la loro forza è proprio nell’unione, nella famiglia in senso tradizionale.

Come ha dichiarato lo stesso regista: “La saga della Fenice Nera è una delle più amate della storia degli X-Men, soprattutto perché non divide nettamente i personaggi positivi da quelli negativi, il bianco dal nero”. Infatti, la protagonista è un supereroe fondamentalmente buono che smarrisce la retta via, per poi trovare la redenzione.

Kinberg, fin dal 2006 ha collaborato in veste di scrittore e/o produttore ai film degli X-Men. In questo atto finale, però, il regista -sceneggiatore ha preferito dare una connotazione diversa alla saga dei supereroi, mischiando fantascienza e dramma.

Se questo da un lato regala profondità e maggior coinvolgimento dal punto di vista narrativo, dall’altro fa perdere la spettacolarità visiva delle scene di azione. Così, il film nasce come blockbuster di supereroi per divenire una melensa e, a tratti, noiosa storia drammatica.

Inoltre, l’insieme ha subito diversi cambiamenti in corso d’opera, tra cui un finale differente da quello previsto originariamente e lo slittamento dell’uscita sul grande schermo.

Nel cast, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Sophie Turner, Tye Sheridan, Alexandra Shipp e Jessica Chastain.

X – Men: Dark Phoenix, in sintesi, è un atto finale ricco di riflessioni buoniste e poca spettacolarità.

 

 

Anastasia Mazzia