Ci sono artisti che fanno musica perché ci sono nati dentro, e artisti che ci arrivano perché non avevano altra scelta. Yimp appartiene alla seconda categoria, e non lo nasconde. Nato in Burkina Faso, arrivato in Italia nel 2018, ha cominciato a scrivere dopo la morte del fratellino: non come terapia, non come strategia artistica, ma come unico modo per non sprofondare. “All Flowz” è il singolo con cui questo rapper venticinquenne entra in rotazione radiofonica nazionale, e porta con sé tutto quel peso senza però schiacciare l’ascoltatore. Il brano parla di strada, di pregiudizi, di come ti guardano appena capiscono chi sei o come ti vesti. E parla dell’unica risposta possibile a quello sguardo: accettare senza vergogna ciò che si è, portarlo con orgoglio. Il brano è un feat registrato a Ouagadougou, con un’energia collettiva che si sente in ogni barra. La dinamica di gruppo ha reso il risultato più vivo di quanto sarebbe stato con un approccio solitario: ogni voce aggiunge un punto di vista, e l’insieme funziona come un manifesto condiviso. Il chiusura con il tributo ai veterani dell’hip-hop non è un gesto retorico, ma un posizionamento preciso dentro una tradizione che Yimp sente sua. Un singolo che vale come carta d’identità. Si capisce subito chi è questo artista e dove vuole arrivare.

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