Zombi new millennium, Mindcreep e Carne morta: in dvd il trittico splatter di Alex Visani

Zombi new millennium, Mindcreep e Carne morta sono tre titoli che, senza ombra di dubbio, non diranno assolutamente nulla a coloro che vivono in maniera esclusiva di celluloide mainstream, di costosissimi cinecomic targati Marvel e DC, di spaccati politico-sociali italiani tutti uguali a se stessi e di cartton Disney/Pixar.

Ma sono tre titoli che, sicuramente, conoscono bene i collezionisti doc di tutto ciò che rientra nel cinema horror, soprattutto se parliamo di produzioni underground realizzate con tanta fantasia quanta è la pochezza di mezzi.

Tre titoli che, concepiti a XXI secolo appena avviato e resi ora disponibili su supporto dvd da Home Movies, portano la firma dell’umbro Alex Visani, giovane videomaker che ha iniziato la propria filmografia totalmente indipendente con Blade killer – L’inferno di Nicholas, del 1999, per poi approdare nel 2018 all’interessante Stomach.

 

Zombi new millennium (2000)


Esperto di esoterismo, Daniel alias Dan Sabatta intende conquistare arcani poteri facendo coincidere la dimensione umana, internet e quella dei demoni, tanto da arrivare a creare un virus subliminale che, però, finisce soltanto per diffondere un’epidemia di zombi affamati di carne umana.

Zombi che, in verità, a causa della presenza di evidenti denti aguzzi ricordano, nel look, molto più i demoni visti nell’omonimo film diretto da Lamberto Bava; man mano che la director’s cut in questione (neppure un’ora e dieci di durata) sguazza, come c’era da aspettarsi, in mezzo a frattaglie e liquido rosso.

Il tutto messo in piedi in maniera molto artigianale e trasudante le ingenuità tipiche del lavoro amatoriale; ma, ulteriormente complice la qualità grezza e sporca dovuta al formato Video8 in cui venne girato, ci riporta proprio ad un’epoca che ancora non aveva conosciuto la limpidezza del digitale e che in opere casalinghe come quelle di Visani individuava un certo pionierismo dovuto ad una forte passione per il genere.

Con sezione extra rappresentata dal trailer, dallo short Ultimo spettacolo, del regista stesso, e da un’introduzione al film da parte di quest’ultimo.

 

Mindcreep (2001)


Chi è quel misterioso individuo mascherato che sembra conoscere ogni più recondito angolo della personalità di Giona, interpretato da Corrado Ficola e risvegliatosi da un incubo sanguinario? E chi sono quei ragazzi che sembrano essere intrappolati in un sonno perenne e che, improvvisamente, cominciano a morire uno dopo l’altro?

Sono gli interrogativi su cui si basa il plot di questa terza fatica visaniana che, a differenza di Blade killer – L’inferno di Nicholas e di Zombi new millennium, non circolò quasi per niente sugli schermi dei festival specializzati.

Terza fatica dal respiro altamente onirico e che si concretizza in ritmato horror psichedelico a proposito di cui, però, è bene non aggiungere nient’altro in modo da evitare di rovinare sorprese a coloro che ancora non hanno avuto modo di visionarla.

Ci limitiamo soltanto ad anticiparvi che, tra un cuore strappato a mani nude, un demonico clown in agguato e perfino un momento di cannibalismo, sono tante le tematiche affrontate – dal razzismo alla solitudine, passando per il materialismo, l’avidità e la droga – nel corso della oltre ora e venti accompagnata nel comparto extra dalla consueta introduzione di Visani, dal suo cortometraggio Odio e dal breve backstage di questo.

 

Carne morta (2002)


È lo stesso Alex Visani a prestare il volto a un omicida che, dinanzi al cadavere di una ragazza che ha ucciso, si accinge a raccontarle due storie macabre.
Del resto, come dichiarato dal cineasta stesso, l’intenzione dell’operazione è quella di mettere in piedi un’opera strutturata su più segmenti, alla maniera del mitico Creepshow di George A. Romero.
Chiaramente, in questo caso stiamo sempre parlando di una produzione concepita senza mezzi e girata in Video8, sebbene, a differenza delle due precedenti, si tratti della prima che il buon Alex ha montato tramite computer e non ricorrendo all’editing analogico in centralina.
Un mediometraggio di soli trentadue minuti, in realtà, il cui filo conduttore, come il titolo suggerisce, è la carne che viene divorata e che si deteriora.
Quindi, con una certa aria di perversione a caratterizzare il tutto, tra immagini a colori e altre in bianco e nero si sguazza in mezzo a sangue, morte, delirio, vendette ultraterrene e, ovviamente, cannibalismo per inscenare prima una giovane che propone le proprie idee ad una coppia di imprenditori del web in crisi economica, poi un televisore intento a lobotomizzare una annoiata donna sola.
Mentre, al di là dell’introduzione di Visani al film, i ricchi contenuti speciali offrono il trailer, i cortometraggi M come Jimmy e La soglia, nonché trailer e making of di quest’ultimo.


Francesco Lomuscio