Oggi abbiamo il piacere di intervistare Marcello Maio per parlare del videoclip “Neruda”, un progetto che racconta attraverso la musica e le immagini un amore intenso, passionale e difficile, ma proprio per questo autentico.
Tra i protagonisti del videoclip ci siamo anche noi, Erika Verduci e Davide, che abbiamo avuto il piacere di interpretare questa intensa storia d’amore, insieme al direttore di Mondospettacolo Alessandro Cunsolo e alle comparse Corinna Ivaldi, Fatima, Sabrina Marenco, Elisabetta Todiere e Diego Marzulli.
Un progetto nato dalla collaborazione e dalla passione di tante persone, con un ringraziamento speciale a Ginevra Ivaldi, che per un giorno ha vestito i panni della regista, e al videomaker Gianni Betta, che ha trasformato questa storia in immagini.
Marcello, “Neruda” racconta un amore intenso e complicato. Che cosa rappresenta per te questa canzone?
“Neruda” per me è il racconto di un amore difficile, ma vero. Parla di due persone con una vitalità e una personalità molto forti, due caratteri che si scontrano, che faticano a incastrarsi.
Eppure, malgrado tutte le difficoltà, malgrado gli scontri e le differenze, c’è un amore che resiste e che vince.
È un amore testardo, passionale. Come quelli che faceva Neruda nelle sue poesie: amori che fanno male, ma senza i quali non si può vivere.
Nel videoclip io e Davide interpretiamo i protagonisti. Perché hai scelto proprio noi per raccontare questa storia d’amore?
Ho scelto voi perché siete esattamente come immaginavo la storia.
Avete una carica emotiva fortissima e una presenza scenica che buca lo schermo. E poi avete quel pizzico di narcisismo che amo sempre, in quelle dosi giuste che non diventano mai veleno per gli altri.
Avete una bellezza che sa di apertura, una cosa che ho avvertito subito a pelle la prima volta che vi ho conosciuti.
Quanto è importante oggi riuscire a raccontare attraverso le immagini ciò che una canzone vuole trasmettere?
È uno dei paradossi più grandi del nostro tempo.
Viviamo tutti con questa sensazione, giusta o sbagliata che sia, che se non si vede, non esiste.
Un videoclip è anche il risultato del lavoro di tante persone. Quanto è stato importante per te il lavoro di squadra?
In queste cose sono molto istintivo. Ci siamo scelti tutti… dalle prime telefonate e dagli incontri ho capito che erano le persone giuste.
Poi io delego molto, perché penso che ognuno di noi, se è animato dalla passione, possa dare il meglio di sé.
Il lavoro di squadra è importante, l’importante è remare tutti dalla stessa parte. Ma poi ci siamo divertiti tutti, siamo anche andati a mangiare insieme alla fine.
Ginevra Ivaldi, nonostante la giovane età, ha avuto anche il ruolo di regista per un giorno. Che impressione ti ha fatto lavorare con lei?
Ginevra ha un talento immenso. Lei, malgrado sia tanto giovane, dà a tutti senso di sicurezza.
Mi ha insegnato che la semplicità e la complessità sono la faccia della stessa moneta.
Parliamo di Gianni Betta, il videomaker. Quanto è stato importante il suo contributo?
Non ha solo girato un video, lo ha sentito.
E quando hai un amico che, oltre alla tecnica, ci mette l’anima, il risultato si vede.
C’è una scena del videoclip che senti particolarmente rappresentativa di “Neruda”?
La scena del brindisi di voi due.
Vino, passione e poesia.
E dà anche un senso di speranza agli amori così focosi, con un bel lieto fine.
Per concludere, qual è il messaggio che vorresti lasciare al pubblico attraverso “Neruda”?
Vorrei che la gente smettesse di cercare l’amore perfetto e iniziasse a proteggere quello vero.
Che è imperfetto, a volte fa incazzare, ma è l’unico che ti salva.
Ringraziamenti
Un ringraziamento speciale a Marcello Maio per averci coinvolti in questo bellissimo progetto, a Ginevra Ivaldi per il suo prezioso contributo come regista, a Gianni Betta per il lavoro come videomaker, al direttore di Mondospettacolo Alessandro Cunsolo e alle comparse Corinna Ivaldi, Fatima, Sabrina Marenco, Elisabetta Todiere e Diego Marzulli.
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito, con professionalità, entusiasmo e passione, a trasformare “Neruda” da una canzone in una storia da vivere attraverso le immagini.












