
La poesia, le immagini, il sentire più che il toccare con mano concreta. “Sottopelle” di Erika Marchioro firma il suo debutto poetico affidando alla parola un viaggio attraverso corpo, memoria, perdita e rinascita. Dove si affronta lutto, dolore, depressione e assenza, si lascia spazio anche alla sensualità, all’amore, all’identità e alla spiritualità, seguendo un movimento che dalle ferite conduce progressivamente verso una nuova consapevolezza. Sono quattro le sezioni che corrispondono ad altrettante tappe emotive. “Senza pelle” racconta la vulnerabilità, la solitudine e la mancanza; “Nella pelle dell’altro” entra nella dimensione del desiderio e dell’incontro; “La pelle nuova” segna il ritorno a sé e la riscoperta della propria identità, mentre “Oltre la pelle” supera la dimensione fisica per aprirsi al sogno, al simbolo e alla spiritualità. Nata e residente a Vicenza, professionista della comunicazione e delle risorse umane, Erika Marchioro considera la scrittura una necessità prima ancora che una scelta. In “Sottopelle” la poesia diventa così uno strumento per dare forma a ciò che spesso rimane invisibile, anche se trovo che un certo modo di fare poesia sia decisamente più visionario e cinematico di altre forme espressive. È il sentire, come scrivo sopra, che qui diviene il ponte ed il metro verso ogni realtà.
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