L’International Horn of Africa Music Festival debutta a Milano, trasformando il Parco Center in un crocevia di suoni, colori e sapori del Corno d’Africa fino al 26 luglio. Asli Haddas, organizzatrice dell’evento e titolare del Gogol’Ostello Spazio Culturale, ha scelto il capoluogo lombardo per far conoscere un patrimonio culturale millenario attraverso una formula esclusiva che combina ricerca accademica e performance live. Con artisti di fama mondiale come HaddinQo e Tommy T, il festival si propone di offrire un’esperienza indimenticabile, arricchita dai sapori autentici della cucina eritrea ed etiope. Haddas ci racconta le motivazioni e le aspettative dietro questa iniziativa pionieristica.

INTERVISTA AD ASLI ADDAS

Signora Haddas, benvenuta su “Mondospettacolo”. Quali sono state le motivazioni principali che L’hanno spinta ad organizzare l’International Horn of Africa Music Festival proprio a Milano e al PARCO CENTER?

La spinta principale è stata la volontà di far conoscere un patrimonio artistico-culturale di grande rilevanza, ma forse ancora poco noto al grande pubblico. Si tratta di una tradizione millenaria che merita uno spazio dedicato per essere approfondita e valorizzata correttamente.

L’evento si distingue per la sua capacità di unire divulgazione accademica e performance live. Può raccontarci di più su come ha concepito questa formula esclusiva e quale impatto si aspetta che avrà sul pubblico?

La formula accademica è fondamentale, poiché era necessario offrire un contenuto di spessore che mostrasse l’importanza del patrimonio culturale di quest’area, andando oltre le sole percussioni africane. La ricerca condotta dalla professoressa Fusari e dal professor Chiriaco enfatizza proprio la capacità componitiva e il “doppio messaggio” delle liriche, realizzate con la tecnica tradizionale della “cera e dell’oro”. Questa tecnica prevede due livelli distinti di significato: uno esplicito e uno più nascosto e profondo. L’obiettivo del festival è quindi fornire spunti per approfondire un patrimonio millenario di inestimabile valore

La presenza di artisti internazionali come HaddinQo e Tommy T è un elemento chiave del festival. Come è riuscita a coinvolgere tali personalità di spicco e che importanza ha per Lei il loro contributo?

Ho conosciuto HaddinQo a distanza in occasione di un evento di beneficenza che, purtroppo, non andò a buon fine per motivi organizzativi. Siamo però rimasti in contatto e da lì è nata l’idea di organizzare qualcosa di interessante per la città di Milano: un festival dove poter presentare i loro lavori. In quel periodo HaddinQo aveva appena pubblicato l’album “Streets of HAddis “, una raccolta stupenda dedicata ad Addis Abeba (il nome d’arte stesso dell’artista è un gioco di parole tra il suo nome, Haddis, e lo strumento che suona, il Masinqo). Proprio in quel periodo è stato premiato agli AFRIMA 2025 come Best African Jazz Artist. Abbiamo colto la palla al balzo per dare vita al progetto, coinvolgendo anche Thomas Gobena (ex bassista dei Gogol Bordello), che conoscevo da tempo. Attraverso vari brainstorming e riunioni a distanza, l’International Horn of Africa Music Festival ha lentamente preso forma.

Il festival include anche un’esperienza culinaria con la cucina tradizionale eritrea ed etiope. Quanto ritiene cruciale questo aspetto per la piena comprensione e celebrazione della cultura del Corno d’Africa?

attraverso la ristorazione cerchiamo di soddisfare tutti i palati, poiché il senso di comunità e condivisione passa inevitabilmente anche attraverso il cibo. La cucina etiope ed eritrea è quindi un elemento d’interesse fondamentale per creare il momento conviviale più adatto alla celebrazione della nostra cultura

Sabato 25 luglio: “Ethiopian Vibe”

Il culmine del festival vedrà salire sul palco i massimi esponenti della scena contemporanea:

Ore 18.00 – HaddinQo & Friends,

“rockstar del Masinqo”, vincitore dell’Afrima 2025 come Best

African Jazz Artist.

Ore 20.30 – Tommy T & Ras Metehat, ex bassista dei Gogol Bordello, icona globale e ambasciatore

di un sound internazionale in grado di miscelare ethio-jazz, soul, funk e reggae.

Tommy T (Thomas Gobena) dal 2006 al 2021 è stato il bassista della celebre band gypsy punk Gogol

Bordello, con cui ha calcato i palchi dei più importanti festival mondiali. È diventato una colonna

portante della sezione ritmica, definendo il suono energico della formazione. Da solista ha pubblicato

l’album “The Prester John Sessions” (2009), un viaggio sonoro acclamato dalla critica che fonde la

tradizione etiope con dub, jazz e reggae. Sostiene una visione della musica senza confini fisici o limitazioni

culturali.Ha lavorato con figure di rilievo della musica etiope ed internazionale, tra cui la cantante Gigi, Wayna

Wondwossen, Aster Aweke, Saba Anglana e tanti altri.

Oltre alla musica, Gobena è profondamente legato alle sue radici ed è stato nominato Ambasciatore

Nazionale UNICEF per l’Etiopia, utilizzando la sua visibilità internazionale per promuovere i diritti dei

bambini, lo sviluppo sociale e la salvaguardia del patrimonio culturale della diaspora africana.

HaddinQo è un virtuoso del masinqo, compositore e figura centrale della rinascita dell’Ethio-jazz

contemporaneo. È universalmente riconosciuto per aver rivoluzionato l’uso del masinqo (il violino

monocorde tradizionale etiope), trasformandolo in uno strumento solista d’avanguardia capace di

dialogare con il jazz, il funk e la world music.

Ha trionfato ai prestigiosi All Africa Music Awards (AFRIMA) 2025 vincendo il premio come Best African

Jazz Artist, consacrando così la sua fusione di tradizione e modernità a livello continentale.

Ha portato la musica etiope su palcoscenici d’élite mondiali ed esibendosi alla Cerimonia del Premio Nobel

per la Pace a Oslo, alla Paris Fashion Week, al Carnevale del Brasile e davanti a 200.000 persone in Meskel

Square ad Addis Abeba.

Ha suonato al fianco delle più grandi leggende della musica etiope, tra cui il padre dell’Ethio-jazz Dr.

Mulatu Astatke e l’iconico cantante Mahmoud Ahmed.

Autodidatta dall’età di diciassette anni, ha successivamente appreso i segreti dello strumento dagli anziani

maestri tradizionali. Con il suo progetto solista, HaddinQo porta avanti la filosofia del “One String One

World” (Una Corda Un Solo Mondo), dimostrando come uno strumento antico e apparentemente limitato

possa farsi veicolo di un impatto culturale globale, inclusivo e moderno.

Domenica 26 luglio: “Eritrean Soul”

Una giornata interamente dedicata alle radici e alle evoluzioni della musica eritrea:

Ore 12.30 – Pranzo habesha

Ore 15.00 – Introduzione alla musica eritrea: un incontro culturale curato da Solomun Bahli,

esperto di storia, strumenti tradizionali ed evoluzione della scena musicale eritrea.

Ore 16.30 – Live Showcase: il palco prenderà vita con il concerto della SINIT band, guidata dalla voce

e dal suono ancestrale del Krar di Mulugheta Ketema.

fb: International Horn of Africa Music Festival

ig:www.instagram.com/intern.hornofafricamusic/

Durante i tre giorni del festival il fotografo Mario Di Bari esporrà le immagini raccolte durante la

propria carriera di tutti i più grandi artisti della scena musicale etiope. Insegnante oggi in pensione e

fotografo milanese, Mario Di Bari ha vissuto per dodici anni ad Addis Abeba, dove ha trasformato la sua

passione per la musica etiopica in un lungo progetto fotografico, documentando per oltre vent’anni i

protagonisti e le leggende della scena musicale locale.

INFORMAZIONI

Dove: PARCO CENTER – Via Ambrogio Binda 30, Milano

Quando: sabato 25 (ore 18:00) e domenica 26 luglio (ore 12:30)

Come arrivare: Metro M2 Romolo / Bus 47 / 74

Biglietti in vendita per sabato 25 e domenica 26 luglio

www.tickettailor.com/events/internationalhornofafricamusicfestival/2275325

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner