Nel sessantesimo anniversario dall’alluvione di Firenze, Angeli del fango — Gli esseri umani quando piove, la nuova produzione del Teatro della Toscana, realizzata nell’ambito del progetto “Diramazioni” con la Città Metropolitana di Firenze, racconta e celebra le figure straordinarie sopraggiunte da tutto il globo in soccorso di una terra deturpata. Per lo più giovanissimi, inesperti, sconosciuti gli uni agli altri, ma accomunati dalla voglia di salvare il presente (3-13 novembre al Teatro della Pergola, poi al Teatro Era di Pontedera, Castelfiorentino, Antella/Bagno a Ripoli, Pontassieve, Empoli, Badia di Settimo/Scandicci).
In memoria dell’alluvione del 4 novembre 1966 ci sarà anche Flusso | Ballo 1966 produzione Teatro della Toscana in collaborazione con CanGo, un’azione coreografica firmata da Virgilio Sieni a Firenze il 14 novembre e a Pontedera il 17 novembre. Costruita con la partecipazione di cittadine e cittadini di ogni età e abilità, l’azione di Virgilio Sieni si svolge in Piazza del Carmine a Firenze e nel Cortile interno del Teatro Era a Pontedera attraverso semplici dettagli di gesti inventati. Il termine per candidarsi è l’11 novembre. Tutte le info su www.teatrodellatoscana.it
14 novembre, ore 14 lezione / ore 16 performance | Piazza del Carmine, Firenze
17 novembre, ore 17:30 lezione | Cortile interno del Teatro Era, Pontedera
Virgilio Sieni
FLUSSO | BALLO 1966
In memoria dell’alluvione del 4 novembre 1966
lezione tenuta da Virgilio Sieni
realizzato da Teatro della Toscana
in collaborazione con CanGo – Centro di Rilevante Interesse per la Danza
Costruita con la partecipazione di cittadine e cittadini di ogni età e abilità, l’azione si svolge nelle strade e nelle piazze attraverso semplici dettagli di gesti inventati. Virgilio Sieni la descrive come una pratica di rammemorazione nella forma del confronto e del dialogo: «Un modo di accordarsi tra persone | l’accordo come pratica sensibile in cui l’uno si affida all’altro, ricercando la linea comune della fratellanza e della sorellanza». La memoria dell’alluvione diviene, nelle parole del coreografo, «elemento sorgivo e aurorale».
Cos’è questo rammentare il flusso inarrestabile di un fiume che nel novembre 1966 inondò e devastò intere aree del territorio, sommergendo abitazioni e suolo, coinvolgendo tragicamente persone e animali, luoghi e attività?
Secondo la maniera socratica rammentare diviene una pratica maieutica per riflettere secondo la forma del confronto e del dialogo. In questo senso Flusso | Ballo 1966 è un modo di accordarsi tra persone, cittadine e cittadini di ogni età e abilità. L’accordo è una pratica sensibile dove l’uno si affida all’altro ricercando la linea comune della fratellanza e della sorellanza. Ci riverseremo nelle strade e nelle piazze e praticheremo insieme semplici dettagli di gesti inventati, per costruire il fluire amico che alloggia nella cura dell’individuo e dei luoghi da esso abitati. Lentamente esploreremo le ragioni del corpo, di come la prossimità e l’ascolto reciproco costituiscano un bacino democratico dove la memoria diviene elemento sorgivo e aurorale.
L’ALLUVIONE DEL 4 NOVEMBRE 1966
L’alluvione di Firenze ha inciso profondamente sull’immaginario collettivo: le immagini di libri intrisi d’acqua, dipinti sfregiati e mani che recuperano reperti, sono diventate simboli della fragilità del patrimonio e della tenacia civica. L’acqua, doppia figura di distruzione e rinascita, ha assunto valore metaforico, usata per pensare vulnerabilità, perdita e possibilità di cura. Nel linguaggio comune sono entrate immagini della ferita e del restauro, che modellano come si raccontano tragedie e resilienze. Nell’arte e nella letteratura la ferita stessa è divenuta materiale estetico: frammenti, macchie, imperfezioni trasformati in segni di memoria attiva. Così l’alluvione non è solo evento storico, ma lente immaginativa attraverso cui l’Italia interpreta il rapporto con il passato, la responsabilità collettiva e il confine tra perdita e speranza.
Firenze
Deadline call 11 novembre
Per candidarsi, è necessario compilare il modulo di iscrizione su www.teatrodellatoscana.it
Abbigliamento
Si richiede di indossare abiti bianchi o, in alternativa, una maglia bianca.
Si consigliano scarpe comode.
Percorso
La performance prevede un breve percorso a piedi.
In caso di maltempo
In caso di maltempo, l’organizzazione provvederà a contattare i partecipanti qualora la lezione e la performance non possano svolgersi.
Pontedera
Deadline call 11 novembre
Per candidarsi, è necessario compilare il modulo di iscrizione su www.teatrodellatoscana.it
Abbigliamento
Si richiede di indossare abiti bianchi o, in alternativa, una maglia bianca.
Si consigliano scarpe comode.
17 > 18 novembre, ore 20:30 | Teatro Era
PREGHIERA
Tempi di guerra
coreografia, spazio, luci Virgilio Sieni
musica originale Ascari
costumi Veronica Cornacchini
danza e collaborazione coreografica Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Vanessa Mattei Scarpaccini, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo, Linda Pierucci
collaborazione drammaturgica Gabriella Ripa di Meana
iconografia fotografica Paolo Pellegrin
produzione CanGo – Centro di Rilevante Interesse per la Danza, Fondazione Teatro Piemonte Europa, Teatro della Toscana
In scena al Teatro Era il 17 e 18 novembre anche la nuova creazione di Virgilio Sieni Preghiera – Tempi di guerra che nasce dall’urgenza di riflettere sul presente. Una preghiera danzata in cui sette interpreti si affidano all’ascolto del gesto per rispondere alla tragicità dei conflitti. La danza si fa così strumento di resistenza poetica e civile. Una produzione CanGo – Centro di Rilevante Interesse per la Danza, Fondazione Teatro Piemonte Europa, Teatro della Toscana.
Biglietti
Intero
Posto unico € 22
Ridotto Over65 e Convenzioni
Posto unico € 20
Ridotto Soci Unicoop Firenze
Posto unico € 20
Ridotto Under35 e Abbonati
Posto unico € 18
Biglietteria
Parco J. Grotowski – Via Indipendenza, Pontedera (PI)
dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19 e in occasione degli spettacoli da 1 ora prima dell’inizio della recita
0587.213988