Una giornata di incontri in Lombardia per preparare una manifestazione contro il caro carburante, il sostegno all’Ucraina e l’Unione Europea. Coinvolti, secondo la comunicazione ricevuta, rappresentanti di gruppi legati ai trasporti e all’agricoltura.

Di Alessandro Cunsolo

Portare a Milano una manifestazione che riunisca le rivendicazioni di tassisti, camionisti, agricoltori e allevatori. È l’obiettivo degli incontri in Lombardia descritti nella comunicazione trasmessa a Mondospettacolo, con al centro Roberto Jonghi Lavarini, noto come «il barone nero», esponente della destra sociale e identitaria e sostenitore di Roberto Vannacci.

Secondo il testo ricevuto, Jonghi Lavarini ha incontrato rappresentanti del neonato Comitato Patrioti Taxisti Milanesi, dei camionisti del gruppo I Bisonti e degli agricoltori e allevatori lombardi dei Gruppi di Azione Agraria.

Il confronto è stato dedicato alla preparazione di una mobilitazione contro il caro carburante, affiancando alle rivendicazioni economiche una contestazione politica del sostegno all’Ucraina e dell’Unione Europea.

Trasporti e agricoltura: il tentativo di costruire una mobilitazione comune

Il progetto punta a riunire realtà appartenenti a settori diversi intorno alle difficoltà denunciate dai promotori: costo del carburante, carovita, pressione fiscale e adempimenti burocratici.

Nel racconto degli incontri, questi problemi vengono presentati come ostacoli alla sostenibilità del lavoro e alla tenuta economica delle famiglie. L’intenzione dichiarata è trasformare il confronto tra i gruppi coinvolti in una manifestazione condivisa nel capoluogo lombardo.

Le presenze indicate riguardano i rappresentanti dei gruppi citati nella comunicazione, senza che il testo documenti un’adesione generale delle rispettive categorie professionali.

Jonghi Lavarini: «Le categorie produttive sono allo stremo»

Le dichiarazioni attribuite a Jonghi Lavarini esprimono una critica molto dura, che collega le difficoltà economiche denunciate alle scelte del governo:

«Le categorie produttive sono allo stremo, lavorano senza guadagnare nulla, massacrati da carovita, tasse e burocrazia. I lavoratori e le loro famiglie non arrivano più a fine mese. E il governo Meloni continua a buttare i soldi del popolo italiano nei cessi d’oro dei corrotti politicanti ucraini: una follia, un tradimento dei nostri sacrosanti interessi nazionali».

Sono parole che definiscono il tono politico dell’iniziativa. Le accuse contenute nella dichiarazione restano attribuite a Jonghi Lavarini: il materiale trasmesso alla redazione non allega documentazione a sostegno delle affermazioni sulla corruzione e sulla destinazione dei fondi italiani.

Il messaggio dei promotori è comunque esplicito: chiedere una diversa priorità nell’impiego delle risorse pubbliche, mettendo al centro le esigenze economiche dei lavoratori e delle loro famiglie.

La contestazione dell’Unione Europea e del sostegno all’Ucraina

La manifestazione immaginata non si limita dunque al prezzo dei carburanti. Nel testo ricevuto, la protesta viene collegata anche all’opposizione al sostegno al governo ucraino e a una critica dell’Unione Europea, definita polemicamente «dei burocrati e dei banchieri».

L’impostazione descritta affianca così rivendicazioni professionali e posizioni di politica internazionale. È su questo insieme di temi che Jonghi Lavarini e gli altri partecipanti intendono costruire il percorso verso la piazza milanese.

Gli altri partecipanti agli incontri

Ad accompagnare Jonghi Lavarini, secondo la comunicazione, c’era Stefano Tardugno, presentato come presidente emerito dell’Unione Patriottica, movimento politico apartitico.

Erano presenti anche Giovanni Trombetta e Mauro Rotunno, indicati nel testo come esperti di economia, finanza e geopolitica.

La comunicazione riferisce che i due hanno illustrato dati numerici e analisi ai rappresentanti dei settori coinvolti. Le cifre, le fonti e i documenti utilizzati non sono però riportati nel materiale ricevuto e non possono quindi essere esaminati nel dettaglio in questo articolo.

Una manifestazione in preparazione

L’incontro viene presentato come un passaggio organizzativo verso una grande manifestazione a Milano. Nel testo trasmesso non sono indicati la data, il punto di ritrovo, l’eventuale percorso o il programma.

Si tratta quindi, per quanto comunicato, di un’iniziativa in preparazione, non ancora di un appuntamento corredato da tutte le informazioni necessarie per partecipare.

La notizia è il tentativo di costruire una mobilitazione comune tra i gruppi coinvolti, unendo la protesta sul costo del lavoro e della vita a una netta opposizione alle scelte politiche contestate da Jonghi Lavarini. I prossimi dettagli organizzativi permetteranno di comprendere quale forma assumerà questo progetto.

Fonte principale: comunicazione fornita alla redazione, dalla quale sono tratti il resoconto degli incontri, i nomi dei partecipanti, le qualifiche indicate e le dichiarazioni. Il riferimento al sostegno di Jonghi Lavarini a Roberto Vannacci trova un riscontro di contesto anche nel servizio del Fatto Quotidiano dell’11 giugno 2026, che riguarda un diverso appuntamento politico milanese.

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