Enrico Claudio Possetto, nato a Pinerolo (Torino) il 17 marzo 1954 e attualmente residente a Castelletto Uzzone (Cuneo), ha vissuto una vita professionale itinerante che lo ha portato a lavorare in diversi paesi del mondo. Ha trascorso molti anni nello Yemen, fino al 1999, e successivamente in Libia dal 1999 al 2014, con un breve soggiorno in Turchia tra il 2002 e il 2003. Questa esperienza pluridecennale in paesi caratterizzati da conflitti e guerre etniche ha profondamente influenzato la sua scrittura, che si distingue per la minuziosa descrizione dei luoghi e la creazione di personaggi come Johanna e Giorgio, che si confrontano con le sfide di questi ambienti ostili grazie all’aiuto di pochi amici fidati. La sua scrittura, che attinge sia dall’esperienza personale sia dall’osservazione diretta, vi trasporterà in un mondo crudele e corrotto, dove milioni di persone subiscono ogni giorno le conseguenze di una politica oppressiva. Dopo una lunga carriera professionale, Enrico Claudio Possetto è andato in pensione nel 2018 e si è trasferito definitivamente a Castelletto Uzzone, dove può finalmente dedicarsi alla sua vera passione: la scrittura. Qui, immerso nella bellezza delle Langhe, trova l’ispirazione per creare romanzi ambientati in Piemonte, che gli permettono di esprimere la sua profonda connessione con la terra e la cultura della sua regione. La sua penna, già affinata dalle esperienze precedenti, non perde colpi e anzi rafforza le ambientazioni con personaggi sempre ben delineati e trame che lasciano il lettore con il fiato sospeso. Come sempre accade nei suoi racconti, la tensione e la suspense si intrecciano con la profonda conoscenza dei luoghi e delle persone, creando un’atmosfera unica e coinvolgente che cattura il lettore fin dalle prime pagine. È nostro piacere presentarvi lo scrittore Enrico Claudio Possetto, le cui opere vi condurranno in un viaggio emozionante e coinvolgente.

Ciao Claudio, sono felice di poterti intervistare, grazie per il tuo tempo. La curiosità di chi intervista è quasi sempre chiedere allo scrittore come si è arrivati a scrivere e quale è stato il percorso letterario che ti ha dato la spinta.

I primi due libri sono stati scritti in Libia, nell’oasi di Ghat, sud-ovest del deserto del Sahara. A causa della guerra in corso era impossibile rientrare in Italia, non si poteva muovere liberamente e la sera, il venerdì che per l’islam è il giorno festivo come noi la domenica, scrivevo, passavo ore in quel modo. L’alternativa era guardare la televisione, che raramente riceveva il segnale o leggere, ma i libri che erano con me li avevo letti tutti. Scrivevo per me, per una soddisfazione personale. Per sentirmi libero, per impegnare la mente in qualcosa che non fosse la situazione non proprio tranquilla, in cui mi trovavo.

Il mio primo tentativo di romanzo è stato scritto senza una trama precisa passando al capitolo successivo senza sapere che cosa sarebbe capitato. La mia prima esperienza di scrittore ha prodotto in venti giorni un romanzo di centoventi pagine che, dopo averlo letto, ho deciso di buttare. Ho provato nuovamente costruendo una trama, non definitiva ma più articolata da seguire come traccia ed è nato il primo romanzo “L’isola di Arkoi.”

Che altro aggiungere? Ho scritto altri quattro romanzi, sempre con gli stessi personaggi, essi continuano a muoversi, pensare, parlare, amare, fare cose giuste o sbagliate, a esistere. Essi continueranno ancora a esistere per me, io per loro, per raccontare la loro storia che prosegue.

Qual è il legame emotivo e culturale che ti unisce al Piemonte, alla Libia e allo Yemen, e in che modo queste esperienze hanno influenzato la tua scrittura e l’ispirazione per i tuoi romanzi?

I luoghi dove si svolgono le indagini sono un altro protagonista, per me molto importante. Sono paesi che conosco bene essendoci stato o vissuto per anni. Sono culture diverse, religioni diverse, modi di pensare e di vivere diversi, lontani dal nostro modo di vivere e ragionare. Ovviamente in queste società ci sono realtà che sono per noi accettabili, altre meno, come anche nella nostra. Ho cercato di rappresentare i paesaggi e le usanze locali, in modo vero, come sono rimaste indelebili nei miei ricordi. Mentre scrivevo, avevo in mente la fotografia di quello che cercavo di raccontare, credo che le parole siano l’unico modo per descrivere un‘immagine. Lo Yemen è un Paese bellissimo, per noi diverso ma elegante, la popolazione ha valori di onestà e correttezza, anche se erano tutti armati non ho quasi mai avvertito un senso di pericolo, per loro esiste ed è importante l’onore e il rispetto. Lo Yemen è per me quasi una seconda patria, purtroppo oggi arrivano solo notizie di bombardamenti, epidemie e fame, di morti come in tutte le guerre.

E la Libia?

La Libia è un Paese preda del caos. Due governi rivali lottano da quattordici anni per il controllo del paese, ma sono le milizie locali e i gruppi potenti a decidere. La guerra civile ha distrutto il paese, creando una Libia frammentata, lontana dalla prosperità di un tempo. Resta comunque un paese bellissimo con importanti siti archeologici della civiltà romana e greca, le spiagge lungo quasi tutta la costa mediterranea e il deserto del Sahara, imponente, davvero un mare di sabbia senza fine. Un susseguirsi di dune sempre diverse, nel deserto puoi essere finalmente te stesso senza filtri, nel completo silenzio, sotto un cielo stellato scuro ma luminoso. Oasi sparse nel nulla, appaiono come piccole macchie su una tela con lo sfondo giallo, color oro, se lo guardi meglio è anche arancione, rosso, bianco, abbagliante. Il deserto gioca con i colori delle sue dune di sabbia, ogni ora del giorno mostra un colore diverso, come una ragazza sognatrice che cambia costume più volte al giorno

Qual e il tuo processo creativo quando inizi a scrivere un nuovo romanzo?

Ho già risposto in parte a questa domanda. A volte viene in mente un’idea, un inizio, questo mentre guidi la macchina, stai cenando o vai a dormire la sera. L’idea arriva in momenti in cui non stai pensando a un romanzo, arriva e basta. A volte sono pensieri da buttare che non hanno possibilità di sviluppo. Altre invece catturano l’attenzione, creano interesse, in quel caso devo andare subito a scrivere una traccia di poche pagine da cui potrebbe uscire qualcosa d’interessante, In genere, quando penso di avere una buona trama, inizio a scrivere e vado avanti fino alla fine, tempo a disposizione permettendo. Lo abbandono alcuni mesi poi lo rileggo aggiungendo o togliendo parole, frasi, ampliando concetti, Non è cattiva abitudine lasciarlo ancora qualche mese nel cassetto per poi rileggerlo, correggendolo alcune volte fino a quando non c’è più nulla da migliorare.

E come sviluppi i tuoi personaggi e le trame dei tuoi romanzi?

Quando mi siedo davanti al video del computer, i personaggi arrivano nella mia mente accompagnati da altre persone, comparse non sempre buone, le cattive compagnie esistono anche nella vita nel mondo reale. Ci sono gli scontenti, quelli afflitti da malattie del corpo e della mente, altri disordinati nel loro esistere. Ci sono anche quelli confusi, complicati, i rivoluzionari che credono nei loro ideali, i credenti di ogni religione, gli atei, le miserie del mondo in cui viviamo.

Io cerco di tenere conto dei loro sentimenti, anche delle aspirazioni, dei loro pensieri e voglie. Non è facile penetrare fino in fondo alla loro anima, ci vuole tempo e impegno, ci provo non sempre con buoni risultati. Arrivano anche personaggi che non mi piacciono, allora non li considero oppure fanno un breve ingresso nelle pagine del libro e scompaiono, il bello di essere l’autore è anche questo: poter decidere in qualsiasi momento del loro destino, del loro futuro. Una narrazione senza personaggi e comparse, sarebbe come guardare una tela bianca sulla quale il pittore deve ancora iniziare il suo lavoro. Se i personaggi non agiscono, parlano, pensano, la storia non inizia o si blocca, questo a volte capita davanti alla pagina bianca, quando non si ha la giusta predisposizione per scrivere, quando i pensieri sono altri e loro scappano dalla mente.

In quel caso la pagina resta bianca, oppure è cancellata dopo averla scritta, perché non soddisfa. Ovvio che la scrittura di qualsiasi persona rispecchia il suo carattere, anche il suo modo di pensare e porsi nei confronti della vita. Cerco di comprendere i miei personaggi, a volte senza riuscirci pienamente, perché e vero che rappresentano quello che desidero da loro, ma nello scorrere delle pagine acquisiscono la loro autonomia di decisione e pensiero.

Come descriveresti lo stile e il tono dei tuoi romanzi?

Dovrebbero rispondere a questa domanda le persone che hanno letto i romanzi. Cerco di restare attinente alla storia che cerco di raccontare senza divagare in pagine che potrebbero anche non esserci. Quando rileggo e correggo il testo, in genere elimino parti inutili che ritengo annoino il lettore. Penso che un giallo debba essere ricco di colpi di scena, d’indizi, di movimento, credo che troppa descrizione appesantisca la storia raccontata.

Quali sono i personaggi o le storie che ti sono più cari tra quelli che hai creato?

Ci sono personaggi che gradisco, altri meno. Ogni personaggio nasce, cresce, poi cammina da solo, l’autore lo crea, in seguito assume vita propria. La realtà in cui si vive, regala tanti elementi per interpretare una qualsiasi situazione che si crea nel romanzo che si sta scrivendo, decifrare il modo di comportarsi di una persona. Certo, i personaggi sono scelti per confermare e dare forza all’idea iniziale, la storia che si sta raccontando, ma a volte sfuggono, cercano e trovano il loro spazio. L’autore diventa un testimone che racconta quello che sta capitando, non condanna le scelte, le emozioni o la follia di un personaggio. Semplicemente lo racconta, sarà poi il lettore a giudicare. I personaggi più cari:

Giorgio Onici è un protagonista, forse il principale, un protagonista all’inizio debole, dal carattere buono e mite, una persona che trovandosi in situazioni difficili da affrontare è spesso incapace di reagire (per chi ha letto “L’Isola di Arkoy”). Dal secondo romanzo, inizia una trasformazione e gradualmente diventa un personaggio più forte, che commette errori, odia l’ingiustizia. All’inizio di ogni avventura non vorrebbe essere coinvolto, quando per accontentare la compagna accetta, diventa un elemento prezioso per le indagini.

Johanna Rachidi compare a metà del primo libro e affianca Giorgio. Lei è fin da subito un personaggio forte, che va avanti con sicurezza, che affronta le situazioni. La capacità di un personaggio di essere debole o forte dipende anche dalle circostanze che l’autore decide per loro. Johanna è una donna che ha più paura dell’amore che di un’arma puntata verso di lei, una donna che sa agire ma è indifesa davanti alle emozioni e sensazioni comuni. Alla fine, è spesso lei che risolve le situazioni difficili, che decide che cosa fare.

Samuel Goldemberg è un personaggio difficile da definire, lascio al lettore di giudicare se è forte o debole, in lui convivono due anime. Un medico con un passato nei servizi segreti del suo paese. Un passato che era diventato stretto, che ha abbandonato per collaborare con un’organizzazione umanitaria che opera nel Sud del Sudan. Ama l’avventura e si lascia trascinare quando è chiamato per le indagini. La sua compagna Diana invece vorrebbe che restasse sempre con lei, che non rischiasse la vita.

Il commissario Manago è un personaggio nuovo, protagonista del prossimo libro che sarà pubblicato “Un paese dove non succede mai nulla”, ambientato a Cortemilia sull’alta langa piemontese. È un uomo scontento della vita, abbandonato dalla moglie, eccede nel bere.

I personaggi che ho creato o raccontato mi piacciono, a volte penso che sarebbe meglio fare morire uno di loro, ma non riesco a deciderlo. M’infastidisce troppo e dovrei anche scegliere, preferisco evitarlo e la storia va avanti ugualmente. Sono i miei personaggi, non posso farli morire ma so che prima o poi, dovrà capitare

Qual è il tema centrale del tuo ultimo romanzo e come lo hai sviluppato?

Ambientato a Cortemilia, Manago viene incaricato dell’indagine, con l’aiuto di un ispettore e un viceispettore raccolgono informazioni e testimonianze. Ci sono aspetti da chiarire e scoprono indizi, potrebbe non essere un suicidio. Indagano anche su delitti commessi venti anni prima cercando un collegamento. A complicare le indagini trovano un secondo suicidio, un’amica della prima vittima. Alla fine, si scopre che il paese tranquillo, dove non succede nulla, in realtà non lo è, molti sono i fatti avvenuti che tutti cercano di nascondere. Nella vicenda s’inserisce anche un agente dei servizi segreti che non chiarisce il suo ruolo. Scoprono maltrattamenti nei confronti di una donna e un traffico di droga di discrete dimensioni, senza riuscire a collegare tra di loro le varie indagini. La polizia ha in mano solo indizi e sospetti senza nessuna prova per arrestare il responsabile, sembra che i malfattori siano informati delle loro scoperte. Solo alla fine, dopo numerosi intrighi e colpi di scena, si comprende chi sono i colpevoli ma non è stato ancora identificato il capo della banda criminale.

Vuoi parlare della vita dei tuoi romanzi per farli conoscere al pubblico? A quanto pare hai già una serie di opere in cantiere, e personalmente ho avuto l’onore di leggere la prima stesura del commissario Manago, ma so che stai già lavorando alla sua prosecuzione: ce ne vuoi parlare?

Per fare un po’ di chiarezza, elenco i romanzi pubblicati:

“L’ISOLA DI ARKOI”, (Araba Fenice) pubblicato nel 2016. Protagonisti Giorgio e Johanna.

“LA MONTAGNA DEGLI SPIRITI”, (Araba Fenice) pubblicato nel 2020. Protagonisti Giorgio e Johanna ambientato il Libia.

“L’ERBA CHE SORRIDE”, (Araba Fenice) pubblicato nel 2022. Protagonisti Giorgio e Johanna, ambientato nello Yemen.

“PIAN D’LA FEIA” (Araba Fenice) pubblicato nel 2024. Protagonista un giornalista di nome Diego, ambientato nell’alta Langa della provincia di cuneo.

Romanzo pronto per la pubblicazione:

“UN PAESE DOVE NON SUCCEDE MAI NULLA” (Titolo provvisorio). Protagonista il commissario Manago ambientato a Cortemilia.

Romanzi completi ancora da rivedere:

“CHI È NORA WRIGHT?” (Titolo provvisorio). Quarto romanzo con protagonisti Giorgio e Johanna, ambientato in parte in Etiopia.

“Il RUMORE DEL SILENZIO” (Titolo provvisorio). Quinto romanzo con protagonisti Giorgio e Johanna, ambientato in parte in Pakistan.

“Il DISEGNO Di ANGELA” (Titolo provvisorio). Secondo romanzo con protagonista il commissario Manago, ambientato in provincia di Cuneo.

Attualmente sto lavorando al romanzo:

“REGOLAMENTO DI CONTI”, (Titolo provvisorio) con nuovi protagonisti.

Hai utilizzato un dipinto di tua moglie Noemi, realizzato nello Yemen come copertina del tuo romanzo “L’erba che sorride”, che personalmente trovo stupendo. Ma oltre a questo tua moglie è stata anche la musa ispiratrice per i tuoi romanzi?

Sono stati utilizzati quadri di Noemi per la copertina dei romanzi “L’erba che sorride” e “Pian d’la Feia” e ritengo sia possibile continuare in questo modo anche con le prossime pubblicazioni. Mia moglie è stata importante per riuscire a scrivere i romanzi di cui stiamo parlando, importante per la sua presenza, i suoi consigli e soprattutto per la comprensione. Quando scrivo un romanzo, per un periodo mi assento quasi completamente, resto isolato e passo lungo tempo davanti alla tastiera del portatile. Quindi ringrazio per la tolleranza e anche sopportazione, oltre allo stimolo a procedere con la mia passione dello scrivere.

Grazie per averci fatto attraversare deserti infuocati, città labirintiche e confini precari, trasportandoci in luoghi lontani e pericolosi. I tuoi personaggi Johanna e Giorgio sono due eroi moderni che si muovono con agilità e intelligenza in un mondo di spionaggio e rapimenti, dove la corruzione e la violenza sono all’ordine del giorno. Con la tua scrittura avvincente e precisa, ci porti dentro ad atmosfere tese e cariche di suspence e ci fai vivere emozioni e paure. Hai la capacità di creare mondi complessi ed affascinanti, popolati da personaggi credibili ed interessanti. Un vero e proprio dono. Siamo alla fine di questa intervista, nella quale ci hai fatto conoscere i tuoi personaggi. Aspettiamo di poter leggere i tuoi nuovi romanzi e spero di aver stimolato i lettori di Mondospettacolo a leggerti.

Ringrazio te per le domande cui è stato interessante rispondere. Spero che chi leggerà i miei libri s’identifichi, trovi parti del romanzo o personaggi che lo attraggono, che richiamano nella sua mente emozioni dimenticate o vissute, in questo modo i personaggi vivono e continueranno a vivere. Spero che, arrivato alla fine del libro, il lettore senta di conoscere i personaggi quasi come se fossero reali, di averli compresi. Spero che sia piaciuto leggere e di aver passato qualche ora liberando la mente, di essere stato coinvolto nella storia che ho cercato di raccontare.

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