L’ingresso di un nuovo talento nel panorama discografico italiano raramente porta con sé una carica identitaria così definita e profonda. Carolina (all’anagrafe Carolina Todisco, classe 1998) debutta ufficialmente l’8 settembre con “Sikem”, un brano che fonde l’energia trascinante del pop-rock con un’intensa ricerca interiore e spirituale.
Prodotto e arrangiato da Mario “Ruah” Guida (alias Mario Guida) per la label La Tenda Blu, il singolo rappresenta un ponte tra la forza del palco live e una scrittura intima, ispirata al racconto evangelico della Samaritana al pozzo di Giacobbe.
In questo primo capitolo della nostra intervista ad ampio respiro, entriamo nei retroscena dell’esordio, analizzando l’emotività dell’artista e la visione produttiva che ha dato vita al progetto.
Debuttare sul mercato discografico con un brano denso come “Sikem” è una scelta coraggiosa. Con quale emozione principale stai vivendo questo passaggio dal live al primo singolo ufficiale?
Carolina: Sto vivendo questo momento con una grandissima emozione. Per il tipo di progetto che abbiamo intrapreso insieme a Mario “Ruah” Guida, questo passaggio rappresenta un traguardo davvero importante: il mio desiderio più grande è che il brano possa arrivare il più lontano possibile e toccare quante più persone attraverso il suo messaggio.
Allo stesso tempo, però, mantengo i piedi ben piantati per terra. Sono entusiasta ed emozionata, ma al contempo estremamente concentrata, lucida e radicata nel presente.
In “Sikem” la tua voce passa da momenti di grande limpidezza a sfumature più graffianti. Come hai lavorato sulla tua vocalità per esprimere al meglio le sfumature di questo brano?
Carolina: Il lavoro principale è stato di natura interpretativa ed empatica: ho cercato di immedesimarmi a fondo nella figura della Samaritana nel momento esatto del suo incontro con Gesù al pozzo. Per rendere autentiche quelle sfumature vocali, ho scavato nei miei ricordi, ripensando a chi ero e a come mi sentivo prima di vivere quell’incontro nella mia vita personale.
Questa immedesimazione ha guidato naturalmente il colore della voce, dalle parti più pulite e intime fino ai passaggi più graffianti e liberatori.
Il testo parla di un’inquietudine interiore che trova risposta al “pozzo”. C’è un verso specifico del brano che senti intimamente più tuo quando lo canti?
Carolina: Ci sono due frasi in particolare che mi emozionano profondamente ogni volta che le canto: “lascio che tu entri nel deserto mio” e “hai guardato ai miei occhi, sussurrato al cuore mio”.
Sono parole che sento visceralmente mie perché descrivono con estrema fedeltà quello che è accaduto dentro di me un anno fa, segnando una svolta personale decisiva.

Passare dalla dimensione dell’interpretazione a quella della scrittura del testo insieme a Mario cosa ha preteso da te sul piano dell’onestà emotiva?
Carolina: È stato un percorso davvero impegnativo, perché mi ha messo di fronte alla necessità di scontrarmi direttamente con la mia emotività e di affrontare pensieri che spesso si tendono a evitare.
Lavorare con Mario “Ruah” Guida richiede un’onestà assoluta: per certi versi è come fare una seduta dallo psicologo. In studio tutte le tue paure, le insicurezze e le fragilità vengono a galla senza filtri, amalgamandosi in un’unica materia prima su cui lavorare per costruire il brano.

Mario, com’è nata la scintilla produttiva che ti ha fatto capire che “Sikem” fosse il brano perfetto per lanciare Carolina come primo capitolo della nuova etichetta La Tenda Blu?
Mario “Ruah” Guida: In realtà è stato un processo assolutamente organico, andato in divenire. L’obiettivo primario nostro era trasformare la nostra fede e il cammino spirituale che condividiamo in una canzone viva, in grado di comunicare la Verità in modo limpido, trasparente e senza filtri. Questa intesa artistica si inserisce alla perfezione nella visione della sezione cristiana de La Tenda Blu, nata proprio per dare voce a messaggi di profonda caratura spirituale attraverso produzioni musicali curate nei minimi dettagli.
Lavorando a stretto contatto con Carolina in studio, osservando la naturalezza e la potenza espressiva con cui il brano prendeva forma traccia dopo traccia, è stato chiaro a entrambi che “Sikem” possedesse la perfetta combinazione di onestà emotiva e impatto sonoro per inaugurare ufficialmente il percorso della nostra etichetta.

La transizione dalla prima prova al grande successo dipende molto dalla gestione dei primi contatti professionali