CREDITS BY SILVIA COLOMBO
Paoletti: c’è una chitarra che in questo momento attraversa l’Italia sui palchi più belli del paese. La suona Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, nel corso del tour POOH60 La Nostra Storia, il grande progetto celebrativo per i sessant’anni di una delle band più amate della musica italiana. Dall’Arena dei Templi di Paestum alla Reggia di Caserta, dal Castello Sforzesco di Vigevano allo Sferisterio di Macerata, quello strumento è nato in Toscana, nelle mani degli artigiani di Paoletti Guitars.
La collaborazione tra Dodi Battaglia e Paoletti non è nata da un catalogo e da una scelta rapida. È nata da un incontro, da una visita all’atelier, e da una serie di conversazioni che nel tempo si sono trasformate in qualcosa di più concreto: un processo lungo, fatto di prove, aggiustamenti, ascolto e rispetto reciproco tra un musicista con decenni di palco alle spalle e un team di artigiani abituato a costruire strumenti uno alla volta, senza fretta.
“Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, era chiaro fin da subito che non si trattava di personalizzare una chitarra esistente,” racconta Fabrizio Paoletti, fondatore e master builder dell’azienda. “Abbiamo lavorato fianco a fianco su ogni aspetto, ascoltando, provando, correggendo. Il risultato è uno strumento che suona come lui pensa.”
Fabrizio ha seguito personalmente ogni fase della costruzione, lavorando insieme ai tecnici interni per tradurre in legno, metallo e avvolgimenti di rame le indicazioni del Signor Battaglia. Il profilo del manico, la risposta dei pickup avvolti a mano in laboratorio, la camera tonale ricavata nel corpo in castagno stagionato per donare allo strumento un suono inconfondibile. Ogni elemento ha richiesto tempo, prove sul campo e un dialogo continuo. Nulla è stato lasciato al caso, e nulla è stato scelto senza essere stato ascoltato, suonato e sentito prima.
È in questo processo che risiede il valore di quello che Paoletti costruisce ogni giorno nel suo atelier toscano. Non la velocità, non il volume, ma la capacità di fermarsi su un dettaglio finché non è esattamente quello che doveva essere.
“Quando uno strumento viene costruito così, con questo livello di attenzione e di scambio, smette di essere qualcosa di generico,” dice Filippo Martini, Managing Director di Paoletti Guitars. “Diventa parte del modo in cui un musicista si esprime. Vedere quella chitarra sul palco del POOH60 ci ricorda perché facciamo questo lavoro.”
Il risultato di quel lavoro è oggi sul palco del POOH60, in uno dei tour più attesi dell’anno.