Riccardo Ferrero riceve il Premio Internazionale Enrico Caruso 2025 nella Sala della Regina di Montecitorio. Un riconoscimento che unisce cinema, valori sociali e visione culturale.

Ci incontriamo per tornare con la memoria a una data precisa: 24 novembre. Una giornata che porta ancora addosso l’eco delle istituzioni e il peso gentile di un riconoscimento importante. Riccardo Ferrero ha negli occhi quella luce che resta quando l’adrenalina si è spenta, ma il senso di ciò che è accaduto continua a bussare. Parliamo senza formalità, con l’unico obiettivo di ricordare quel momento, perché alcune storie non chiedono domande, chiedono solo di essere raccontate.

Il silenzio della Sala della Regina non è mai davvero silenzio. Dentro quelle pareti, alla Camera dei Deputati, la storia continua a respirare. È lì, a Palazzo Montecitorio, che il 24 novembre 2025 Riccardo Ferrero ha ricevuto il Riconoscimento d’Onore per la categoria Cinema nell’ambito della XII edizione del Premio Internazionale Enrico Caruso – “Da San Giovanniello a New York”.

Il Premio Internazionale Enrico Caruso non è un riconoscimento isolato, ma una manifestazione culturale con una storia e una continuità precisa. Giunto alla sua dodicesima edizione, nasce per valorizzare personalità che, nei diversi ambiti dell’arte, della cultura e della società, hanno saputo unire talento e responsabilità, creatività e impegno umano, in una visione che supera i confini del singolo linguaggio artistico.

La scelta della Sala della Regina della Camera dei Deputati come sede della cerimonia rafforza il valore simbolico del premio. È un luogo che richiama il dialogo tra cultura e istituzioni, tra memoria e futuro, e che trasforma il riconoscimento in un momento di riflessione collettiva, non solo in una celebrazione individuale.

Ferrero, regista e sceneggiatore, entra in quella sala con passo misurato. Nessun trionfalismo, nessuna posa. Solo la consapevolezza di trovarsi in un luogo che ha visto passare la storia, quella vera, con la S maiuscola, come la definisce lui.

“In un palazzo come questo ti fermi per forza – racconta – ascolti il silenzio e ti ritrovi a pensare a quello che sei stato e a quello che sei diventato”. È un attimo sospeso, un bilancio intimo, uno sguardo lucido su un percorso che chiede rispetto prima ancora di essere raccontato.

Il Premio Internazionale Enrico Caruso, promosso dall’Associazione Nazionale del Lavoro e Disabilità Diffusa (A.N.I.L.D.D.) e presieduto dal Prof. Ing. Pasquale Marasco, in collaborazione con International Vigor Music, nasce per valorizzare eccellenze che si sono distinte non solo per talento, ma per l’impatto umano e sociale del proprio lavoro.

La motivazione ufficiale parla chiaro: impegno etico, inclusione, rispetto, uguaglianza, responsabilità sociale. Valori che, nel caso di Ferrero, trovano forma e voce attraverso il cinema.

La pergamena conferita nella Sala della Regina richiama esplicitamente il concetto di “Parideologia”, la visione culturale ideata dal Maestro Armando Jossa, basata sulla percezione applicata all’arte. Un’idea che attraversa le discipline e le unisce sotto un principio comune: l’arte non come ornamento, ma come strumento di consapevolezza.

“Il cinema – spiega Ferrero – non è solo racconto. È scelta. È il modo in cui decidi di guardare l’altro, di rappresentarlo, di non semplificarlo”.

A leggere la motivazione del premio è la dott.ssa Donatella Cotesta, presidentessa di International Vigor Music, che dà voce alle ragioni del riconoscimento.

La menzione, come indicato sulla pergamena, vale per tutti i premiati, ciascuno nel proprio campo, a sottolineare un’idea corale di merito. Quando gli si chiede come abbia vissuto quel momento, Ferrero non cerca frasi ad effetto:

“Mi sono sentito grato ed onorato”, dice. Poi aggiunge, con un sorriso che è insieme ironia e verità: “Mi sono reso conto di tanti anni passati nel mondo del cinema e che sono un sessantenne, diversamente giovane”.

È una battuta, certo, ma anche una dichiarazione di identità. Il tempo non come limite, ma come stratificazione di esperienza.

Durante la cerimonia, il pensiero corre inevitabilmente al percorso fatto. Non solo ai film realizzati, ma alle scelte, alle rinunce, ai compromessi accettati o rifiutati:

“In certi momenti – confida – ti accorgi che la carriera non è una linea retta. È un insieme di deviazioni che, viste da lontano, hanno un senso”.

È qui che il riconoscimento assume un valore ulteriore: non come punto d’arrivo, ma come conferma di una direzione.

Lo sguardo, infatti, è già rivolto al futuro. Ferrero anticipa la nascita di una nuova collaborazione artistica con Massimiliano Buzzanca, figlio del grande Lando. Un incontro tra generazioni, tra storie che si incrociano:

“Con Massimiliano – racconta – c’è un dialogo naturale. Portiamo entrambi un’eredità importante, ma senza nostalgia. L’idea è trasformarla in qualcosa di vivo”.

Un progetto che promette di unire memoria e contemporaneità, radici e visione.

Il Premio Enrico Caruso, che da San Giovanniello arriva simbolicamente a New York, racconta proprio questo: il viaggio delle idee, il passaggio dei valori, la capacità dell’arte di superare confini geografici e culturali. In questo senso, il riconoscimento a Riccardo Ferrero non è solo personale. È un segnale. Dice che il cinema, quando sceglie di essere etico e non rinuncia alla complessità, ha ancora un ruolo centrale nella società.

Uscendo dalla Sala della Regina, tra strette di mano e fotografie, Ferrero appare sereno. Non c’è enfasi, non c’è retorica. C’è la calma di chi sa che il lavoro continua.
“I premi – conclude – non ti definiscono. Ti ricordano solo perché hai iniziato”.
E forse è proprio questo il senso più profondo di una giornata come questa: tornare all’origine, per avere il coraggio di andare avanti.

Di Dino Tropea

Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza. Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale. Per conoscere meglio il suo percorso, leggere i suoi articoli e seguire le sue attività, è possibile visitare dinotropea.it, punto di accesso ai suoi profili social ufficiali.

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