Taras Solani pubblica su tutte le piattaforme digitali da venerdì 12 giugno il nuovo album Etica che nasce come il proseguimento di una ricerca personale. Se nel progetto precedente il protagonista cercava di comprendere la propria identità, qui la domanda cambia: non più “chi sono?”, ma “chi dovrei essere?”.
L’intero album prende forma come una conversazione con l’Etica, trasformata in una presenza viva e capace di dialogare. La sua voce accompagna ogni passaggio del racconto, ma la sua natura resta volutamente ambigua: è davvero una forza universale, quasi trascendente, che guida il percorso del protagonista, oppure è soltanto la proiezione di un giovane ventenne che cerca di orientarsi tra delusioni, solitudine e sogni infranti? Ciò che emerge con chiarezza è che l’etica non può esistere senza confronto, autocoscienza e trasformazione. Ogni capitolo dell’album si muove verso questi tre orizzonti, inseguendo una domanda fondamentale: il desiderio di essere una persona migliore può, almeno in parte, renderci davvero tali?
La struttura della tracklist riflette il dualismo rappresentato dalla copertina e si articola in tre capitoli distinti. La prima sezione è dominata dalla confusione, dalla rabbia e dal confronto con il mondo esterno. Il rapporto con gli altri occupa il centro della narrazione, mentre ogni interludio segna una svolta nel percorso, sottolineata anche dalle diverse scelte tipografiche dei titoli. Nel secondo capitolo l’attenzione si sposta verso l’interiorità. Comprendere se stessi diventa una condizione necessaria per osservare con maggiore lucidità ciò che accade all’esterno. L’ultima parte dell’album rappresenta il momento più fragile ma anche più consapevole del viaggio. Il linguaggio si fa più essenziale e le ripetizioni assumono un valore quasi rituale. In pochi brani si arriva finalmente all’incontro con l’Etica, al suo commiato e all’apertura verso ciò che verrà dopo.
Il racconto track by track
ETICA
Il brano introduttivo raccoglie e riversa senza filtri anni di contraddizioni, dubbi e conflitti interiori. Se ogni conflitto nasce dalla presenza di due forze opposte, anche la soluzione richiede un dialogo tra due voci: quella dell’individuo, che rappresenta ciò che è, e quella dell’Etica, che rappresenta ciò che potrebbe diventare.
ALI AD HALI
La canzone esplora il contrasto tra la sicurezza di una casa reale e il desiderio di una casa immaginata. Rompere il ciclo rappresentato dall’ouroboro significa inseguire le proprie ambizioni e uscire da una condizione di immobilità. Tuttavia, dietro ogni sogno personale si nasconde un desiderio ancora più profondo: trovare qualcuno a cui appartenere e con cui costruire un senso di appartenenza autentico.
AVIDO, AVIDO UOMO
Qui il desiderio di appartenenza viene messo a confronto con l’incapacità di accettare e trasmettere ciò che non è materiale. Il protagonista si scopre incapace sia di ricevere sia di donare. Questa difficoltà non viene presentata come una caratteristica innata, ma come il risultato di un ambiente sterile e impoverito emotivamente. La traccia anticipa inoltre il finale dell’album, suggerendo un cambiamento di cui non sono ancora chiari né il costo né la ricompensa.
GLI INTOCCABILI
Il dualismo emerge nella distanza apparente tra chi vive al riparo dal dolore e chi invece ne conosce da vicino le conseguenze. Con il procedere del brano questa separazione si assottiglia: il male è una possibilità condivisa da tutti e ciò che ci distingue non è la nostra natura, ma le scelte che decidiamo di compiere.
BELLEZZA
La canzone oscilla tra due posizioni opposte. Da una parte il desiderio di possedere e inseguire la bellezza viene visto come qualcosa di profondamente umano; dall’altra, questa stessa ricerca viene criticata per il rischio di trasformarsi in dipendenza. Il brano è insieme una celebrazione della bellezza e una riflessione sui suoi aspetti più distruttivi. Alla fine prevale l’idea che amare e dare abbiano più valore del semplice possesso.
FOLIE À DEUX
Il concetto di dualità si manifesta attraverso una relazione condivisa, in cui emozioni e fragilità si trasmettono da una persona all’altra. La canzone è inoltre inseparabile da ODIAMI, che ne costituisce una sorta di controparte. Qui emergono soprattutto le ombre della relazione e della figura amata.
ODIAMI
Se la traccia precedente evidenziava i difetti dell’altra persona, qui il peso della colpa ricade sul narratore. L’odio viene presentato come una componente paradossale dell’amore: chiedere di essere odiati diventa un atto di cura, perché permette all’altra persona di proteggere se stessa.
Interludio dell’Abito
In questo momento emerge una forma di risentimento verso l’Etica e verso l’apparente assenza di giustizia in alcune esperienze dolorose. Progressivamente, però, si comprende che molte sofferenze non derivano da una forza morale esterna, ma da una rete complessa di eventi, influenze e circostanze. Da qui prende avvio il percorso introspettivo della seconda metà dell’album.
Inverno
Le difficoltà nel comunicare e nell’affrontare il dolore trovano origine in esperienze passate. Guardare con sincerità alla propria storia diventa il primo passo verso una maggiore maturità. Il freddo emotivo non viene più interpretato come un tratto essenziale della personalità, ma come una difesa costruita nel tempo.
Ultimo atto di Amore
Ogni inverno interiore porta con sé momenti in cui si è costretti a lasciar andare qualcosa o qualcuno. Quello che può sembrare una perdita è in realtà una forma di amore profonda. Lasciare andare significa smettere di possedere e imparare a donare. Questo processo riguarda sia il rapporto con gli altri sia quello con se stessi.
4 Settembre
La centralità del possesso e dell’apparenza viene definitivamente messa in discussione. Allo stesso tempo, il brano affronta l’eredità di modelli maschili basati sul silenzio e sulla repressione emotiva. Liberarsi dei propri lamenti e delle proprie catene diventa l’unico modo per riuscire davvero a volare. La domanda finale non è più cosa possedere, ma quale valore riconoscere a se stessi.
Interludio della Paura
Le paure accennate all’inizio dell’album vengono finalmente nominate. Tra tutte, quella più profonda è la possibilità di perdere per sempre qualcuno di importante, una paura che era sempre esistita ma che solo ora riesce a emergere con chiarezza.
Rivederti
Dopo aver rivolto a lungo lo sguardo verso l’interno, il protagonista torna a guardare gli altri. Il tu della canzone diventa universale, senza perdere la propria concretezza. È un invito a resistere, a continuare nonostante il dolore, i conflitti e le separazioni. Anche attraverso l’odio o la distanza, ciò che conta è non rinunciare a vivere.
Ancora, поки ти ще тут
L’album si conclude con il commiato dall’Etica. La guida che ha accompagnato il percorso lascia spazio all’autonomia del protagonista, che ora deve proseguire da solo. Il ritornello in ucraino esprime un amore diretto, intenso e privo di filtri. Il suo significato fondamentale è una richiesta semplice: lasciami amarti. La strofa, invece, assume la forma di un flusso di coscienza in cui convivono desideri, fragilità e speranze. È una conclusione che guarda al futuro, affermando che c’è ancora molto da dire e soprattutto molto da dare, finché esisterà la possibilità di ritrovarsi.

