Due anni dopo la prima intervista a Mondospettacolo, Valeria Curtis torna a raccontarsi. Oggi il centro della sua vita professionale è sempre più la produzione, la gestione aziendale e lo sviluppo di LiveSofia, mentre il mondo dell’adult entertainment cambia sotto la spinta di creator indipendenti, intelligenza artificiale e nuove piattaforme.
Intervista a cura di Alessandro Cunsolo – Direttore di Mondospettacolo
Il 4 agosto 2024 avevamo raccontato Valeria Curtis partendo dagli esordi con Andy Casanova, attraversando la carriera nel cinema per adulti e arrivando alla nascita del progetto LiveSofia.
A distanza di oltre due anni, la ritroviamo in una fase molto diversa.
La performer non è scomparsa, ma ha lasciato sempre più spazio alla produttrice, imprenditrice e stratega.
Dietro l’immagine pubblica c’è oggi una donna che parla di piattaforme, sviluppo, monetizzazione, gestione, produzione e investimenti. Una trasformazione che lei stessa descrive come ormai consolidata.
E mentre il settore cambia rapidamente, Valeria guarda avanti: creator indipendenti, contenuti in streaming, intelligenza artificiale, identità digitale, deepfake, autonomia economica e formazione diventano i nuovi terreni su cui si gioca il futuro dell’adult entertainment.

«La Valeria che il pubblico non vede lavora sui fogli di calcolo»
Valeria, bentornata su Mondospettacolo. Sono passati oltre due anni dalla nostra prima intervista. Che cosa è cambiato?
Bentrovato Alessandro e un saluto a tutti i lettori.
In questi due anni c’è stata un’evoluzione incredibile.
Dal punto di vista personale mi sento molto più matura, consapevole e centrata. Professionalmente, la transizione da performer a imprenditrice e produttrice si è consolidata del tutto.
La Valeria che il pubblico non conosce è probabilmente quella che passa ore davanti ai fogli di calcolo, gestisce lo sviluppo delle piattaforme e pianifica strategie di business.
C’è molta concretezza dietro le quinte, ben lontana dai riflettori del set.

Guardarsi indietro senza rinnegarsi
Hai iniziato giovanissima. Che cosa diresti oggi alla ragazza appena maggiorenne che stava per entrare in questo settore?
La guardo con tenerezza, ma anche con orgoglio: ci voleva coraggio.
Le direi esattamente ciò che consiglio oggi alle giovani che vogliono iniziare: studiate, siate padrone del vostro corpo e soprattutto del vostro business.
All’epoca ci si affidava molto di più a figure maschili o alle agenzie; oggi le ragazze hanno strumenti tecnologici che permettono loro di essere imprenditrici di se stesse fin dal primo giorno.
Il consiglio principale resta comunque lo stesso:
non scendete mai a compromessi sui vostri limiti personali.

Cosa rimane del vecchio cinema hard
Che cosa rimpiangi dell’industria di un tempo e quale cambiamento consideri invece un progresso?
Dell’industria di un tempo rimpiango la magia dei grandi set, la cura per le sceneggiature e quel senso di artigianalità quasi cinematografica.
Oggi tutto è molto più rapido e frammentato.
Il progresso indiscutibile, però, è la disintermediazione: grazie al web e alle nuove tecnologie le artiste possono essere molto meno dipendenti da vecchie dinamiche di potere.
C’è molta più sicurezza e autonomia.

Sempre meno davanti alla telecamera
In passato avevi parlato della volontà di dedicarti sempre più alla produzione. A che punto è questa trasformazione?
È ormai a un punto di svolta.
Adoro stare dietro le quinte, creare opportunità per altri talenti e plasmare la visione artistica di un progetto.
Non escludo del tutto che il palcoscenico possa richiamarmi per eventi speciali o progetti cinematografici mirati, ma il mio presente e il mio futuro a lungo termine sono decisamente focalizzati sulla produzione e sulla gestione aziendale.

LiveSofia cresce e apre StudioCam
Parliamo di LiveSofia. Che cosa è cambiato negli ultimi due anni?
I risultati sono straordinari e la piattaforma è cresciuta tantissimo.
Continuiamo a trasmettere le nostre live del lunedì sera alle 23:00 e il pubblico sa di poter trovare nuove produzioni esclusive.
La difficoltà più grande nel passaggio al ruolo di imprenditrice è stata imparare a delegare e a osservare il mercato con maggiore freddezza analitica, distaccandomi dall’emotività dell’artista.
Sono inoltre entusiasta di annunciare l’arrivo della sezione StudioCam, il nuovo spazio di LiveSofia dedicato alle dirette streaming e alla monetizzazione, aperto sia ai singoli streamer sia alle agenzie.
Abbiamo introdotto dirette gratuite per gli utenti registrati, senza abbonamento mensile.
Per chi crea contenuti sono previste diverse possibilità di monetizzazione attraverso chat, regali, show privati personalizzati e vendita di video d’archivio o realizzati su richiesta.
Abbiamo anche introdotto una funzione che consente agli utenti di assistere, a pagamento, a determinate sessioni private vedendo soltanto la modella, con l’obiettivo di tutelare la privacy dell’utente principale.
Inoltre, chi opera come manager può aprire un proprio profilo per gestire e monetizzare l’attività delle proprie modelle.

Creator indipendenti e case di produzione possono convivere
Piattaforme come OnlyFans hanno cambiato radicalmente il mercato. Il futuro sarà tutto dei creator indipendenti?
Credo che i due mondi possano e debbano coesistere.
È esattamente la filosofia che sta alla base dell’evoluzione di LiveSofia e della nuova sezione StudioCam.
Da un lato il mercato dei contenuti indipendenti è esploso; dall’altro l’utente continua a cercare anche eccellenza estetica, narrazione e cura dei dettagli.
Uno spazio ibrido, capace di valorizzare l’indipendenza del creator ma anche la struttura di una piattaforma solida, secondo me è la vera chiave del futuro.

«Il sesso senza contesto diventa meccanico»
Hai sempre difeso le produzioni con trama, regia e interpretazione. C’è ancora spazio per raccontare una storia attraverso l’erotismo?
Assolutamente sì.
Gran parte del mercato si è piegato al “mordi e fuggi” dei video brevissimi, perdendo una componente narrativa che per me resta fondamentale.
Il sesso senza contesto diventa meccanico.
Quando invece esistono una trama, un’interpretazione e una tensione psicologica, il contenuto acquisisce un valore artistico che non scade.

Cosa cerchi oggi in una performer
Quando scegli nuovi talenti, quali caratteristiche consideri fondamentali?
Prima di tutto carisma, intelligenza e una forte consapevolezza di sé.
La bellezza fisica da sola non basta se manca la personalità.
Come produttrice sento una responsabilità assoluta: il set deve essere un ambiente sicuro.
Il consenso viene discusso e formalizzato prima delle riprese e ogni artista deve sapere che il proprio no resta valido in qualsiasi momento.
Il rispetto dei limiti non è negoziabile.
Solo se una performer si sente protetta può dare il massimo anche sul piano espressivo.

LiveSofia incontra il calcio
Nel 2025 LiveSofia ha sponsorizzato anche una squadra di calcio. Perché portare un marchio adult nello sport?
L’idea nasceva dalla volontà di rompere un tabù e fare marketing provocatorio, ma con un intento di normalizzazione.
Calcio e intrattenimento per adulti muovono passioni enormi, eppure accostarli crea ancora reazioni forti.
Abbiamo ricevuto risposte molto diverse, dall’entusiasmo di una parte del pubblico a rigidità iniziali di carattere istituzionale.
L’insegnamento che ne ho tratto è che il pregiudizio esiste ancora, ma quando lavori con professionalità, trasparenza e contratti chiari, il confronto torna sui fatti.

Realtà virtuale e intelligenza artificiale
Due anni fa parlavi già di VR e IA. Quanto sono entrate concretamente nel tuo lavoro?
La realtà virtuale è ormai consolidata in molte produzioni e offre un livello di immersione altissimo.
L’intelligenza artificiale è entrata con forza nei processi di post-produzione, editing e marketing.
La considero una grande opportunità creativa e uno strumento capace di ottimizzare moltissimo il lavoro.
Allo stesso tempo, può diventare una minaccia se non viene regolamentata.
Il calore, l’empatia e l’unicità di una persona reale non possono essere sostituiti da un algoritmo, ma il lavoro degli artisti deve essere protetto.

Deepfake e identità digitale
Ti preoccupa la possibilità di creare immagini o video realistici usando il volto di persone vere senza autorizzazione?
Moltissimo.
I deepfake non autorizzati sono, per me, una violazione gravissima dell’identità e dei diritti della persona.
Servono regole internazionali più severe, sistemi di tracciabilità e watermark e piattaforme capaci di intervenire rapidamente sui contenuti utilizzati senza consenso.
Il volto e il corpo appartengono alla persona.
L’utilizzo non autorizzato non può essere considerato una semplice conseguenza inevitabile della tecnologia.

Fantasia erotica e responsabilità
Dove collochi il confine tra fantasia erotica e responsabilità?
Nella legalità, nella tutela dei minori e nel rispetto della dignità delle persone.
La fantasia erotica sul set è finzione e recitazione concordata.
Il problema nasce quando una parte del pubblico confonde il personaggio con la persona e proietta sull’attrice ciò che ha visto sullo schermo.
Anche per questo credo che produttori e performer abbiano la responsabilità di spiegare che ciò che si vede è una performance, non la quotidianità delle persone coinvolte.

Il giudizio pesa ancora di più sulle donne
Ti senti giudicata di più come artista, imprenditrice o donna?
Come donna.
Se un uomo investe nell’adult entertainment viene spesso descritto come un businessman.
Se lo fa una donna, non è raro che venga guardata con sospetto o che le sue capacità vengano sottovalutate.
Il pregiudizio che vorrei eliminare è l’idea che lavorare nell’hard significhi necessariamente mancanza di intelligenza, dignità o alternative.
Nel mio caso è stata, ed è ancora, una scelta consapevole.

Libertà di scelta e lavoro sessuale
Una donna che sceglie consapevolmente questa professione viene davvero riconosciuta come libera di decidere del proprio corpo e della propria carriera?
Secondo me non ancora pienamente.
Esiste ancora una visione selettiva della libertà femminile che fatica ad accettare scelte considerate socialmente scomode.
Spesso si preferisce leggere l’attrice esclusivamente come vittima invece di riconoscerle capacità decisionale e autonomia.
Per me emancipazione significa anche poter scegliere una strada che gli altri non condividono, purché sia una scelta consapevole e libera.

Cosa succede quando si spengono le telecamere
Come si costruisce un futuro professionale quando si decide di apparire sempre meno davanti alla camera?
Con formazione e programmazione.
Servono educazione finanziaria, marketing, gestione aziendale e conoscenza delle nuove tecnologie.
Le luci del set non durano per sempre.
Chi inizia oggi dovrebbe pensare anche a investire, diversificare le proprie entrate e imparare a conoscere il dietro le quinte.
È anche questa una delle ragioni per cui abbiamo sviluppato nuovi strumenti su LiveSofia: offrire alle creator la possibilità di costruire un’attività più autonoma e sostenibile nel tempo.
Proteggere la Valeria privata
Come riesci a separare il personaggio dalla vita quotidiana?
Con confini molto chiari.
Quando stacco dal lavoro, social e personaggio rimangono fuori dalla porta di casa.
Proteggo con molta attenzione gli affetti, la mia casa e i momenti di totale disconnessione.
Più cresce l’esposizione pubblica e professionale, più sento il bisogno di custodire normalità e intimità.

Chi cerca il personaggio e chi cerca la donna
Ti è capitato che qualcuno si avvicinasse a Valeria Curtis senza voler conoscere davvero la persona?
Molte volte, soprattutto all’inizio.
Il personaggio porta con sé mito e tabù e alcune persone si fermano lì.
Oggi ho sviluppato un radar molto sensibile.
La mia fiducia si conquista con stabilità, tempo e discrezione.
Soprattutto osservando come qualcuno si comporta quando non ci sono telecamere, trucco o abiti di scena.
Chi vuole conoscere la donna deve saper guardare oltre lo schermo.
La felicità ha il sapore delle cose semplici
Che cosa ti rende felice oggi lontano dal lavoro?
Le cose semplici.
Una passeggiata nel verde con il mio Labrador.
Un concerto.
Cucinare per le persone che amo.
E poi il caffè del mattino, bevuto con calma guardando fuori dalla finestra prima che inizino email, telefonate e riunioni.
È il mio momento per rimettere i piedi per terra.

Imparare a reinventarsi
Qual è stata la sfida personale che ti ha insegnato di più?
Accettare che fallire o fermarsi faccia parte del percorso.
Quando ho dovuto riorganizzare radicalmente vita e investimenti a causa dei cambiamenti rapidissimi del mercato, ho provato una forte vertigine.
Lì ho capito che la mia forza non è non cadere mai.
È avere l’elasticità mentale necessaria per reinventarmi.
Ho imparato a vedere la fragilità non come debolezza, ma come terreno dal quale possono nascere idee nuove.
Il libro autobiografico continua
Nel 2024 ci avevi anticipato un libro autobiografico. A che punto è?
Il progetto va avanti, con i tempi necessari a una scrittura sincera e profonda.
Voglio raccontare la storia senza filtri.
Partire da chi esisteva prima di Valeria Curtis, attraversare gli esordi ingenui, le complessità di un’industria difficile e arrivare alle sfide e alle vittorie imprenditoriali di oggi con LiveSofia.
Vorrei che emergesse l’immagine di una donna complessa, capace di compiere scelte controcorrente e di pagarne personalmente il prezzo, senza lasciarsi definire o limitare dal giudizio degli altri.
Spero che la mia storia possa far sentire meno sola qualsiasi persona stia cercando di tracciare la propria strada.

Se potesse dirigere un film
Se avessi libertà assoluta per produrre e dirigere un film, che cosa racconteresti?
Un dramma psicologico con forti venature erotiche, vicino a un certo cinema d’autore europeo.
E probabilmente sarebbe proprio il film tratto dal mio libro.
Una storia vera.
La mia.
«Vorrei essere ricordata per aver scelto la mia strada»
Quando un giorno guarderai indietro, per cosa vorresti essere ricordata?
Senza dubbio per essere stata una donna che non ha mai avuto paura di scegliere la propria strada.
Pornostar e imprenditrice sono tappe, manifestazioni di un’unica identità.
Ciò che spero resti, e che magari possa ispirare altre persone, è il coraggio di essere padroni del proprio destino e di rivendicare le proprie scelte a testa alta.

Valeria Curtis, oltre il personaggio
Se la prima fase della carriera di Valeria Curtis è stata inevitabilmente costruita davanti all’obiettivo, quella che sta vivendo oggi sembra nascere soprattutto dietro lo schermo.
Non è più soltanto la persona che interpreta un contenuto.
È quella che decide come produrlo, come distribuirlo, come monetizzarlo e quale spazio offrire ad altri creator.
È un cambiamento significativo anche dal punto di vista simbolico.
Il percorso di Valeria racconta una trasformazione più ampia dell’industria adult: dalla centralità delle agenzie e dei grandi set alla crescente autonomia dei creator, dalle produzioni tradizionali alle piattaforme digitali, fino alle nuove questioni poste dall’intelligenza artificiale e dalla tutela dell’identità digitale.
Ma dentro questa evoluzione tecnologica resta un elemento molto poco tecnologico.
La capacità di scegliere.
Di dire sì.
Di dire no.
Di cambiare direzione.
E di riconoscere, a distanza di anni, che il personaggio può evolvere, il mercato può cambiare e la telecamera può anche spegnersi.
Senza che per questo debba spegnersi la donna che ha costruito tutto il resto.
https://www.instagram.com/livesofia.c
Fonte
Intervista e risposte scritte di Valeria Curtis fornite a Mondospettacolo. Le informazioni relative all’evoluzione professionale, a LiveSofia, alla sezione StudioCam, alla produzione, all’intelligenza artificiale, al progetto autobiografico e ai progetti futuri provengono direttamente dalle dichiarazioni dell’intervistata.