Un anello può essere una promessa, un gioiello un segno di prestigio, un investimento una rassicurazione sul futuro.

All’oro affidiamo sentimenti, ambizioni e paure.

Lo cerchiamo per il suo valore, ma anche per ciò che immaginiamo possa procurarci.

Perché, dopo millenni, conserva una presa così forte sul nostro desiderio?

E quando il bisogno di possederlo diventa un’ossessione?

Sono le domande che attraversano «Orogasmi. L’ossessione chiamata oro. La passione che si tinge di giallo», il libro di Stefano Saldarelli, pubblicato da Phasar Edizioni.

Ventiquattro capitoli, come i 24 carati dell’oro puro, compongono un percorso che osserva il metallo come fenomeno umano prima ancora che economico, capace di alimentare conquiste, ambizioni e rapporti di potere.

«L’oro non rende né migliori né peggiori», scrive Saldarelli, «ma amplifica il coraggio e l’avidità, la generosità e l’egoismo, la fede e la superstizione, la creatività e la follia».

L’oro ha sempre avuto una doppia forza: custodire la ricchezza e renderla visibile agli occhi degli altri.

Come riserva di valore, risponde al bisogno di proteggere il patrimonio; trasformato in gioiello, diventa bellezza da indossare, dono da offrire, segno di distinzione. Il suo valore non dipende soltanto dal prezzo, ma anche da ciò che racconta di chi lo possiede.

Nelle corti raccontate da Saldarelli questa funzione emerge con particolare evidenza. Esibire l’oro significa affermare il proprio rango, suscitare ammirazione e incutere riverenza.

Lo sfarzo rende visibile una distanza sociale e contribuisce a mantenerla.

Una chiave di lettura ancora attuale: quanto ci attrae un gioiello per la sua bellezza e quanto per la possibilità di comunicare successo o capacità di sedurre?

Il titolo «Orogasmi» dà un nome al culmine di questa attrazione: il momento in cui il desiderio supera la ragione e il bisogno di avere diventa un’ossessione.

«Orogasmi nasce dall’esigenza di dare un nome a una pulsione che accompagna l’uomo fin dagli albori», spiega Saldarelli.

«È un neologismo che fonde oro e orgasmi e racconta il legame profondo con questo metallo, oltre il possesso e il valore economico, nel territorio in cui desiderio, potere e bellezza si fondono in un’unica forza.

Il libro racconta questa simbiosi: il modo in cui l’oro ha attraversato le nostre paure, i nostri sogni e le nostre scelte più intime, fino a diventare parte della nostra stessa identità».

Tra storia, arte, economia e geopolitica, l’autore sceglie la voce del narratore per accompagnare il lettore nelle emozioni e nelle vicende di chi si è lasciato sedurre dall’oro.

La materia preziosa diventa il filo che unisce esperienze diverse, nelle quali riconoscere aspirazioni e fragilità umane.

«Se la storia ufficiale si insegna e si tramanda, sono le storie umane che chiedono di essere raccontate», prosegue Saldarelli.

«Con questo spirito ho scelto di accompagnare il lettore dietro le quinte del fascino dell’oro.

Mettendo al centro le emozioni, le vicende e le passioni di chi, in ogni epoca, ne ha subito il richiamo.».

La visione del volume si estende anche oltre le pagine.

con «Orogasmi» nasce un progetto culturale e artistico che porta lo stesso nome e sviluppa la medesima riflessione sul rapporto tra l’oro e l’umanità.

Dal 31 ottobre disponibile su tutte le principali piattaforme online.

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