Scritta di getto in un momento difficile, la canzone riflette l’ottimismo istintivo dell’artista, arricchito da una produzione internazionale e da oltre trent’anni di musica vissuta intensamente. Un brano che abbraccia con ritmo e parole sincere.

Che ruolo ha la figura femminile nella tua poetica musicale e cosa ti affascina nel rappresentarla?

La figura femminile ha un ruolo fondamentale non solo nella mia musica, ma soprattutto nella mia vita. Sono convinto che la donna sia senz’altro più forte in tutti I sensi di noi uomini. “Será Todo Mejor” non vuole solo rappresentare la figura femminile in senso generale, ma, nel mio caso personale, vuole sottolineare quanto questa presenza sia stata vitale per me. La mia “nena”, quando mi guarda negli occhi e mi dice “Será todo mejor”, mi dà una forza enorme per andare avanti. Questo è il cuore del messaggio: un invito a non mollare mai, sostenuti da chi ci sta accanto.

Nel singolo si percepisce un richiamo alla leggerezza. Come si riesce a essere leggeri senza essere superficiali?

Non credo ci sia una ricetta precisa, ma personalmente cerco sempre di inserire nei miei brani alcune frasi che invitino alla riflessione. Ad esempio, mi viene in mente “Dónde?”, che è molto orecchiabile ma ha un profondo senso di ricerca di risposte. Oppure “Todos”, un altro mio brano. Quindi, anche quando le canzoni sembrano leggere all’apparenza, cerco sempre di lasciare spazio a temi che ci facciano riflettere sul senso delle cose, della vita stessa.

Hai mai avuto paura che l’unione di generi così diversi potesse non essere compresa?

Paura, no, credo che il pubblico sappia apprezzare. Io cerco di fare cose belle, sperando di riuscirci. Certo, in un mondo che vuole sempre catalogare tutto, non è facile proporre brani diversi tra loro ma comunque legati. Però paura non ne ho. Vengo dall’Argentina, un paese dove artisti come Fito Paez hanno saputo unire generi molto diversi in uno stesso album “El Amor después del Amor”, un autentico capolavoro. Credo che la mia unicità stia proprio nel modo in cui interpreto le canzoni. Prendi il progetto TangoScugnizzo: è un mix che amo profondamente, un’unione rara e bellissima tra la musica napoletana e il tango argentino. Non trovi che siano due mondi lontani ma affascinanti da mettere insieme?

In che modo la tua esperienza tra Argentina e Italia ha influenzato la tua visione della società e della musica?

Sicuramente la fortuna di poter vedere e vivere due realtà tanto diverse quanto simili mi ha molto influenzato. C’è un brano poetico del grande Facundo Cabral che dice: “No soy de aquí, no soy de allá” — un vero inno per tutti quelli che, per scelta, hanno vissuto o vivono assaporando due o più culture. Dopo 30 anni da italo-argentino, questa esperienza si riflette inevitabilmente nelle mie composizioni e la considero un grande punto di forza.

Se potessi tornare indietro nel tempo, diresti qualcosa al giovane Diego Moreno che iniziava a fare musica?

Ho iniziato a fare musica a 17 anni, a 20 ho lasciato la carriera di architettura per dedicarmi completamente alla musica, e fino a oggi sono riuscito a vivere di quella passione: ho realizzato un sogno. Cosa potrei dire al giovane Diego Moreno? Probabilmente che questa scelta si chiama libertà, o meglio, che ho avuto la libertà di scegliere, e non è poco. Forse gli direi anche che c’è sempre un prezzo, piccolo o grande, da pagare, ma che, come canta Vasco, “va bene così”.

Qual è il prossimo passo artistico che sogni di realizzare e che ancora non hai intrapreso?

 Felice di raccontarti che questo autunno uscirà il mio libro dedicato a Carlos Gardel, il padre del tango, intitolato “Il Tango a Napoli”. Il libro, pubblicato dalla Casa Editrice MEA, esplora la vita di Gardel e l’influenza della musica italiana, in particolare quella napoletana, sul tango e sulla sua musica. 

 Parallelamente, sto lavorando a un progetto a cui tengo molto: un docufilm intitolato TangoScugnizzo, che racconta le tante storie di “andate e ritorni” tra Italia e Argentina, unendo racconto e musica in un’unica esperienza. 

 Dal punto di vista musicale, sto pensando a un piccolo EP con brani inediti e molto minimalisti, solo chitarra e voce, per esprimere la musica nella sua forma più essenziale. 

Nel frattempo, continuo a girare l’Italia con il mio singolo “Será Todo Mejor”. Vi aspetto sui social, ma soprattutto dal vivo, per condividere questa musica e queste storie insieme. 

Abrazos y muchas gracias!

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